Difesa: parla il Commissario di Onorcaduti Generale di Divisione Alessandro Veltri: “Con il progetto ‘Adotta un Caduto’ le giovani generazioni ne potranno adottare idealmente uno in un nostro Sacrario”

Roma. Il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti è stato istituito, con il Regio Decreto 24 giugno 1919 come “Commissione nazionale per le onoranze ai militari d’Italia e dei Paesi alleati morti in guerra”, con a capo Armando Diaz, per la gestione dei cimiteri di guerra e delle sepolture dei caduti, in Italia o all’estero.

Il Generale Armando Diaz

Le sue competenze ed attribuzioni sono state stabilite, modificate ed ampliate, nel tempo, con atti aventi valore di legge ed attualmente sono disciplinate nel Libro II, Titolo II, Capo VI, Sezione III e IV del Codice dell’Ordinamento Militare.

Al Commissariato spetta l’alta sorveglianza e la gestione di otto Zone monumentali di guerra, specificamente indicate, la sistemazione, la manutenzione e la custodia dei Sepolcreti, in Italia ed all’estero, nei quali sono custodite le spoglie dei Caduti italiani (in guerra, a decorrere dal 4 marzo 1848, nonché nelle missioni di pace) e, limitatamente al territorio nazionale, anche quelle degli ex nemici ed alleati (previ accordi con i relativi Governi).

Il Sacrario militare italiano di El Alamein (COPYRIGHT Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti)

All’Ente spetta anche la divulgazione delle informazioni relative alle suddette sepolture, la ricerca, il recupero, l’eventuale rimpatrio ed alla definitiva sistemazione dei Caduti italiani non ancora individuati, la custodia della Banca Dati dell’Albo d’Oro dei Caduti e Dispersi in guerra e nelle missioni di pace.

L’organizzazione ed il funzionamento del Commissariato Generale sono regolati dalle Tabelle Ordinative Organiche (edizione 2013), approvate dal Gabinetto del Ministro della Difesa.

Si tratta, in sintesi, di un Ente interforze a configurazione operativa, la cui organizzazione compete al ministro della Difesa e che opera alle dipendenze del Commissario Generale, nominato ed alle dirette dipendenze dello stesso Ministro della Difesa (D.lgs. numero 66 del 2010 Codice dell’Ordinamento militare).

Il Generale di Divisione, Alessandro Veltri è l’attuale Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti.

Il Generale di Divisione Veltri a Gaeta esamina l’archivio dei documenti dedicati ai Caduti

Report Difesa lo ha intervistato.

Generale Veltri, quest’anno Onorcaduti ha compiuto 100 anni. Dal punto di vista storico che valore ha questo Ente?

E’ un Ente che è passato per un secolo di storia. In questi 100 anni siamo passati dal Regno d’Italia alla Repubblica, dalla dittatura alla democrazia. Siamo passati per tanti Governi di ogni colore politico.

Questo Ente ha come valore intrinseco la tutela ed il rispetto del culto della Memoria. E’ ancora un Ente di cui se ne avverte il bisogno visto che, oggi, ci sono ancora circa 200 mila dispersi degli oltre 900 mila Caduti di cui la nostra Patria ha sofferto in questo secolo.

Quali sono le attività per il 2019 che si sta per concludere e quali sono quelle in programma per il 2020?

Il Commissariato opera su tre grossi pilastri: la ricerca dei Caduti, la custodia e la valorizzazione degli oltre mille luoghi della Memoria e i Sacrari. Inoltre, il Commissariato custodisce e gestisce una preziosa documentazione.

Alcuni fascicoli digitalizzati

A questo proposito, vorrei ricordare che abbiamo appena concluso la digitalizzazione di oltre 230 mila fascicoli dei Caduti della II Guerra Mondiale. I quali sono risultati essere circa 2,7 chilometri lineari di archivio.

Il nostro obiettivo per il prossimo anno è quello di avviare la digitalizzazione degli oltre 531 mila fascicoli dei Caduti della I Guerra Mondiale.

Per quanto attiene ai Sacrari, il patrimonio è immenso. E, quindi, vi è un’opera di restauro che il Commissariato ha avviato già da alcuni anni anche con l’aiuto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quali restauri sono in corso?

Sono in corso il restauro conservativo del Sacrario di Redipuglia. Oltre a questo è stato avviato il restauro conservativo di Cima Grappa, di Bassano del Grappa. Saranno restaurati anche i Sacrari all’estero. E’ un onere notevole e i tempi per i lavori hanno bisogno di una loro durata.

Il Sacrario di Redipuglia (Gorizia)

E per la ricerca dei Caduti quali sono i programmi futuri?

Continueremo nella ricerca in Russia, dove sono stati trovati e fatti rientrare, recentemente, molti Caduti. Andremo anche in Croazia ed Albania dove nel corso della II Guerra mondiale ci sono state notevoli battaglie e ci sono ancora tanti dispersi.

Molto importante nella II Guerra Mondiale anche il fronte balcanico

Lei prima, Generale, parlava della Memoria. Che tipo di condivisioni sono possibili tra la Memoria storica e le nuove generazioni?

Da parte nostra c’è la piena disponibilità nel garantire la fruibilità dei Sacrari per tutti gli studenti e per chi, a qualsiasi titolo e non solo per motivo di studio, li voglia frequentare.

Sicuramente si uscirà arricchiti non solo sotto il profilo storico ma anche artistico-architettonico ed etico-morale.

Tengo molto ad un progetto: adotta un Caduto. Nei confronti di questo progetto le giovani generazioni potranno adottarne idealmente uno in un nostro Sacrario.

Nei confronti del quale oltre ad approfondire gli aspetti storici legati alla persona, all’eroe si potrà tutelare e consolidare il culto della Memoria dello stesso e, di conseguenza, di tutti i Caduti.

Informazione e Storia: come si può raccontare la Storia del nostro Paese negli anni 2000 da parte della stampa?

La stampa, i media in generale, sono un elemento importante nella comunicazione di quello che è il culto della Memoria.

Colgo l’occasione, con questa domanda, per ringraziare tutti i giornalisti e tutti gli organi d’informazione che, in questo periodo, e negli anni precedenti hanno raccontato la Storia dei nostri Caduti.

L’hanno raccontata non solo sotto il profilo eroico, militare ma anche sotto quello umano e della condivisione di quelli che sono stati i sentimenti delle famiglie che hanno atteso fino alla ricezione dei resti mortali dei loro avi o dei loro congiunti.

Voglio ringraziare tutte quelle famiglie che attendono ancora con grande dignità, nei confronti dei quali va il mio più profondo affetto e rispetto.

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