Argentina, 25 anni fa l’attentato che distrusse l’ambasciata israeliana

Buenos Aires. In Argentina, 25 anni fa alle 14.50 un furgoncino pieno di esplosivo e guidato da un terrorista suicida fu lanciato contro il palazzo dell’Ambasciata israeliana a Buenos Aires.

L’attentato del 17 marzo 1992 all’Ambasciata israeliana a Buenos Aires.

Morirono 29 persone e ci furono oltre 200 feriti. Fu il primo attentato avvenuto per motivi religiosi nel Paese sudamericano.

Nel 1994, un altro attacco colpì il centro di assistenza ebraico AMIA, in questa occasione morirono 85 persone.

L’AMIA colpita dagli attentatori nel 1994.

L’attacco all’ambasciata causò danni irreparabili all’edificio, che fu poi demolito per dare spazio ad una piazza commemorativa, un centro per anziani, una chiesa cattolica ed una scuola.

I morti erano argentini ed israeliani. Ma persero la vita anche un italiano, un uruguaiano, un boliviano ed un paraguaiano. .

La commemorazione di questi fatti ha visto la presenza di alti esponenti del Governo argentino e di quello israeliano.

Nel 2015 l’allora presidente della Repubblica, Cristina Fernandez de Kirchner, firmò un decreto che ordinava la rimozione del segreto di Stato per i documenti che facevano parte dell’investigazione relativa all’attentato all’ambasciata israeliana di Buenos Aires. Le famiglie delle vittime chiedevano da anni la pubblicazione di questi documenti e la Corte Suprema Argentina riuscì, finalmente, ad obbligare la Kirchner a firmare il decreto.

L’indagine terminò con la sentenza di una Corte che stabiliva la responsabilità di militanti di Hezbollah ma che non condannava nessuno per il coinvolgimento nell’attacco se non il capo dell’ala militare del gruppo sciita Imad Mughniye, morto misteriosamente nove anni dopo a Damasco. Mughniye era considerato responsabile anche dell’altro grande attentato che colpì gli ebrei argentini, quello perpetrato nel 1994 all’edificio comunitario dell’AMIA (82 morti).

Il fatto tornò sulle prime pagine dei giornali per le accuse fatte dal procuratore Alberto Nisman nei confronti di alte personalità dello Stato argentino che avrebbero nascosto il ruolo di alcuni funzionari iraniani nell’attacco. Pochi giorni dopo Nisman fu trovato morto in casa sua.

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