Russia e America, ecco quali sono gli interessi alla conferenza di Palermo

Di Giusy Criscuolo

Palermo. Per il settore Oil e Gas un nulla di fatto. La questione sicurezza preoccupa tutti gli investitori, compresi i grandi assenti. L’Italia dice la sua, ma anche Russia e America hanno espresso il loro punto di vista. Tra le due potenze c’è chi ha rilasciato una dichiarazione e chi si è mosso in punta di piedi.
“Per il settore petrolifero la Conferenza di Palermo non ha dato ne risposte ne linee guida, ad oggi è stato solo un incontro nella splendida Sicilia. Un Conferenza dove la partecipazione è stata sfuggente in particolar modo degli esponenti principali della politica libica. L’incognita è e resta sempre la parola e l’azione nei prossimi mesi del figlio dell’ex Generale libico Saif Al-Islam Gheddafi. Le elezioni in Libia non sono poca cosa e la Conferenza ha solo sfiorato l’argomento. La situazione libica, almeno per il settore Oil & Gas non si risolve con una stretta di mano e con qualche foto ricordo ma bensì con dei compromessi chiari e precisi Ad oggi la situazione dei pozzi e giacimenti è ancora altalenante con grandi problematiche di sicurezza che compromettono la produzione e gli investimenti”.

Questa la dichiarazione rilasciata dal Presidente della FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, a margine della Conferenza di Palermo sulla Libia.
Ma l’esito di questo “piccolo summit” come viene definito dai media libici, non è stato poi così negativo come tutti “speravano” o “prevedevano”. Se uno degli obiettivi era quello di avvicinare al dialogo le parti coinvolte, allora è stato operato un piccolo, ma significativo centro. Pare che questo incontro, abbia aperto uno spiraglio su un piccolo accordo politico.
Ma le due grandi, quasi, assenti cosa hanno detto e come si sono mosse?
Secondo il Quotidiano Libico il Mediterraneo, il primo ministro Russo, Dimitry Medvedev, che nei giorni scorsi ha preso parte alla conferenza sulla Libia tenutasi a Palermo, ha ipotizzato una soluzione alla crisi libica, prospettando una possibilità solo in caso di un compromesso da entrambe le parti.

Medvedev, ha sottolineato l’impegno e la determinazione della Russia, nel voler stabilire la pace sul territorio libico, osservando che: “I precedenti accordi in Libia non sono stati finora attuati, ma è necessario andare avanti per fissare nuove date. Una soluzione pacifica in Libia non è possibile senza un compromesso reciproco”.

Michele Marsiglia di Federpetroli

A dare conferma a questa ipotesi, arriva l’intervento del vice capo di Gabinetto del Governo russo, Sergei Prekhodko, che ha sottolineato lo stretto legame che esiste tra i fattori politici e di sicurezza, elementi necessari per un possibile ritorno delle imprese russe con nuovi investimenti in Libia.

Berkhodko che ha preso parte con la delegazione russa alla Conferenza di Palermo, ha dichiarato alla stampa: “l’istituzione della sicurezza e la formazione di organismi unificati di autorità in Libia sono condizioni essenziali per rafforzare il commercio e la cooperazione economica con la Regione”.

Il funzionario ha inoltre sottolineato che ci sono molte aree in cui la cooperazione tra Russia e Libia potrebbe aumentare il volume degli scambi commerciali. Scambi, che stando alle previsioni esposte da Berkhodko, sarebbero di circa 200 milioni di dollari all’anno.

Ma la Russia non è l’unica ad aver detto la sua. L’America, la grande assente, ha giocato di sponda, facendo sentire la mancanza di personalità di rilievo. La strategia silenziosa è stata quella di inviare in avanscoperta una delegazione attenta e poco rumorosa, in grado di intavolare argomenti cari a tutti i partecipanti.

Al-Sarraj, durante il corso dei due giorni, ha discusso con la delegazione americana che ha partecipato a Palermo e che si è mostrata particolarmente attenta agli sviluppi del programma sulle riforme economiche.
Sempre secondo i dati e le informazioni riportate dai media libici, il presidente del Consiglio del governo di riconciliazione, Fayez Al-Sarraj, si è riunito lunedì con la delegazione statunitense.
I partecipanti hanno discusso gli ultimi sviluppi della situazione politica in Libia e il programma di riforme economiche recentemente varato da Al-Sarraj per correggere le distorsioni nel sistema economico-monetario. Pare sia stato affrontato anche il tema sull’attuazione degli accordi di sicurezza avviati a Tripoli e nei dintorni e che si spera possano espandersi, in seguito, ad altre città libiche.
La parte finale dell’incontro, pare sia stata dedicata al rapporto dell’inviato Onu in Libia Ghassan Salameh davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Si è, infine, discusso della cooperazione strategica tra Stati Uniti e Libia e sui risultati raggiunti di fronte al terrorismo.
Gli Stati Uniti che volevano tanto mancare, hanno portato a casa dei buoni argomenti su cui poter lavorare in un prossimo e imminente futuro.

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