Carabinieri Forestali, in Campania indagini sulla vendita delle buste di plastica nei supermercati e nei centri commerciali. Sanzioni per oltre 110 mila euro

Napoli. Terminata da poco una grande operazione dei Carabinieri Forestali della Campania che hanno effettuato una settimana di controlli sulle borse di plastica utilizzate soprattutto nel settore alimentare, ma non solo.

Indagine dei Carabinieri Forestali in Campania

L’attività è stata finalizzata alla  verifica del corretto impiego delle buste in materiale plastico biodegradabili e compostabili lungo tutta la filiera, al fine di contrastare condotte irregolari ancora molto diffuse.
I controlli hanno riguardato oltre 220 realtà commerciali del territorio regionale, tra cui  grossi centri di distribuzione facenti parte di importanti multinazionali che, in alcuni casi, non sono risultati in regola con gli obblighi di legge.

L’ammontare delle sanzioni contestate a negozi, supermercati, rivenditori e produttori è di circa 110 mila euro, con oltre 1000 chili di shopper sequestrati.

Si tratta di un dato rilevante e indicativo, spiegano i Carabinieri, di come la normativa di settore ancora non sia rispettata, con la conseguente immissione sul mercato di shopper non conformi ed, in alcuni casi, addirittura contraffatti.

A questo proposito sono stati sequestrati anche 5 cliché con i loghi utilizzati per la stampa delle buste.

Secondo studi di settore, citati dall’Arma la produzione e successiva immissione sul mercato di questi shopper falsi uccide, ogni anno, 100 mila mammiferi marini, come tartarughe, balene ma anche molti uccelli di mare.

La normativa sulla borse di plastica è contenuta nel Codice dell’Ambiente D.lgs. 152/2006 come da ultimo modificato dalla legge 123/2017.

In particolare le borse di plastica, le cui caratteristiche tecniche sono indicate dall’art. 218 del succitato codice, attualmente commercializzabili, sono esclusivamente di tre tipologie:

•   riutilizzabili (trasporto generi alimentari e non, realizzate con un quantitativo variabile di plastica di riciclo);

•   biodegradabili e compostabili ( con requisiti di biodegradabilità e computabilità);

•   ultraleggere biodegradabili e compostabili (fornite come imballaggio primario per generi alimentari sfusi).

Affinché gli shopper siano conformi alla normativa, è obbligatorio che sugli stessi siano anche indicati:
•     la dicitura “Biodegradabile e compostabile”
•     il codice riferito alle norme UE, ovvero “UNI EN 13432:2002”
•     il marchio di un ente certificatore che indica che il prodotto può trasformarsi in compost.

Ad esempio, i sacchetti che hanno solo la scritta “Biodegradabile secondo il metodo UNI EN ISO 14855” e i simboli triangolari oppure l’esagono del polietilene, ad alta o bassa densità, non sono a norma di legge.

Le indagini dei Carabinieri Forestali, in tal senso, è stata anche finalizzata alla diffusione dell’informazione dei gravi problemi  ambientali generati dall’eccessivo uso di plastiche non conformi e dal loro basso tasso di riciclo con conseguente dispersione nell’ambiente.

Le sanzioni previste per tutte le violazioni in materia vanno da un minimo di 2.500 ad un massimo di 25 mila euro.

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