Afghanistan, ucciso soldato USA in operazione anti terrorismo

 

Kabul. Un soldato americano delle Forze Speciali è stato ucciso lo scorso weekend in Afghanistan, in quella che le autorità USA chiamano “operazione antiterrorismo” contro l’ISIS nell’Est del Paese, nella provincia di Nangarhar.

Gli USA hanno terminato ogni operazione di combattimento ufficiale in Afghanistan a fine 2014, quando hanno ritirato le proprie truppe che avevano partecipato all’Operazione “Enduring Freedom” varata come risposta agli attacchi dell’11 settembre. L’Operazione Eduring Freedom alla quale parteciparono 50 paesi, venne realizzata per abbattere il regime talebano ed assicurare una transizione verso un governo democratico internazionalmente riconosciuto. Il difficile passaggio verso un regime democratico è stato scandito da continue tensioni all’interno del governo afgano, lacerato da fazioni storicamente divise, mentre larghi settori del Paese sono rimasti sotto il controllo di capi tribù locali quando non direttamente interessati da infiltrazioni qaediste dal Pakistan e più recentemente da affiliati all’Isis.

 

Un F16 americano in servizio nell’operazione Freedom’s Sentinel

Alla fine dell’Operazione Enduring Freedom venne varata l’Operazione Freedom’s Sentinel (OFS) e gli USA sono rimasti sul campo con alcune forze specializzate per addestrare, fornire consulenza ed assistere le forze di sicurezza afgane. In questo ambito le forze speciali USA conducono periodicamente azioni di anti terrorismo contro ciò che rimane di Al Qaeda o contro chi ne ha preso il posto in zone fuori dal controllo centrale. Dall’inizio dell’operazione sono 32 le vittime americane sul suolo afgano e l’ultima è caduta nella provincia di Nangarhar, dove, insieme alla provincia di Kunar, si registra il maggior numero di ribelli attualmente pro-Isis, provenienti da fuoriusciti dei ranghi talibani afgani e pakistani.

Si stima che nella zona siano attivi dai 1.000 ai 3.000 ribelli, anche se secondo le forze USA dal 2016 sono stati uccisi 12 leader dei guerriglieri e il numero totale dei combattenti dovrebbe essere stato ridotto a circa 700. Lo scorso mese i ribelli hanno rivendicato un attacco con un dispositivo improvvisato (IED) fatto esplodere al lato della strada: in quella occasione sono stati feriti tre soldati americani sempre nella provincia di Nagarhar.
Nonostante le perdite subite, gli affiliati dell’ISIS hanno rivendicato numerosi attacchi di alto profilo in tutto il paese, inclusi raid negli ospedali afgani arrivati fino a Kabul, attacchi che hanno causato decine di vittime negli scorsi mesi.

Gli Usa forniscono assistenza logistica e partecipano attivamente nella guerra contro le forze Isis con incursioni aeree e operazioni mirate di forze speciali, come quella dove è caduto il soldato Usa, la prima vittima dell’anno, del quale non è ancora stato diffuso il nome.

 

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