Boko Haram uccide 88 persone in un mese, 18000 gli sfollati

Niamey. Le violenze commesse dal gruppo terroristico Boko Haram nel sud-est del Niger sono costate la vita a 88 civili e hanno spinto 18.000 persone a spostarsi nel giro di un mese, secondo una relazione pubblicata il 4 aprile, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

Nel marzo 2019 sono stati registrati nella regione 20 attacchi contro civili e forze militari, con un bilancio di 88 morti tra i civili. Questi attacchi hanno provocato lo spostamento di 18.480 persone verso la città di Diffa (capitale regionale) e alcuni grandi villaggi”, afferma l’Ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) a Niamey.

Anche i sequestri di donne e la distruzione e l’incendio di un centinaio di abitazioni sono stati registrati in occasione di questi attacchi che hanno fatto vittime anche tra i militari.

Soldati nigeriani di pattuglia contro Boko Haram

Si rammenta che il governo nigeriano aveva decretato all’inizio di dicembre scorso lo stato di emergenza in tutte le frontiere meridionali del Paese, in particolare le sue frontiere con la Nigeria, da cui partono i terroristi di Boko Haram, che seminano ormai il terrore su tutto il bacino del lago Ciad ( Niger, Nigeria, Ciad, Camerun). I miliziani di Boko Haram infatti si sono resi responsabili di molti attacchi che hanno coinvolto più Paesi ed hanno mietuto molte vittime innocenti.

Creato nel 2002, questo gruppo terroristico jihadista ha finora ucciso 27.000 persone e ha spinto 1,8 milioni di persone a spostarsi, provocando un movimento di rifugiati, migranti e sfollati interni senza precedenti nella storia della regione. Gli sfollati si ritrovano a vivere in campi profughi insicuri e sovraffollati in cui manca davvero tutto, in modo particolare i beni di prima necessità come cibo, acqua e medicinali.

 

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