Accademia Aeronautica, il Generale Degni: Il progetto FILMC può essere utilizzato anche da altri Istituti

Napoli. La conclusione, ieri, del progetto FILMC (Formazione Integrata alla Leadership, Management e Competenze Aerospaziali) nato nel 2013-2014 per creare un’occasione di crescita per i frequentatori dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Napoli) ha evidenziato una serie di peculiarità.

Gli allievi hanno utilizzato il sedime di Nisida dov si sono esercitati ad operare in una unità di volo dell’Aeronautica Militare, simulando lo schieramento in una base lontana dalla propria e gestendo assetti, in questo caso i natanti della Forza Armata, per conseguire un obiettivo addestrativo ed operativo ben definito.

Un momento dell’esercitazione dei frequentatori dell’Accademia Aeronautica

I frequentatori hanno effettuato, in modo autonomo, la fase di rischieramento sul sedime della base ospitante (Host Nation Nisida) portando ed organizzando il materiale che gli era stato affidato, osservati dal personale responsabile del progetto.

Queste attività sono servite per stimolare e verificare le dinamiche di leadership emergenti, lo sviluppo delle capacità di lavoro di squadra e quella di risoluzione dei problemi, nonché la gestione autonoma di attività complesse e per interiorizzare le dinamiche di un’unità di volo, operando secondo le procedure standard di Forza Armata, utilizzando le barche al posto degli aerei.

Report Difesa ha intervistato il Generale di Brigata Aerea, Enrico Degni, neo comandante dell’Accademia.

Il Generale di Brigata Aerea, comandante dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, Enrico Degni

Generale, possiamo definire FILMC come il link tra la formazione degli allievi dell’Accademia e la futura attività operativa?

La parte principale del progetto è chiaramente legata alla formazione. La parte operativa è invece la realtà che attende i frequentatori quando arriveranno ai Reparti. FILMC è un’ottima occasione per fare crescere la leadership manageriali, esponendo i frequentatori sì ad uno scenario abbastanza semplice ma che riflette le dinamiche dei Reparti operativi della Forza Armata.

Quest’anno avete introdotto nell’esercitazione varie attività, tra cui quella della cellula Pubblica Informazione. Per il 2018 a cosa state pensando?

Lo scenario evolve anche in funzione dei feedback che ci danno i frequentatori. Cerchiamo di esporli ad un’attività complessa che appunto incontreranno quando andranno ai Reparti. Quest’anno abbiamo inserito alcune attività come il recupero in mare (con un elicottero del 9° Stormo di Grazzanise ndr).

L’utilizzo di un UAV (aereo a pilotaggio remoto ndr) non è stato possibile inserirlo, probabilmente lo faremo nei prossimi eventi. Quest’anno ci sono state una serie di iniziative che sono spaziate dal coinvolgimento del personale delle Università, in ruoli che nelle operazioni sono svolte da personale civile. Penso, ad esempio al political advisor, con il quale i comandanti si confrontano nei Teatri operativi.

Inoltre, stiamo pensando di far svolgere una parte in inglese, visto che questa lingua viene parlata in ambito NATO. Si tratta di una un’ulteriore sfida che viene aggiunta allo scenario complesso. Si potrebbe fare svolgere un briefing o una presentazione in inglese, comunicando con i colleghi stranieri “effettivi” o “simulati” che partecipano all’esercitazione.

Il FILMC è un progetto esportabile ad altre Accademie?

Già quest’anno abbiamo avuto la presenza di personale proveniente da altre Accademie (Modena per l’Esercito e Livorno per la Marina Militare). La nostra idea è quella di coinvolgerle quanto più possibile per esporre anche loro a questo tipo di formazione. Ben vengano tutte le aperture verso l’esterno e verso le altre Forze Armate. Siamo disponibili a mettere a disposizione la nostra esperienza.

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