Il cacciamine “Alghero” lascia Corfù

Corfù. Il cacciamine Alghero, l’unità della Marina Militare inserita nel secondo Gruppo di Contromisure Mine della NATO (Standing NATO Mine Countermeasures Group 2 – SNMCMG2), è ripartito ieri da Corfù al termine della sosta programmata al termine dell’esercitazione di caccia alle mine Ariadne 2018.

L’esercitazione, svoltasi nelle acque antistanti il porto di Patrasso (Grecia), ha coinvolto sia le unità navali della SNMCMG2 che della marina greca, quale nazione ospitante, oltre alla partecipazione di navi provenienti da Bulgaria, Romania e al supporto fornito da un’aliquota di personale della marina belga, che ha operato con un mezzo subacqueo autonomo predisposto per la ricerca di mine  (Autonomous Underwater Vehicle – AUV).

Il dispositivo navale della Nato in sosta a Corfù è una forza marittima integrata composta da navi appartenenti a diverse Nazioni alleate, che si addestrano ed operano insieme permanentemente, con competenze specifiche nella lotta alle mine navali. La SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti, che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO.

Vengono effettuate esercitazioni continue per i gruppi permanenti in ambito nazionale o multinazionale, in modo da incrementare l’interoperabilità e mantenere alto il livello di addestramento.

Nave Alghero, al comando del Tenente di Vascello Davide Tamborini, è un cacciamine costiero (Mine Hunter Coastal – MHC) appositamente progettato per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali, è assegnato alla 54ª Squadriglia Dragamine Costieri (COMSQUADRAG 54) con sede a La Spezia.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore