Festa della Repubblica: 73° anniversario. Orgogliosi di essere italiani

Di Giusy Criscuolo

Roma: Il 2 e il 3 giugno del 1946, tutti gli italiani aventi diritto al voto si presentarono alle urne per scegliere se dare seguito agli 85 anni di monarchia o proclamare la nuova forma di governo.

In quei giorni venne sancita la vittoria della Repubblica sui longevi regnanti. Il 18 giugno 1946 una vittoria schiacciante, quasi un suffragio universale. Poco meno di 13 milioni di italiani votarono a favore della Repubblica. Sul sito del Quirinale si legge: “Nel 1946 gli aventi diritto al voto erano 28 milioni (28.005.449), i votanti furono quasi 25 milioni (24.946.878), pari all’89,08%. I voti validi 23.437.143, di questi 12.718.641 (pari al 54,27%) si espressero a favore della Repubblica, 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia”.

Ma fu il 2 giugno 1948, che ebbe inizio la prima Festa della Repubblica, la prima sfilata davanti al Vittoriano detto anche Altare della Patria. In quell’anno non ci fu un grande dispiegamento di Forze Armate, ma tutti i reparti presenti a Roma, si schierarono davanti al simbolo della nostra appartenenza, gremendo Piazza Venezia.

Parata del 2 giugno 1948 davanti l’Altare della Patria – Foto Quirinale

In quella occasione, dopo la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto, il Presidente Luigi Einaudi assunse il comando delle Forze Armate: “le Bandiere dei Reparti uscirono dallo schieramento, salirono le scale del Vittoriano e si inchinarono al capo di Stato”. Da quel giorno fino al 2 giugno 1977 si celebrò la Repubblica, con la presenza delle Forze Armate, che con orgoglio e appartenenza si pregiavano di onorarLa.

Dal 1977 al 1982 la parata fu sospesa per questioni di budget. Nel 1983 fu ripresa la celebrazione ogni prima domenica di giugno, cambiando luoghi e modalità, fino a quando il 4 giugno del 2000, l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, ordinò che la festa fosse ripristinata nella data del 2 giugno e che la sfilata militare tornasse a far parte delle celebrazioni.

Sfilata Carri Armati Leggeri foto Storiche Senato archivio Luce

Dal 2 giugno 1948 ad oggi, 73° anniversario della Repubblica, molte cose sono cambiate, ma il senso di appartenenza, orgoglio e amor patrio da parte dei nostri militari, non è mutato.

L’inno di Mameli risuona imperioso nell’aria, donando ai convenuti un momento di elevata appartenenza all’Italia. In modo composto un primo schieramento di militari, ricorda quel lontano 2 giugno 1948. Piazza Venezia si rianima sulle note dell’Inno e gli applausi degli italiani presenti, che hanno voluto omaggiare la propria Patria nel primo giorno di sole, rende questi attimi di attesa ancora più emozionanti. I cittadini presenti ad applaudire ci credono davvero, ci credono ancora. Lo dimostrano le famiglie presenti, una mamma che tiene in braccio un bimbo di pochi mesi e la sorellina per mano, entrambi vestiti con i colori della Bandiera, mentre sorride concedendo una foto a noi della Stampa…

Schieramento davanti all’Altare della Patria – Foto Giusy Criscuolo

Sull’Altare della Patria, davanti al Sacello del Milite ignoto, in una rinata giornata di sole, il Presidente Mattarella, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato, è accolto dagli austeri Corazzieri.

Arrivo del capo di Stato Sergio Mattarella del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del Capo di Stato Maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli – Foto Giusy Criscuolo

L’imponenza regale della Guardia d’onore, deputata al compito di difesa del Capo della Repubblica, accompagna lungo la scalinata il Presidente Mattarella, per la deposizione della corona d’alloro. Il momento è solenne e il tocco simbolico alla corona di alloro, ricorda una carezza del padre a quei figli perduti. Un gesto che evoca, per chi ha ancora la capacità di emozionarsi, la memoria di tutti i militari caduti di cui si è scalfito i nomi e di cui si è perso le tracce. Un gesto sentito e dovuto, verso coloro che hanno giurato fedeltà alla Patria e che per difenderla hanno rinunciato a ciò che di più prezioso possedevano, la vita.


