Libia, a Sabha le forze militari del Feldmaresciallo Haftar liberano 21 prigionieri di Daesh

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. Le forze militari del Feldmaresciallo Haftar continuano a dare la caccia e ad assediare i gruppi terroristici affiliati alla rete di Daesh a Sidra, e alle milizie del terrorista Ibrahim al-Jidran, che hanno cercato di infiltrarsi oltre l’area di Sabha negli ultimi giorni. La determinazione, la costanza e la caparbietà dei militari dell’Esercito Nazionale libico, hanno riportato una grande vittoria contro l’organizzazione dell’IS radicata nel sud della regione. Secondo quanto si apprende dalle pagine dei maggiori quotidiani del Paese Nord Africano, tra cui il Giornale Libico Mediterraneo, nella giornata di ieri le forze armate dell’ANL sono riuscite a liberare un certo numero di prigionieri dalle mani di Daesh e detenuti nella zona di Ghadwa, a sud di Tragan e a 60 km sud della città di Sabha. Nello specifico, nel distretto agricolo della zona di Dop a sud del Paese.

Quanti seguono il susseguirsi degli avvenimenti in Libia, ricorderanno i recenti accaduti nella zona di Furqaha e Tazrbo, ossia gli attacchi sanguinosi e i rapimenti che i terroristi hanno portato a termine il 28 ottobre 2018 e il 23 novembre 2018. Le 21 persone rapite non sono state dimenticate e hanno potuto contare sulla determinazione di chi li rivoleva a casa.

 

Il X Battaglione in attività

Le Forze Armate sono state in grado di recuperare i prigionieri grazie alla perlustrazione costante e al controllo continuo dei luoghi monitorati dalle diverse Brigate deputate al compito di ronda. Una fonte della X Brigata conferma la liberazione dei 21 rapiti avvenuta a seguito di violenti scontri con uomini armati a sud di Tragan intercorsa tra i terroristi di Daesh la X Brigata e il Battaglione Khalid bin Walid. Durante gli intensi scontri, hanno perso la vita due militari del battaglione Khalid bin Walid e il proprietario di una delle fattorie di cui si erano impossessati i terroristi. Altri 14 membri dalla X Brigata sono rimasti feriti. La stessa fonte, ha aggiunto che alcuni dei miliziani armati sono fuggiti, lasciando dietro di loro numerosi veicoli oltre i suddetti ostaggi. Secondo quanto riportato ancora dalla fonte, la X Brigata si è recata nella zona esatta, dove si nascondevano i terroristi, a seguito della fuga di due dei prigionieri. Questi ultimi, incontrati gli uomini della X Brigata impegnati nel servizio di perlustrazione, hanno fornito tutte le informazioni utili alla localizzazione dei jihadisti. La X Brigata, appreso il dato e le coordinate, ha prontamente contattato il battaglione Khalid bin Walid, con il quale si sono recati sul luogo dello scontro.

I mezzi abbandonati a conclusione della battaglia

 

Ore dopo la liberazione dei prigionieri, un kamikaze si è fatto esplodere davanti alla stazione di polizia nella zona di Ghadwa, a sud di Sabha e altri quattro kamikaze si sono fatti esplodere dopo essere stati scovati e circondati dalle forze armate.

Al termine della giornata, il battaglione ha rivolto un appello ai cittadini della municipalità di Umm Al-Arban e dei comuni limitrofi, chiedendo loro di essere cauti e di segnalare qualsiasi veicolo sospetto circolante sui rispettivi territori invitando, inoltre, gli stessi all’assoluto riserbo in caso di avvistamento sospetto, invitandoli, infine a informare la più vicina fonte di sicurezza.

Gli ostaggi sono stati trovati in discrete condizioni e alcuni sono stati trasferiti all’ospedale di Tragan, mentre altri sono stati portati nella città di Sabha, prima di raggiungere le proprie famiglie.

Il portavoce delle Forze Armate dell’Esercito Libico Nazionale, il Generale di Brigata Ahmed Al-Mismari, dopo aver confermato con orgoglio la liberazione dei rapiti, ha dichiarato: “La liberazione è avvenuta a 60 giorni dal rapimento. Nove degli ostaggi liberati, sono stati portati in ospedale per trattare i sintomi causati dalla malnutrizione e costrizione in posti angusti.”.

La celebrazione di Haftar dopo la vittoria dell’esercito

 

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