Guardia di Finanza: bloccato al valico di Gaggiolo con una partita di orologi di lusso da 1,5 milioni di euro. Denunciato per contrabbando

Di Fabio Mattei

Varese. Aveva probabilmente sperato che con il suo fare “collaborativo” potesse riuscire a trafficare in Italia una partita di orologi di lusso, di valore superiore al milione e mezzo di euro.

Gli orologi contrabbandati e scoperti dalla Guardia di Finanza e dalle Dogane

Il suo viaggio d’affari, però, è stato bruscamente interrotto dal sequestro della preziosa merce che stava trasportando, a cui è, per di più, seguita una denuncia per contrabbando.

È questo il riassunto di una vicenda avvenuta al valico doganale di Gaggiolo (Varese) dove un cittadino italiano, da anni residente in Svizzera, stava transitando in entrata nello Stato.

La solita domanda di rito: “Nulla da dichiarare?” era però stata anticipata dalla pronta esibizione di un documento di “temporanea importazione” che l’uomo ha mostrato con sicurezza a Finanzieri e Doganieri al fine di giustificare la presenza a bordo della sua auto di alcuni orologi di lusso che, a detta dello stesso, sarebbero stati esposti a Parma in una mostra del settore, per poi rientrare in Svizzera.

Va infatti specificato come il regime di temporanea importazione preveda l’esonero dal pagamento dei dazi doganali e dell’IVA, ma con il conseguente obbligo di riesportare la merce nel Paese dalla quale è provenuta.

In effetti la documentazione (uno specifico carnet rilasciato dalla Camera di Commercio del Cantone Ticino di Lugano) appariva come regolare. Tuttavia i militari della GdF varesina, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si sono accorti di alcune anomalie sui numeri di serie degli orologi indicati nel documento in questione.

In ragione di ciò, hanno dunque proceduto a un’accurata ispezione doganale dell’auto di grossa cilindrata condotta dall’uomo, rinvenendo, all’interno di una valigetta riposta dietro il sedile, ben 24 orologi delle più note e prestigiose case internazionali dell’alta orologeria.

A seguito della scoperta, il responsabile è stato conseguentemente denunciato all’Autorità Giudiziaria per contrabbando (peraltro aggravato), in quanto i diritti doganali evasi risultavano eccedere, di gran lunga, la prevista soglia massima, fissata in 49.993 euro.

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