I Corazzieri che accolgono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Foto Giusy Criscuolo

In barba ai più cinici e disincantati, certe emozioni non dovrebbero mai smettere di esistere. Questa appartenenza non dovrebbe mai lasciare il cuore di un italiano.

Il Presidente Mattarella, assieme al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, lascia l’altare della Patria per raggiungere la Tribuna presidenziale. Nel tragitto Generali di Corpo d’Armata, di Brigata e alti Ufficiali si avvicinano al luogo della rivista.

Rimango piacevolmente colpita dal gesto del Generale Farina, attuale capo di Stato Maggiore dell’Esercito.  Davanti agli attenti dei suoi uomini, si ferma e con un gesto di autorevole apprezzamento, si scosta dal gruppo stringendo la mano dei militari, intenti a lavorare per la sicurezza della manifestazione. Un gesto inaspettato e pieno di significato, un gesto che merita un accenno.

Generale Farina, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito che stringe la mano ai militari

Generale Farina, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

In un periodo storico, dove le difficoltà sociali, politiche e soprattutto di sicurezza Nazionale e non, si sono moltiplicate, un giorno come questo, dovrebbe ricordare a noi italiani, la grande fortuna che abbiamo avuto e che abbiamo nel vivere in un Paese come il nostro.

Anche se noi, non prestiamo giuramento solenne alla Bandiera e alla Patria, così come fanno i nostri corpi militari, abbiamo l’obbligo di ricordarci quanto è stato fatto, da chi non c’è più e che ha lottato per la Repubblica. Rendendo l’Italia un Paese che molti ci invidiano.

Capo dello Stato Sergio Mattarella, Primo ministro Giuseppe Conte, i presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Elisabetta Casellati, Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, Ministro dell’Interno Matteo Salvini, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

Davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella, al Primo ministro Giuseppe Conte, ai presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Elisabetta Casellati, al ministro della Difesa Elisabetta Trenta, al Ministro dell’Interno Matteo Salvini, al Capo di Stato Maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e di molte altre cariche istituzionali, si è aperta la rivista, con in testa i sindaci di Italia.

Rappresentanza degli Squadroni Eliportati Carabinieri Cacciatori di Calabria – Sardegna- Sicilia- Puglia

Gli “antichi” fasti militareschi, dove venivano sfoggiati, durante la rivista, i mezzi pesanti, sono un ricordo, ma lo spirito con cui i militari sfilano dimostra che il senso di appartenenza rimane immutato. Assistiamo all’orgoglioso urlo della “Folgore”, all’arrivo commosso dei fieri Veterani, agli applausi scroscianti per il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e degli Atleti del Gruppo Sportivo Olimpico, alla marcia cadenzata e costante dei singoli reparti dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Arma dei Carabinieri, dell’Aeronautica, della Guardia di Finanza, della Polizia, per finire con l’emozionante Fanfara dei Bersaglieri.

9° Reggimento d’Assalto Incursori Col Moschin

Ma in questa sfilata, dell’inclusione, non sono mancati gli applausi ai nostri coraggiosi Vigili del Fuoco, al personale civile della Difesa, alla Riserva Selezionata, alla Croce Rossa Italiana e alle Crocerossine, per finire con i ragazzi che prestano opera di servizio civile universale. La sfilata non ha lasciato in dietro nessuno.

Sfilata Vigili del Fuoco

L’arrivo regale dei Carabinieri a cavallo e dei Corazzieri estendono gli onori al Presidente Mattarella per la chiusura della sfilata e mentre il comando di saluto viene ordinato ai militari, il “suono” inconfondibile delle Frecce Tricolori fende i cieli di Roma, che per alcuni istanti si trasforma nella nostra Bandiera.

Crocerossine

Frecce Tricolori

Un giorno pieno di polemiche, un giorno in cui molte cose potrebbero esser dette e puntualizzate, un giorno di inclusioni ed “esclusioni”, ma è la Festa degli italiani e della Repubblica e solo per questo, ci sarebbe la necessità di rimandare a domani le polemiche, per far rivivere a pieno il senso di questa 73esima rivista, il senso di “Essere Italiani”.

 

I CREDIT IN BIANCO E NERO: QUIRINALE E FOTO STORICHE DEL SENATO ARCHIVIO LUCE

LE FOTO A COLORI SONO DI GIUSY CRISCUOLO

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