Cyber, le donne rivendicano il loro ruolo di protagoniste nel settore. Convegno ieri alla Camera dei Deputati

Di Maria Enrica Rubino

Roma. Incrementare la partecipazione delle donne nel settore della cyber sicurezza e in professioni ad alto contenuto tecnologico. È questo l’obiettivo di “Cyber parità”, l’iniziativa che ieri alla Camera dei Deputati ha visto la partecipazione di esponenti di aziende che operano nel settore della cyber security, della ricerca e dell’Università e nel mondo istituzionale e politico, per interrogarsi sulle possibilità di inclusione di genere nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e in ambito cibernetico.

Ad oggi, infatti, le donne professioniste nel cyber al livello mondiale sono solo il 20%.

La questione cyber fino ad oggi e’ una professione prettamente maschile

Il convegno, promosso dalla vice presidente della Camera dei deputati, Mara Carfagna, rientra nel progetto europeo “Women4Cyber”, di cui è co-fondatrice Domitilla Benigni, CEO di Elettronica. “In generale le donne sono purtroppo ancora sottorappresentate nelle discipline il cosiddetto STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics)”, ha detto Domitilla Benigni intervenendo all’iniziativa.

Un momento del convegno di ieri, alla Camera dei Deputati

La CEO di Elettronica ha spiegato che, stando ai dati ONU, solo il 28% dei ricercatori nel mondo è donna, ma il 65% delle donne dei bambini lavoreranno in professioni che ad oggi non esistono, ma che saranno legate al processo di digitalizzazione.
Domitilla Benigni ha illustrato, poi, una ricerca realizzata da Elettronica, in collaborazione con Ambrosetti, dal titolo: “Geopolitica del digitale” da cui emerge che nel 2020 i dati disponibili saranno dieci volte quelli attuali, mentre già attualmente la data economy vale 60 miliardi di euro in Europa e, che solo nel 2017 si sono registrati 1200 attacchi cibernetici considerati gravi.
“Da qui al 2021 – ha spiegato la Benigni – ci saranno globalmente circa 3.5 milioni di posti di lavoro globali non coperti nella cybersecurity (fonte: Cybersecurity jobs report 2018-2021).

Inoltre, secondo un’altra autorevole fonte (ISC)2 entro il 2022, l’Europa dovrà affrontare una carenza di competenze sulla sicurezza informatica di 350 mila lavoratori”.

Ma per garantire le migliori opportunità alle donne che vogliono intraprendere tale professione è necessario fornire loro gli strumenti, a cominciare dalla formazione e, quindi, dalle Università.

Va in questa direzione, infatti, la proposta di legge presentata dall’On. Mara Carfagna, che “promuove la scelta delle lauree STEM da parte delle ragazze, dando la possibilità alle studentesse meritevoli di non pagare la retta universitaria nelle lauree tecnico-scientifiche per tutta la durata regolare del corso” ha spiegato la stessa vice presidente della Camera durante l’iniziativa.

Sono sempre più frequenti, però, i casi in cui gli strumenti tecnologici vengono usati contro le donne.

A ricordarlo è stata, nel suo intervento, la direttrice della Polizia Postale, Nunzia Ciardi. Geolocalizzazioni, furti di password e forme di controllo da parte di uomini nei confronti delle donne sono all’ordine del giorno. “In rete sono le donne a pagare il prezzo più alto semplicemente per il fatto di esserci o di esprimere una propria opinione” ha detto Nunzia Ciardi.

“Il linguaggio di odio altro non è che una forma di linciaggio sistematico e nei confronti delle donne assume un’orrenda declinazione di genere. Nei confronti delle donne la colorazione di tale linguaggio è particolarmente disgustosa: l’apprezzamento fisico pesante, la minaccia non risparmiano una donna che, in qualche modo, si è esposta”.

Questa realtà, secondo la direttrice della Polizia Postale “va combattuta. Professionalmente ho il compito di lottare contro gli aspetti patologici del cyber crime” ha evidenziato spiegando, tuttavia, che tale battaglia non si vince solo con la repressione.

“Questa è una battaglia soprattutto culturale” ha spiegato “pertanto è importante incentivare iniziative come questa che mettano al centro le donne favorendo l’ingresso delle stesse in questo mondo. È necessario guardare alla sicurezza anche in un’ottica femminile” ha concluso Nunzia Ciardi.

Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, nel suo saluto al convegno ha detto di stare “muovendo i primi passi come ministro” e che “il tema delle pari opportunità e del cosiddetto ‘gender gap’, dell’inserimento delle donne in tutte le attività del mondo cyber, ma in modo più ampio nel campo delle tecnologie e delle scienze, è scarso” e la causa di ciò sarebbe un problema culturale profondo.

All’iniziativa è intervenuta anche Despina Spanou, la “zarina” della cyber security dell’Unione Europea, il direttore delle cyber policy del Ministero degli Affari Esteri del Governo olandese Carmen Gonsalves, la vice presidente della LUISS Paola Severino, il presidente della Conferenza dei rettori Gaetano Manfredi.

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