Brexit, il Governo May: o accordo commerciale con Ue o addio sicurezza internazionale

Londra. Il denaro o la sicurezza internazionale. La premier britannica, Theresa May con la Brexit ha messo sul piatto della bilancia due pesi: uno di carattere economico e l’altro della sicurezza internazionale e la lotta al terrorismo.

La premier britannica, Theresa May.

Se non May non riuscirà ad ottenere con l’Unione europea un buon accordo economico-commerciale è pronta ad opporsi mandando in crisi la politica della sicurezza di Bruxelles. Proviamo ad analizzare le parole del ministro degli Interni di Londra, Amber Rudd.

Il ministro degli Interni, Amber Rudd.

La signora Rudd ha detto che il suo Paese è pronto ad uscire da Europol (l’Agenzia della Polizia dell’Unione) dopo la Brexit. E se la Gran Bretagna decidesse di andare via, è pronta a portarsi via tutte le informazioni in suo possesso. Lasciando le forze di sicurezza, aggiunge il ministro, senza “fonti di dati fondamentali”. Oltre al danno la beffa. In un momento così importante significherebbe, per l’intelligence e le Forze di Polizia europee, avere un quadro parziale su fatti, eventi e personaggi.

Alla faccia della lotta al terrorismo, di cui il Regno Unito si fa vanto.

Insomma, il Governo di Sua Maestà punta ad un “accordo di libero commercio molto ambizioso che nessun altro”, con dentro settori definiti “cruciali” quali i servizi finanziari e l’industria. La City e l’auto su tutto!

Il capo negoziatore europeo Michel Barnier, da mesi gestisce la pratica che ha delle voci molto importanti da analizzare e a cui dare una risposta. Per prima cosa ci sono i costi: si parla di 60 milioni di euro, seguono i diritti di 1,2 milioni di cittadini britannici che vivono sul suolo europeo e di 3,3 milioni di europei che vivono nelle isole del Regno Unito. E poi c’è da considerare le frontiere dell’Irlanda.

Ma Bruxelles ha subito risposto senza mezzi termini. “Il divorzio – ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani – è la prima condizione per qualsiasi accordo futuro: non è negoziabile”.

Sul piede di guerra contro Londra c’è Berlino. La cancelliera tedesca, Angela Merkel ha detto che i negoziati prima devono chiarire come “vanno risolti i nostri vincoli attuali” e poi si potrà parlare di una futura relazione.

Si punta ad un dialogo costruttivo tra Londra e Bruxelles. Nello stesso Esecutivo britannico la lotta è ampia. C’è chi come i tre ministri anti Ue, Boris Johnson, Liam Fox e David Davis che vogliono un Regno Unito “in the world”. Una nuova potenza internazionale e il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, che è per una rottura più leggera.

Riuscirà l’inquilina del numero 10 di Downing Street a risolvere la matassa? Per ora siamo solo al secondo giorno dalla comunicazione ufficiale della Brexit. Tutto può succedere.

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