Brasile, al ballottaggio per le Presidenziali stravince Jair Bolsonaro. E’ crisi per la sinistra. Quasi pronta la lista dei ministri. Alla Difesa un ex Generale

Brasilia. Ha vinto con oltre il 55% dei voti, al ballottaggio per le elezioni Presidenziali tenutesi ieri in Brasile, contro poco più del 44% del suo oppositore, Fernardo Haddad (Partito dei lavoratori). Jair Bolsonaro è il nuovo Presidente del Brasile. Un risultato che è stata definito, da molta della stampa italiana, come una vittoria del populismo e dell’estrema destra. Facendo così riportare alla mente dei più vecchi il golpe del 1° aprile 1964, quando salì al potere João Goulart, detto “Jango, il quale instaurò una dittatura militare che durò per 21 anni.

E visto che il nuovo capo dello Stato è un ex militare, ufficiale dei Paracadutisti, si è fatta una sorta di “sillogismo aristotelico” molto alla buona, per dire che Bolsonaro instaurerà un regime populista e tanto altro.

In verità, la sua vittoria molto ampia è stata dovuta ad una serie di fattori. Il primo che il Partito dei lavoratori (che in Brasile rappresenta la sinistra “storica”) da Lula in poi ha perso smalto e consensi. Le figure dell’ex Presidente Ignacio Lula Da Silva e dell’ex guerrigliera rossa Dilma Roussef (anche lei alla guida dello Stato e uscita con un’accusa di corruzione) non hanno fatto più molta presa tra gli elettori. E così dalle zone più ricche a quelle più povere, i brasiliani hanno scelto Bolsonaro.

Il neo Presidente brasiliano dopo la vittoria

In uno Stato dove la criminalità dilaga, la figura dell’ex capitano dell’Esercito ha avuto, senza dubbio, il suo appeal. L’immagine dell’uomo forte piace molto ai sud americani e se poi sia di destra o di sinistra (categorie più vicine al modo di ragionare italiano ed europeo e non dell’America Latina) poco importa.

Importante è che quanto promesso sia rispettato. Il primo messaggio presidenziale post voto è stato questo: “Cambieremo il destino del Brasile. Vi offriremo un Governo degno che lavorerà per tutti i brasiliani”. Ed in video su Facebook Bolsonaro ha aggiunto: “Non potevamo continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l’estremismo della sinistra. Ora la verità comincerà a regnare in ogni casa del Paese, cominciando dal suo punto più alto che è la Presidenza della Repubblica, perché il Brasile ha tutto quello che serve per essere una grande nazione”.

Il Presidente ha intanto confermato finora solo tre dei futuri ministri. Si tratta del deputato federale Onyx Lorenzoni (DEM-DF) responsabile della campagna elettorale di Bolsonaro che sarà ministro della Casa Civil. Si tratta di un organo direttamente collegato al capo del Governo del Brasile. E’ stato creato il 1° dicembre 1938.

All’economista Paulo Guedes andrà chiaramente l’importante delega delle Finanze per risollevare il Paese dalla crisi.

Già, in campagna elettorale, Guedes aveva detto che “il Mercosur non era una priorità”. E sempre prima del voto aveva evidenziato quali fossero le linee della nuova amministrazione Bolsonaro nel campo dell’economia: no a pregiudizi ideologici, sì ad un programma di privatizzazioni.

Il Generale della riserva dell’Esercito, Augusto Heleno sarà chiamato alla guida del Ministero della Difesa. E’ molto rispettato dai militari. E’ stato il primo comandante delle truppe brasiliane ad Haiti, Di Bolsonaro è stato consigliere per la sicurezza pubblica.

Il presidente eletto si è impegnato a occupare il rango più alto della sua amministrazione con nomi tecnici e nessun impegno per compiacere gli alleati.

Gli altri nomi sono in via di definizione.

Da Pechino sono arrivati i primi messaggi di felicitazioni al neo Presidente. La Cina è primo partner ed investitore del Paese sudamericano Il Governo cinese e auspica che le relazioni bilaterali possano andare avanti “a beneficio dei due Paesi”. Anche se Bolsonaro, nella campagna elettorale, aveva ritratto la Cina come “predatore determinato a dominare” l’economia del Brasile.

Infine, una notizia che riguarda i rapporti tra l’Italia ed il Paese sud americano. Su Twitter, il figlio di Bolsonaro, Eduardo (che è stato eletto deputato federale) ha scritto: “Il regalo è in arrivo! Grazie per il supporto, la destra diventa più forte”. Questo messaggio è stato postato a risposta di quello che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini aveva scritto, complimentandosi per la vittoria dell’ex militare e chiedo di rimandare in Italia l’ex terrorista Cesare Battisti.

Oltre alle questioni di politica interna, il nuovo Presidente della Repubblica come si porrà in politica estera? E nell’Organizzazione degli Stati americani e nei rapporti con gli Stati Uniti, il Brasile che ruolo potrà svolgere?

Sul tavolo della politica sud americana c’è anche il dossier Venezuela. Un dossier sempre molto ricco. Vista l’estrema differenza ideologica tra i due Paesi e la vicinanza di Bolsonaro agli Stati Uniti è probabile che, prossimamente, si decida di metterci mano. Anche perché negli ultimi tempi molto migranti venezuelani sono entrati (o hanno provato ad entrare) in Brasile in cerca di soluzioni di vita diverse, facendo sì che il Governo di Brasilia spostasse soldati al confine per arginare la situazione.

Il confine tra Brasile e Venezuela

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