Bersaglieri, concluso a Matera il 67° raduno nazionale. Appuntamento a Roma per i 150 anni della Breccia di Porta Pia

Matera (dal nostro inviato). Il passaggio della stecca, domenica scorsa, tra il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri e Enrico Stefàno, vice presidente vicario della Giunta Capitolina, in rappresentanza del sindaco di Roma Virginia Raggi, al 67° raduno nazionale dell’ANB (Associazione nazionale Bersaglieri) ha un significato molto importante.

Il passaggio della stecca dal presidente nazionale ANB, Renzi e il vice presidente vicario della Giunta Capitolina

Infatti, l’anno prossimo il 20 settembre, giorno conclusivo dei festeggiamenti, segnerà il ricordo di una data storica non solo per il celeberrimo Corpo dei “Fanti Piumati”ma anche per la stessa Capitale d’Italia.

I Bersaglieri dell’ANB con gli striscioni di Roma 2020 e di Matera 2019

Il 20 settembre 1870 alle 6.50 iniziano i combattimenti su tutto il fronte. I Battaglioni dei Bersaglieri ad entrare in quella che allora era la capitale dello Stato Pontificio guidato da Pio IX furono il 12° dalla strada di Porta Pia (oggi Via XX Settembre) – Monte Pincio, 35° dalla strada di Porta Pia – Santa Maria della  Vittoria – Piazza Termini e Castro Pretorio.

La battaglia di Porta Pia

Il 21° entrò da Via Salaria, Via San Basilio, Piazza Barberini e Piazza Navona. Il 34° da Porta Pia – Piazza del Tritone – Pincio (che era ancora occupato degli zuavi)- Piazza del Popolo, pernottando all’aperto. Il giorno dopo i Bersaglieri si accampano nella vicina Villa Borghese. Il 36° entra per Porta San Lorenzo.

I Battaglioni 6°, 10°, 17°, 19°, 28° e 40° posti in riserva entrano a Roma tre, sempre il 20 settembre, per Porta Pia e raggiungono Piazza Colonna, occupando Montecitorio.

Il 21 settembre entrano gli altri tre.

I Bersaglieri della 2^ e della 3^ compagnia del 6° Battaglione occupano il campidoglio.

Il 28° Battaglione da Piazza Colonna scorta i papalini fatti prigionieri al Convento del Gesù, restando sul posto.

Il 6° Battaglione, la sera del 21° settembre resta davanti Palazzo Chigi.

L’entrata ufficiale a Roma del IV Corpo d’Armata avviene, sempre da Porta Pia, alle 10.45 del 21 settembre.

Il 28 settembre per i Battaglioni inizia, chi in treno chi a piedi, lo spostamento fuori città. Il 34° resta a Roma.

Questa è, in sintesi, quello che avvenne circa 149 anni fa. Per questo tra la Capitale e i Bersaglieri c’è un legame antico.

Testimoniato anche dal fatto che a Matera, per i giorni del raduno stata allestita una piccola sala museale con alcuni pezzi provenienti dal Museo del Bersagliere con sede proprio a Porta Pia.

“Per questo – spiega a Report Difesa, il Generale di Brigata in pensione Nunzio Paolucci, presidente della sezione romana dell’ANB – Roma torna ad essere la Caput Mundi -. E’ molto importante che la festa si faccia proprio il 20 settembre perché è il momento in cui si rompe un silenzio storico e si apre il percorso verso l’Unità d’Italia”.

Il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri con il Generale Farina, capo di SME

I Bersaglieri, l’anno prossimo, dunque “riproporranno il tema dell’Unità nazionale – aggiunge Paolucci – come risposta a qualche prurito autonomista che la vuole sterilizzare. E da Matera Capitale europea della Cultura, dal profondo Sud abbiamo lanciato questo messaggio: l’Italia è una ed è unita”.

“Quando si vede un Bersagliere – conclude Paolucci – si ha la fiducia e la gioia. E’ come quando spuntano i mandorli: arriva la Primavera. E quando arrivano i Bersaglieri arriva la Primavera”.

Il raduno nella città lucana ha visto una partecipazione di popolo immensa. Lungo le strade si sono potute ascoltare le note delle Fanfare, impegnate sia nelle musiche bersaglieresche che in altre.

L’esibizione di una Fanfara lungo il corteo

Dietro le transenne, poste lungo il corteo, gli spettatori hanno ripreso ogni attimo della manifestazione,.

Molte le autorità politiche e militari intervenute: il sottosegretario di Stato alla Difesa, Angelo Tofalo, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il comandante del Comando delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, unitamente alle più importanti autorità politiche e militari regionali.

La tribuna autorità

Emozione e coinvolgimento hanno caratterizzato l’imponente afflusso e schieramento dei Reparti in Piazza Vittorio Veneto.

Una compagnia d’onore e la Fanfara del 7° Reggimento dei Bersaglieri di Altamura (Bari), al comando del Colonnello Michele Melchionna hanno reso gli onori finali. Il Reggimento era presente anche con il gruppo Bandiera. Sabato scorso una rappresentanza dello stesso reparto ha fatto un saggio ginnico, che prevedeva anche il salto nel cerchio di fuoco. Un’attività molto applaudita dagli spettatori.

Una compagnia del 7° Reggimento rende gli onori al capo di SME

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel porgere il suo saluto ai “Fanti Piumati” giunti a Matera, ha evidenziato come i Bersaglieri abbiano “saputo scrivere pagine memorabili, lungo i momenti più significativi ed importanti della storia d’Italia. Nel corso del Risorgimento, come nei confitti mondiali e fino ai giorni nostri – ovunque impiegati – hanno lasciato sempre un’impronta indelebile, facendo emergere le migliori qualità dell’italianità e del nostro popolo il quale, oggi come allora, riconosce nel baldo Bersagliere il riflesso di se stesso”.

Interpellato dal nostro giornale il presidente nazionale dell’Associazione Bersaglieri, Generale di Brigata (della Riserva), Ottavio Renzi ha evidenziato come il 67° raduno abbia impreziosito “l’anno di gloria” di Matera, capitale europea della cultura.

“Per noi Bersaglieri – ha aggiunto – è stata una grande visibilità. Noi Associazioni d’Arma, custodi delle tradizioni, abbiamo bisogno di essere visibili perché dobbiamo propagare il nostro pensiero. Il quale è costituito dalla memoria storica della storia Patria”.

E in attesa del prossimo anno, che già il presidente Renzi definisce un evento “grandioso”, Report Difesa continuerà a seguire sia la parte storica che quella dei Reparti in armi di questa antica, storica e gloriosa specialità della Fanteria.

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