Africa: carestia e sicurezza

Di Valeria Fraquelli

L’Africa è un continente immenso, pieno di bellezze e risorse naturali ma da tanti anni sta soffrendo molto a causa di conflitti etnici, guerre, terrorismo e condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli. Milioni di persone in questo preciso momento stanno morendo di fame o per malattie che nel nostro mondo occidentale sono perfettamente curabili con appositi medicinali.

La carestia che sta interessando in particolare la regione del corno d’Africa sta creando non pochi problemi non solo di approvvigionamento di cibo e acqua potabile per la popolazione colpita ma anche di carattere sociale ed etnico.
La mancanza di cibo sta scatenando guerre e conflitti e sta rinfocolando odi e tensioni che sembravano sopiti da anni; la disperazione della popolo in preda alla fame inevitabilmente ha fatto precipitare l’intera regione nel caos e nel disordine sociale. Le varie etnie si combattono tra loro per avere accesso alle pochissime risorse rimaste e siamo ormai arrivati al punto in cui l’acqua è diventata talmente preziosa da scatenare intensi conflitti per il controllo delle fonti.

I cittadini delle nazioni che fanno parte della martoriata regione del corno d’Africa, la più colpita dalla carestia, si spostano continuamente per cercare qualcosa da mangiare e condizioni di vita migliori e questo scatena molto spesso l’odio tra gruppi etnici che sfocia in vere e proprie guerre con migliaia di vittime civili. Coloro che per sfuggire alla fame cercano di passare la frontiera con le nazioni confinanti spesso vengono fermati e rimandati indietro e i pochi che vengono accolti vengono trasportati in campi profughi in cui manca tutto e le condizioni di vita sono al limite della sopportazione umana.

Alle frontiere episodi di tensione sono all’ordine del giorno e si ripercuotono anche sui rapporti tra i vari Stati di questa parte di Africa che sono ormai arrivati ai minimi storici, con le varie nazioni che si accusano reciprocamente della responsabilità della crisi.
Lotte interne tra fazioni e gruppi etnici ed esterne si intersecano in questo angolo di Africa con conseguenze disastrose per la popolazione e anche per la stabilità e per i delicati equilibri geopolitici della regione. Carestia e grave mancanza di cibo e acqua potabile, estrema povertà e antichi odi etnici e religiosi si alimentano a vicenda creando un preoccupante scenario di instabilità e conflitti; molto spesso gli sfollati interni ed esterni sono mal tollerati dalla popolazione locale solo perché appartengono ad altre etnie e la tensione non fa altro che aggravare la situazione come in un circolo vizioso.

In quasi tutti i Paesi del corno d’Africa l’instabilità politica e una grande corruzione sono alla base di molti disordini sociali e proteste che vengono ogni volta represse in modo molto brutale dai rispettivi governi; questo aggrava la situazione già molto complicata. Governi instabili e corrotti che non pensano al benessere della popolazione ma solo al loro tornaconto personale e in molti casi vendono gli aiuti umanitari al mercato nero invece di distribuirli ai bisognosi, affamano ancora di più il loro popolo e molti sono costretti ad abbandonare tutto per cercare una vita migliore in Europa.

Tutto questo, unito alla carestia che sta flagellando la regione, aggrava anche il fenomeno migratorio perché aumenta sempre di più il numero di coloro che decidono di partire per lasciarsi alle spalle una vita di stenti e violenza; trafficanti di esseri umani senza scrupoli approfittano della disperazione di questa gente poverissima per arricchirsi. I migranti vengono stipati in imbarcazioni insicure e malsane e subiscono ogni genere di violenza e abuso durante il lungo viaggio.
Gli unici che traggono enormi profitti dalla carestia che costringe milioni di persone a cercare fortuna in altri Paesi, spesso molto lontani dalla loro terra natale, sono proprio i trafficanti di esseri umani che guadagnano sulla pelle dei più sofferenti promettendo loro una nuova vita più dignitosa in cambio di grosse somme.

L’aumento dei flussi migratori ha effetti a cascata anche in Occidente tra centri di accoglienza ormai al collasso e una difficilissima identificazione di coloro che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste in cerca di fortuna. Il problema di come accogliere i profughi della carestia è enorme e gli sforzi dei governi dei Paesi industrializzati e delle organizzazioni non governative non bastano più ad arginare il fenomeno. Gli accordi stipulati con i Paesi del nord Africa da alcuni governi occidentali nel tentativo di contenere il fenomeno si sono rivelati inutili perché questi Paesi servono solo come imbarco per la traversata verso l’Europa e non sono i luoghi in cui ha davvero origine il fenomeno.

Per capire come e perché tante persone decidono di emigrare, infatti bisogna andare proprio nei Paesi del corno d’Africa in cui la carestia ha avuto inizio e continua tuttora.
Per quanto riguarda il corno d’Africa è troppo semplicistico dire che chi scappa dal continente africano lo fa per sfuggire alle guerre; questo è vero nel caso della Somalia e della Nigeria in cui da anni si combattono guerre civili fratricide, ma non per gli altri Paesi della regione in cui non ci sono guerre ma solo tanta fame e tanta povertà dovute ad una siccità senza precedenti che ha ridotto al minimo i raccolti e quindi anche la quantità di cibo disponibile.

Nei casi di Somalia e Nigeria la carestia ha un ruolo di primo piano anche nell’espandersi di organizzazioni come Boko Haram e Al Shabaab legate al terrorismo internazionale e ritenute responsabili di crimini violenti e atrocità nei confronti di donne e bambini. Giovani affamati che non hanno niente da perdere e vedono il futuro come un enorme buco nero facilmente cadono preda degli islamisti che li convincono a diventare jihadisti con false promesse di una vita migliore e di un ottimo compenso. La carestia ha tolto a questi giovani anche la possibilità di andare a scuola e ricevere una educazione appropriata; secondo le Nazioni Unite nelle zone dove la fame è più intensa le scuole chiuse sono centinaia, 600 nella sola Etiopia, e dove non arriva l’educazione arrivano gli insegnamenti sbagliati degli islamisti.

In preda alla disperazione la rabbia e l’aggressività dei giovani viene incanalata sulla strada sbagliata del terrorismo con nefaste conseguenze non solo per le vittime dei loro crimini orrendi ma anche per loro stessi che si trovano con la vita distrutta.
Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme per la situazione disastrosa che si sta creando nella regione del corno d’Africa e in Yemen: la penuria di cibo sta peggiorando e questo crea disordini e conflitti anche violenti che sfociano in migrazioni di massa e terrorismo internazionale e mettono così a rischio non solo le regioni interessate ma tutto il mondo.

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