America Latina, è ricorsa all’acquisto di armamenti. Lo evidenzia un rapporto del SIPRI

Di Valeria Fraquelli

Stoccolma. Gli Stati  centro e sud americani hanno aumentato la spesa per gli armamenti. Lo evidenzia il SIPRI, Istituto internazionale per la ricerca sulla pace di Stoccolma, nel suo ultimo report.  

L’acquisto di armi in America Latina coinvolge anche i civili

Vista l’instabilità politica e le crisi di bilancio che attraversano molti Paesi dell’America latina i vertici militari utilizzano le grandi compagnie statali di estrazione di petrolio ed altri materiali naturali molto richiesti come uno sportello bancomat per acquistare mezzi ed equipaggiamenti e per mantenere aggiornati i sistemi operativi delle Forze Armate.

In alcuni Paesi, come ad esempio l’Ecuador, i militari hanno una importante partecipazione nella compagnia petrolifera statale sin dagli anni ’70 ed usano i proventi che derivano dalla vendita di idrocarburi per acquistare materiale bellico. Queste operazioni non rientrano ufficialmente nel budget della Difesa e per questo sono difficili da contabilizzare nei database ufficiali delle spese militari. Si unisce a questo anche una diffusa corruzione ai più alti livelli e una grave mancanza di trasparenza nei bilanci.

Militari dell’Esercito ecuadoriano in parata

Anche in Cile l’apparato militare beneficia moltissimo dei proventi dell’industria estrattiva e delle commodities: nel Paese esisteva fino al 2012 anche una legge specifica che destinava obbligatoriamente il 10% dei ricavi dell’estrazione di rame all’acquisto di armi e altro materiale militare.

Anche in Cile l’apparato militare beneficia moltissimo dei proventi dell’industria estrattiva e delle commodities

In Cile il rame è una risorsa talmente importante che viene chiamata “ el sueldo de Chile”, lo stipendio del Cile e grazie ad un complesso sistema di royalties e privilegi ancora oggi la maggioranza de guadagni derivanti dall’estrazione di questo materiale finisce nelle mani dei militari.

Anche in Perù le Forze Armate e di Polizia sono finanziate in gran parte dai proventi dell’industria del gas. Il SIPRI stima che 11 milioni di dollari derivanti dalla vendita di rame siano stati utilizzati per comprare armi illegali solo nel periodo tra il 2010 il 2014.

In America latina la pratica di finanziare le Forze Armate con operazioni fuori budget è molto diffusa perché i bilanci statali per la Difesa non bastano a mantenere operativo ed al passo con i tempi l’apparato militare ed, inoltre, periodi lunghi di instabilità politica e crisi economica riducono i fondi ufficiali al lumicino; per questo i vertici militari si affidano molto spesso a finanziamenti ufficiosi, che includono anche operazioni speculative.

Emblematico è il caso del Venezuela in cui esiste il Fondo di sviluppo nazionale (Fondo de Desarollo Nacional o FONDEN), che è direttamente finanziato dalla Banca Centrale del Venezuela e dalla compagnia petrolifera statale PDVSA e a sua volta finanzia la stragrande maggioranza dei progetti di ammodernamento militare del Governo.

In Venezuela i proventi del petrolio finanziano la Difesa

La mancanza di trasparenza e la corruzione in questo caso sono davvero evidenti: secondo il bilancio ufficiale l’addestramento di ogni militare costerebbe 250 mila dollari statunitensi ma il FONDEN ha elargito ben 106 milioni di dollari. Lo stesso FONDEN ha finanziato con altri 112 milioni di dollari tutti i nuovi progetti nel campo della difesa sin dal 2010.

L’uso fatto di tutti quei fondi extra è impossibile da sapere.

Ricalcolando le spese militari venezuelane il SIPRI ha scoperto che solo nel periodo di dieci anni 2006- 2016, nonostante la grave crisi che sta attraversando il Paese, le spese militari sono cresciute del 22%, una percentuale davvero notevole tenendo conto delle oscillazioni del prezzo del petrolio.

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