Davos, al World Economic Forum il discorso di Donald Trump. America First but not alone

Di Valeria Fraquelli

Davos. Al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il discorso del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato l’evento più atteso perché tutti i grandi leader mondiali non sapevano cosa avrebbe detto l’inquilino della Casa Bianca.

Da quando Trump è entrato allo Studio Ovale della Casa Bianca, infatti, i rapporti degli Stati Uniti con gli altri Paesi industrializzati e non solo sono cambiati moltissimo soprattutto per effetto delle politiche radicalmente opposte a quelle del suo predecessore attuate dal milionario di New York.

Trump ha ribadito la sua idea dell’America First, cioè gli Stati Uniti vengono prima di tutto, ma ha anche lasciato spiragli aperti ad accordi commerciali con gli altri Paesi che vogliano cominciare un sistema di commerci più equo e proficuo per tutti.

Il fatto che gli Stati Uniti vengano sempre pima di tutto non vuole dire che il popolo statunitense voglia isolarsi, anzi, ma solo che bisogna cambiare il modo di intendere gli scambi commerciali internazionali. È ora che gli Stati Uniti pretendano un sistema nuovo, in cui non ci siano più Paesi come la Cina che vendono i loro prodotti a costi troppo bassi con il solo scopo di danneggiare l’economia degli altri perché è questo che ha fatto perdere competitività alle aziende statunitensi e di conseguenza posti di lavoro, ha detto Trump. “Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Usa ma per tutti i Paesi – ha detto il Presidente Usa -. Gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche scorrette nel commercio internazionale”.

L’arrivo di Donald Trump a Davos.

“Sono qui per rappresentare gli interessi degli americani e per offrire un’amicizia nel costruire un mondo migliore. Come presidente degli Stati Uniti – ha continuato -, metterò sempre l’America al primo posto, come gli altri leader mettono il loro Paese al primo posto. Venite in America. Io credo nell’America e la metterò sempre al primo posto. Ma non significa America alone. Invitiamo gli altri leader a proteggere gli interessi dei loro cittadini come lo facciamo noi”.

Trump ha elencato tutti i successi della sua politica economica presentando i grandi rialzi della Borsa di Wall Street: “L’America sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7 mila miliardi di dollari dalla mia elezione”.

Nelle relazioni internazionali, soprattutto in ambito commerciale, Donald Trump non fa mistero di preferire gli incontri bilaterali rispetto a quelli multilaterali perché in due è più facile capirsi e fare affari che siano vantaggiosi per tutti.

Durante il suo lungo discorso Trump non h mancato di fare riferimento alla questione migratoria, che è da sempre uno dei capisaldi della sua politica sia interna che estera, dicendo: “Il sistema che regola l’immigrazione negli Stati Uniti è fermo al passato e d’ora in poi chi entra verrà selezionato in base alla sua capacità di contribuire al benessere economico del Paese”.

Per Trump è la prima volta al World Economic Forum perché quando era imprenditore non è mai stato invitato a prendere parte al summit che riunisce il gotha dell’economia e della finanza a livello mondiale.

Vedendo i tanti giornalisti presenti è stato facile per il tycoon di New York accusare certa stampa di diramare solamente notizie false, fake news, che influenzano negativamente l’opinione pubblica.

L’impegno degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo, ha ribadito Trump, non cambierà.

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