Brexit, conto salato di 100 miliardi di euro per l’uscita dall’Unione Europea

Londra. Sarà un conto salato quello che l’Unione Europea intende far pagare alla Gran Bretagna per la Brexit. Si parla di 100 miliardi di euro. Il dato è contenuto in un’analisi del quotidiano finanziario “Financial Times” che ha considerato le richieste avanzate dagli Stati membri dell’Ue, in particolare Francia e Germania.

Conti salata i per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea

La stima è nettamente più alta rispetto a quella circolata finora (60 miliardi di euro) e riflette quello che il quotidiano finanziario ha descritto come “un indurimento” nella posizione negoziale.

Ma la premier Theresa May non ci sta. Londra ha già fatto sapere che non ha nessuna intenzione di pagare un “conto del divorzio” dall’Unione così alto, ha dichiarato il ministro britannico per la Brexit, David Davis, in un’intervista ala tv “Itv”.

Il rappresentante del Governo May ha affermato che Londra è disposta a saldare quanto è dovuto in base agli accordi ma non qualsiasi cifra Bruxelles voglia imporre.

Più duro il commento del negoziatore dell’Unione per la Brexit, Michel Barnier. “Il Regno Unito dovrà onorare tutti gli impegni finanziari presi in quanto membro – ha precisato-. Non è una punizione, né una tassa per l’uscita”.

Questa bozza di mandato a negoziare sulla Brexit, per Barnier, è in linea con l’approccio in due fasi e si concentra solo sulla prima parte. “Dimostra – ha aggiunto – dove vogliamo arrivare quando avremo finito la prima fase di negoziati. La Gran Bretagna dovrà mettere molta energia e fare grandi sforzi su queste questioni. Alcuni hanno creato l’illusione che la Brexit non avrebbe avuto maggiore impatto sulle vite, non è il caso. Servono soluzioni, precisioni legali e questo richiederà tempo”.

“Sarò durissima nei negoziati sulla Brexit”, ha ribadito la premier britannica Theresa May alla BBC ,rispondendo a una domanda sulla cena di lavoro della settimana scorsa con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, definita dai media “fallimentare”.

La “Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung”, ripresa da “Financial Times” e dal “Guardian” aveva scritto che il presidente della Commissione europea è “dieci volte più scettico” rispetto a prima “su una soluzione positiva dei negoziati sulla Brexit con il Regno Unito”. Mentre il suo entourage considera che la probabilità di un fallimento sia “superiore al 50%”. Juncker lo avrebbe spiegato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, chiamandola la mattina dopo l’incontro con la May, la scorsa settimana.

Theresa May e Jean Claude Juncker

Ma Theresa May ha smentito seccamente la ricostruzione del giornale tedesco. In una nota, la premier britannica ha liquidato le indiscrezioni al riguardo come “pettegolezzi di Bruxelles”. Al contrario, si ribadisce nel comunicato, il clima di quell’incontro è stato “costruttivo” e improntato a uno spirito di buona volontà.

 

 

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