II Guerra Mondiale, la grande azione dei SLC della Regia Marina contro le forze inglesi nel porto di Alessandria d’Egitto

Alessandria d’Egitto, Era la fine del 1941 e per le Forze dell’Asse stavano subendo notevoli sconfitte nello scacchiere Mediterraneo, Ma le azioni degli inglesi potevano essere fermate. In particolare in Egitto. Già nel 1940, subito all’inizio dell’entrata in guerra dell’Italia, si attaccò il porto di Alessandria d’Egitto, Ma i due sommergibili avvicinatori, Iride e Gondar non riuscirono nell’impresa.

Gli eroi di Alessandria d’Egitto (1941)

A novembre successivo l’obiettivo fu messo di nuovo all’esame dei vertici militari. Gli uomini da impiegare furono sottoposti ad un duro ed accurato addestramento e si decise che la nuova azione sarebbe avvenuta nel novilunio di dicembre.

I protagonisti dell’impresa furono tre mezzi trasportati dal sommergibile-appoggio Scirè nella notte tra il 18 e 19 dicembre 1941 nelle vicinanze del porto di Alessandria d’Egitto, la base principale della Mediterranean fleet inglese e da ufficiali della Regia Marina, il tenente di vascello Luigi Durand de la Penne, il capitano del Genio Navale Antonio Marceglia ed il capitano delle Armi Navali Vincenzo Martellotta coadiuvati dai capi palombari Emilio Bianchi e Mario Marino e dal sottocapo Spartaco Schergat. Le unità riuscirono ad entrare nella base inglese e malgrado gli uomini fossero stati scoperti i tre equipaggi riuscirono a piazzare le cariche esplosive dei tre S.L.C. sotto gli scafi delle corazzate Valiant e Queen Elizabeth e della petroliera Sagona, che aveva ormeggiato affianco il cacciatorpediniere Jervis. Gli scoppi delle cariche, avvenuti all’ora prevista, provocarono gravi danni alle unità nemiche.

 

Uno dei tre S.L.C. (Siluri a lenta corsa) in azione

La Valiant rientrò in servizio solo nel luglio 1942. La Queen Elizabeth riportò danni ancora maggiori e dopo alcune sommarie riparazioni compiute proprio ad Alessandria fu trasferita in un cantiere navale degli Usa e rimase qui fino al 1° luglio del 1943.

I sei marinai italiani portata a termine con grande successo la missione furono però catturati dagli inglesi e sottoposti nei giorni seguenti a ripetuti interrogatori. Al termine furono mandati in un campo di concentramento.

L’azione compiuta dalla Regia Marina fu, senza dubbio, un grande successo nella II Guerra Mondiale. Ed il colpo ridusse ulteriormente il potenziale navale inglese, sanzionò l’inizio di un lungo periodo di supremazia dell’Asse nel Mediterraneo orientale.

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