Concorsi truccati nelle Forze Armate e di Polizia, 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Napoli. SMD: “Valutiamo necessarie misure di autotutela verso i militari che risulterebbero vincitori di concorso grazie ad un sistema fraudolento ed illecito”

Napoli. Quindici ordinanze di custodia cautelare sono state emesse, oggi, dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Napoli nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea ed eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

Operazione della Guardia di Finanza contro i concorsi truccati

I destinatari dei provvedimenti sono principalmente appartenenti o ex appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia che, secondo l’accusa, quotidianamente erano impegnati nel favorire il “buon esito” dei concorsi per il reclutamento di 2.013 volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) per il 2016 nelle Forze Armate, articolato in due immissioni, da parte di giovani candidati, a fronte di una illecita elargizione di denaro ad opera degli aspiranti o di loro familiari.

L’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio ed altri gravi reati.

In particolare, le indagini hanno fatto emergere l’ideazione da parte di un ingegnere informatico e responsabile della società incaricata di predisporre i questionari della prova scritta di cultura generale prevista dalla procedura per il reclutamento e di un Capo di 1^ classe della Capitaneria di Porto di un articolato meccanismo fraudolento.

Il funzionamento di tale meccanismo, divulgato a terzi dallo stesso Capo di 1^ Classe insieme ad un militare della Marina Militare, dietro un corrispettivo, alcuni giorni prima dell’inizio della prova selettiva ed oggetto di una successiva compravendita da parte di alcuni personaggi-chiave coinvolti a vario titolo nell’indagine, operanti talora attraverso lo schermo di scuole di formazione, ha consentito a un numero cospicuo di concorrenti (sia della prima che della seconda immissione) di superare citata prova di cultura generale.

Questi, secondo i magistrati, gli stratagemmi attivati: un vero e proprio “algoritmo”, applicabile alla maggior parte dei quesiti somministrati e consistente in una combinazione di 4 componenti numeriche da sommare tra loro, il cui risultato totale serviva a individuare, tra le possibili risposte, quella esatta; una dispensa o pandetta recante, per le materie non coperte dal citato “algoritmo”, un estratto della banca dati pubblica che comprendeva un numero limitato di quesiti identici o comunque analoghi a quelli destinati a comporre i questionari da somministrare.

Relativamente alla seconda immissione, tra l’altro, le indagini hanno permesso di appurare il funzionamento dell’algoritmo sino al 5 luglio 2016, data in cui l’ingegnere avrebbe sostituito e distrutto tutti i plichi sigillati (consegnati prima dell’inizio delle prove selettive) contenenti i questionari elaborati e non ancora estratti, con altri plichi recanti analoghi questionari.

Grazie al materiale illecito di cui hanno avuto la disponibilità la quasi totalità dei concorrenti emersi nel corso delle indagini che ha sostenuto la prova scritta sino al 5 luglio 2016 è riuscita a superare la prova selettiva. Avendo ottenuto l’idoneità nelle successive fasi concorsuali, 43 di questi concorrenti sono stati inseriti nelle graduatorie di merito delle singole Forze Armate.

Trentanove sono stati utilmente collocati tra i vincitori di concorso (30 per l’Esercito, 5 per l’Aeronautica Militare, 4 per Marina Militare e Capitaneria di porto) e, verosimilmente, incorporati. “Il quadro indiziario ritenuto dal giudice idoneo all’adozione dei provvedimenti oggi eseguiti  – si legge in una nota della Guardia di Finanza – dovrà naturalmente ricevere la conferma dal contraddittorio già nella fase cautelare”.

Gli elementi indiziari acquisiti nel corso delle investigazioni fanno peraltro ritenere probabile che questi concorrenti siano solo una parte di coloro che hanno superato le predette prove scritte. grazie al sistema ideato.

Intanto, sono in corso di notificazione 135 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei concorrenti o di loro familiari, alcuni dei quali, dopo essere entrati in contatto con le persone sottoposte alla misura cautelare hanno a loro volta diffuso – previo compenso – il citato meccanismo.

Le operazioni condotte rientrano nell’ambito di una più ampia attività di indagine della Procura di Napoli, in merito a diversi concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia.

Da parte sua, in un comunicato, lo Stato Maggiore della Difesa ha reso noto che, fin dall’avvio dei primi accertamenti, erano stati assunti con immediatezza alcuni provvedimenti per impedire il ripetersi di tali illeciti, senza andare ad inficiare le delicate indagini disposte dalla magistratura.

“Nel rinnovare piena collaborazione e disponibilità alla Procura per fornire ogni ulteriore elemento che sia ritenuto utile al fine di fare piena chiarezza sulla vicenda – si legge nella nota di SMD – lo Stato Maggiore della Difesa si appresta a intraprendere tutti i provvedimenti possibili nei confronti dei militari e dei civili della Difesa coinvolti, nonché a valutare le necessarie misure di autotutela verso quei militari che risulterebbero vincitori di concorso grazie a questo sistema fraudolento ed illecito”.

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