Beni culturali, i Carabinieri restituiscono al Belgio un dipinto del XVI secolo asportato da un istituto religioso nel 1980

Roma. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha restituito al Belgio un importantissimo dipinto del XVI secolo, olio su tavola, raffigurante la “XII Stazione della Via Crucis”, asportato da un istituto religioso belga nel luglio del 1980.

Il dipinto recuperato

Oggi, a Roma, presso la residenza dell’Ambasciatore del Belgio in Italia, Frank Carruet, il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, ha restituito il dipinto olio su tavola di scuola fiamminga, raffigurante “XII Stazione della Via Crucis, Gesù muore in croce” del 1520, rubato, insieme ad altri 14 dipinti e 7 arazzi, il 1° luglio del 1980 dall’istituto culturale e religioso di Sainte Waudru a Mons.

Il Generale il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli e l’ambasciatore belga in Italia, Frank Carruet

L’importantissima pala d’altare che era nelle mani di un ricettatore di Ciampino (Roma) fa parte delle oltre 100 opere sequestrate dal personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, nell’ambito dell’operazione del settembre 2017, denominata “Start-Up”, scaturita a seguito di indagini, coordinate dalla Procura Repubblica d’Isernia, su furti in danno di chiese e istituti religiosi che ha permesso di rintracciare il percorso di questa e diverse altre opere rubate e messe in vendita nei mercati antiquariali della provincia di Roma e in quello capitolino di Porta Portese.

La restituzione di oggi segue quella di un altro dipinto asportato dalla stessa struttura religiosa belga e recuperato a Firenze nel 1988, dimostra l’importanza che riveste lo scambio di informazioni, anche livello internazionale, tra le varie forze di Polizia.

Il furto del 1980 era stato segnalato dalle autorità belghe al nostro Paese e, corredato da tutti gli elementi identificativi dell’opera, risultava censito nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita da questo Comando.

Grazie a tali informazioni, anche a distanza di quasi quarant’anni, il bene sottratto, ormai creduto disperso, farà finalmente ritorno a casa.

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