Afghanistan: l’attuale Presidente Ashraf Ghani si ricandiderà nel 2019 alla guida del Paese. In Pakistan ucciso il “capo dei capi” talebano, Maulana Sami Ulhaq

Di Daniela Lombardi

Kabul. E’ deciso più che mai ad essere protagonista delle prossime elezioni presidenziali, fissate per il 2019.

Ashraf Ghani, attuale Presidente dell’Afghanistan, ha lanciato ufficialmente la sua ricandidatura alla prossima tornata elettorale, sottolineando che la data della stessa sarà il 31 marzo e non, come inizialmente si era detto, il 20 aprile.

Ashraf Ghani, attuale Presidente afgano, si ricandida

Conoscendo la fluidità dei tempi sulle questioni elettorali nel Paese è possibile però che la data slitti di nuovo alla tarda primavera. Le stesse complicazioni hanno, infatti, fatto slittare per anni le elezioni legislative che si sono finalmente tenute solo lo scorso 20 ottobre.

Quanto ai risultati delle stesse, pare probabile che vengano resi noti nel mese di dicembre. Il bagno di sangue che ha caratterizzato il clima elettorale, le difficoltà logistiche nell’organizzare il voto nelle province più remote e l’impossibilità del Governo di controllare l’intero territorio, hanno fatto sì che, come ad ogni elezione, per capire chi siano i vincitori i tempi saranno lunghi.

In particolare, la provincia di Kandahar ha dovuto votare in ritardo per la tragica uccisione, da parte dei taliban, di autorevoli esponenti politici e di Polizia locali, alcuni dei quali figuravano proprio tra i candidati sgraditi alla fazione talebana.

E, proprio sul tentativo di pacificazione con i talebani, è basata gran parte della campagna elettorale, in realtà cominciata ben prima di questo annuncio ufficiale, portata avanti dal Presidente Ghani. Suoi sono stati gli approcci volti a concedere ai talebani una partecipazione attiva nello sviluppo del Tapi (gasdotto tra Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan ed India) in cambio di una loro collaborazione con il Governo e di una fine delle ostilità, a lui è da attribuire il cessate il fuoco registrato nei giorni della festività di Eid, e sempre Ghani ha lanciato appelli – a tratti duri, a tratti più diplomatici- affinchè il Pakistan frenasse e desse una scossa definitiva al terrorismo che parte da basi quali Quetta per compiere sconquassi nel territorio afghano.

Su questo fronte, proprio in questi giorni, l’Afghanistan registra una vittoria che viene festeggiata in tutto il Paese e anche dai rifugiati sparsi in varie zone del mondo. Il “capo dei capi” talebano, Maulana Sami Ul Haq, è stato assassinato a coltellate nella sua residenza di Rawalpindi.

Maulana Sami Ul Haq, il capo dei talebani

Ul Haq era il fondatore del seminario Haqqania, detto anche “l’università della jihad” e teorizzava la violenza come unica forma di opposizione all’Occidente. Il movente e l’autore dell’omicidio sono sconosciuti, ma con Ul Haq muore colui che aveva formato “allievi” quali il Mullah Omar e la maggior parte della leadership che portò avanti l’attentato alle Torri gemelle nel 2001.

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