Colombia, il Presidente Duque chiede all’ONU di prolungare la sua missione di osservazione per il processo di pace con le FARC

Bogotà. L’amministrazione colombiana guidata da Ivan Duque ha chiesto alle Nazioni Unite https://colombia.unmissions.org) di ampliare per un ulteriore anno la missione di osservazione che esercita sul processo di pace con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC). Le quali ora sono diventate un partito politico che ha conservato la stessa sigla, modificandola in Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común.

il Presidente della Colombia, Ivan Duque

Nel settembre dello scorso anno fu presa questa decisione nel corso del congresso di questa organizzazione. Sono stati 628 i voti favorevoli su 1.200 ex guerriglieri partecipanti. Il leader delle FARC, Iván Márquez, nel suo intervento spiegò che la decisione di mantenere la stessa sigla era dovuta al fatto di “non rompere i vincoli” con il recente passato.

colombia. accordo di pace governo-farc

Le FARC sono nate il 27 maggio 1964 durante l’Operazione Marquetalia, una massiccia operazione militare dello Stato colombiano, effettuata con l’appoggio degli Stati Uniti contro l’istituzione di comunità agrarie  auto organizzate di ispirazione marxista-leninista che si erano sviluppate nelle regioni Tolima e Huila.

Ex guerriglieri delle FARC

Il Governo di allora le accusò di rappresentare un pericolo per l’integrità della nazione, in quanto “inaccettabili Repubbliche indipendenti”.

I sostenitori di quelle esperienze fuggirono sotto la direzione di Manuel Marulanda Vélez da un accerchiamento effettuato da militari dell’Esercito e dettero vita ad una lunga stagione di guerriglia.

In una comunicazione alla stampa il presidente Iván Duque ha spiegato di aver sollecitato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, affinché si proroghi per un altro anno la presenza della missione di accompagnamento e osservazione dell’applicazione degli accordi” firmati a L’Avana nel 2016.
Il capo dello Stato ha assicurato che la supervisione internazionale aiuterà il suo Paese nell”esercizio della legalità, permettendo che “la base della guerriglia attraversi una fase di transizione di smobilitazione, disarmo e reinserimento che abbia positivi risultati”.

Per Duque quella dell’ONU è una a missione che “contribuisce al nostro desiderio che è stato quello di non distruggere gli accordi, ma di introdurre alcuni correttivi che permettano di assicurare che i risultati del processo non possano trasformarsi in una minaccia per la sicurezza pubblica”.

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