Guardia di Finanza: a Cosenza eseguito un sequestro patrimoniale da un milione di euro nei confronti di un condannato per reati di mafia

Di Michele Toschi

Cosenza. Era già stato condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso, e proprio per questo obbligato altresì a comunicare – per un periodo di 10 anni – ogni variazione riguardante l’entità e la composizione del proprio patrimonio.

Il soggetto in questione ha però pensato bene di non tenere in considerazione alcuna tale obbligo, e così i Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito nei suoi confronti un sequestro preventivo di beni per circa 1.000.000 di euro.

Protagonista (in negativo) della vicenda un 44enne – già coinvolto nell’importante operazione anti-mafia “Santa Tecla” condotta nel 2010 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro – risultato affiliato alla cosca di ‘ndrangheta egemone nella zona di Corigliano Calabro (Cosenza), e per questo condannato in via definitiva alla pena della reclusione di 5 anni e 4 mesi.

Per questi particolari soggetti malavitosi, nell’esigenza di colpire i patrimoni illecitamente accumulati nonché di monitorarne costantemente il volume di quelli ancora posseduti, la vigente normativa parla oltremodo chiaro ed obbliga chiunque sia stato condannato per reati di mafia a comunicare alla Guardia di Finanza ogni operazione patrimoniale che lo riguardi e che abbia un’entità non inferiore ai 10.329,14 euro.

Sul conto del condannato i Finanzieri cosentini avevano infatti acquisito alcune informazioni inerenti a svariate cessioni di terreni, nonché di altri ricavi derivanti da pignoramenti per un valore complessivo calcolato in 973 mila euro.

Proprio a seguito di questi elementi informativi che il responsabile aveva evidentemente tentato di far passare “sottotraccia”, le fiamme gialle hanno così eseguito una serie di minuziosi accertamenti all’esito dei quali le gravi omissioni commesse sono saltate fuori in maniera inequivocabile, consentendo così all’Autorità Giudiziaria di emettere un decreto di sequestro “per equivalente” che, nel dettaglio, ha riguardato 17 terreni e 18 fabbricati, nonché 2 automezzi ed i saldi attivi di 2 conti correnti.

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