Brasile, duello all’ultimo voto il 28 aprile tra destra e sinistra per le Presidenziali. In vantaggio Jair Bolsonaro

Brasilia. Cinque elezioni presidenziali, altrettanti ballottaggi. Di fronte, nel duello finale domenica 28 ottobre, Jair Bolsonaro (PSL) e Fernando Haddad (PT). Il capitano dell’Esercito, ormai in pensione, ha raggiunto il 46,03% dei voti validi ed un ampio fronte di consensi. Il Partito dei Lavoratori (PT), lo stesso dell’ex Presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha avuto con il candidato Haddad solo il 29,28% delle preferenze.

Sarà duello all’ultimo voto, il 28 ottobre, per le elezioni presidenziali brasiliane

Haddad non è riuscito a far sfondare la sinistra, come da più parti era stato sperato, nell’orgoglio di portare, ancora una volta alla guida del Paese, le idee del lulismo.

Ma alla chiusura delle urne chi è rimasto male per i risultati è stato senza dubbio Geraldo Alckmin (centro-destra) che ha chiuso con il 4,76%, il peggior risultato del PSDB per la Presidenza. Anche Marina Silva (un’ambientalista di REDE) ha l’avuto un brutto colpo, concludendo all’ottavo posto con poco più di 1 milione di voti. Una debacle.

Ciro Gomes (centrosinistra) è rimasto bloccato al 12%. Brutta sconfitta, sempre per la sinistra, per l’ex Presidente Dilma Rousseff nello stato di Minas Gerais che sarebbe arrivata al quarto posto. Non andrebbe così ad occupare nessuno dei due seggi in palio per il Senato.

Tra le principali sorprese che gli elettori brasiliani hanno lasciato alla storia del loro Paese c’è il quinto posto di João Amôedo, alla sua prima elezione ed il sesto di Cabo Daciolo (Patriota), un candidato definito dagli stessi brasiliani “folcloristico”.

Facendo un esame della mappa del voto emerge come l’ondata bolsonarista abbia spinto i candidati da Sud a Sud-est, dal Midwest a Nord. Senza però penetrare nel Nord-Est che è è diventata la vera fortezza della sinistra.

Dilma Rousseff e Lula Da Silva, la crisi della sinistra brasiliana

Nei nove stati che riuniscono alcune delle regioni più povere del Paese, Haddad è in testa con risultati che raggiungono anche il 60% e i candidati del Pt e dei partiti alleati vedono assicurate le loro poltrone di governatori.
A Rio de Janeiro, l’ex giudice Wilson Witzel (PSC), alleato di Bolsonaro a livello nazionale, ha avuto un ampio risultato, terminato in un primo posto considerato molto sorprendente (41,2%, più del doppio del secondo classificato Eduardo Paes – DEM – che ha registrato il 19,5%). Andranno al ballottaggio.

Bolsonaro festeggia

Un posto da senatore è stato conquistato dal figlio di Jair, Flávio Bolsonaro, il quale ha battuto, a Rio de Janeiro, Lindbergh Farias – uno dei dirigenti del Pt considerati più vicini a Lula da Silva che ottenuto solo il 12% dei voti.

A San Paolo, d’altra parte, Eduardo Suplicy – anche lui dato in testa dai sondaggi – si è fermato al 13,32% e non sarà senatore travolto da un altro candidato bolsonarista, Major Olimpio (25,79%) e da Mara Gabrielle (centrodestra) che si è assicurata il secondo seggio in palio con il 18,36%.

La fortuna elettorale di Bolsonaro ha interessato anche altri candidati al Parlamento o governatori che gli hanno assicurato il loro appoggio. Come per esempio Romeu Zena, del Partido Novo, che con il 41% dei voti è stato eletto come governatore di Minas Gerais, evitando il ballottaggio con l’uscente del Partito dei Lavoratori, Fernando Pimental (22%).

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