Ciad, esercitazioni congiunte tra militari ciadiani e francesi per apprendere le tecniche antiterroristiche

Di Valeria Fraquelli

Parigi. I militari del Ciad e quelli francesi, ormai da tempo, collaborano insieme per mettere in sicurezza il territorio di questo angolo di Africa segnato nel tempo da sanguinose guerre civili e da attentati. Le operazioni in cui le Forze Armate dei due Paesi sono impegnate sono sempre più difficili a causa degli ordigni improvvisati lasciati un po’ dappertutto dai jihadisti del sedicente Stato islamico e degli odi tra le varie fazioni ed etnie del Paese che, negli ultimi tempi, sono riesplosi. Ora è diventato chiaro che i militari ciadiani avevano bisogno di ancora più aiuto per mantenere in sicurezza e stabilizzare il proprio Paese, tanto che i francesi hanno deciso di organizzare dei veri e propri corsi di addestramento sulle moderne tecniche di combattimento in ambiente urbano ed extra urbano e di antiterrorismo, oltre che su come operare per il salvataggio ed il soccorso alla popolazione civile in tutte le situazioni.

L’unità francese che, nell’ambito dell’operazione Barkhane, è incaricara di proteggere la grande base militare di Camp Kossei nella città di N’Djamena ha curato e realizzato corsi di formazione specifici per i militati ciadiani.

Grazie a questi corsi hanno potuto completare, con profitto, la loro formazione una quindicina di sottufficiali dell’Esercito ciadiano. Questi ultimi sono stati in grado, aiutati dai loro tutor francesi, di seguire le istruzioni nei settori di combattimento di primo soccorso, il maneggiamento ed il dispiegamento di armi leggere, le tecniche di intervento operativo vicino e la topografia.

L’addestramento, tuttavia, non è ancora finito perché sono iniziate di recente delle esercitazioni congiunte che stanno vedendo i militari sia francesi che ciadiani misurarsi con prove di ogni tipo sia in ambito urbano che extra urbano e con tutte le tecniche di combattimento imparate sinora.

Le esercitazioni congiunte sono importanti per testare tutto ciò che è stato insegnato e per i militari ciadiani è una grande occasione per fare pratica con le nuove tecniche antiterrorismo.

La fascia del G5 Sahel in cui opera la missione Barkhane.

La situazione in Africa rimane molto delicata perché, in molti Paesi, di questo Continente rimangono stati di guerra civile conclamata e l’allarme terrorismo è elevatissimo. Là dove c’è instabilità politica terroristi, signori della guerra senza scrupoli e trafficanti di ogni genere riescono facilmente ad inserirsi e a controllare interi territori, uno Stato nello Stato che mantiene la popolazione civile soggiogata con le minacce e con la violenza.

Paesi come la Repubblica Centrafricana, la Libia e la Somalia sono falliti. Qui solamente i terroristi ed i signori della guerra danno ancora una parvenza di ordine, ma è un ordine malato fatto di aggressioni, attentati e sottomissione che schiaccia i più deboli come in una morsa.

I Paesi del G5 Sahel, Niger, Ciad, Mauritania, Burkina Faso e Mali, stanno collaborando con i francesi della missione Barkhane proprio per evitare di essere inghiottiti in un buco nero di terrorismo e violenza che potrebbe annientarli in poco tempo. Unire le forze e collaborare con le Forze Armate francesi è l’unico modo che questi Paesi hanno di lottare contro il terrorismo e l’illegalità dilagante e riuscire a vincere. La strada da fare per tornare alla pace è ancora lunga ed il lavoro da fare è tanto.

I continui addestramenti ed aggiornamenti servono a rimanere al passo coni i nemici, senza restare di essere schiacciati.

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