Conferenza di Palermo, per i libici l’Italia ha capito la figura di Haftar. L’Esercito non cerca autorità ma vuole mantenere l’establishment militare

Di Giusy Criscuolo

Tripoli. I media italiani parlano di una presenza quasi sicura di Khalifa Haftar alla conferenza di Palermo, in agenda per il 12 e 13 novembre.  Ma la stampa libica fa una sorta di “pretattica”, smontando questa certezza.

Sempre secondo i media libici, l’Italia ha capito l’importanza della figura del Feldmaresciallo, e secondo loro, la sua presenza potrebbe far sperare in una soluzione politica. Vista la sua risolutezza che, come evidenziano i giornali libici, potrebbe porre fine agli anni di violenza in questo “Paese ricco di petrolio”.

Ma a smorzare un po’ gli animi, ci pensa l’Osservatorio Libico, che riporta una notizia secondo la quale Haftar, non ha ancora deciso se partecipare oppure no.

Come riportato dal portavoce ufficiale del Comando generale dell’Esercito, il Generale di Brigata Ahmed Al-Mismari, in una dichiarazione esclusiva rilasciata ad Al-Ain Al-Akhbar, la perplessità espressa dal Generale Haftar, deriva dall’atteggiamento antifrancese che l’Italia avrebbe assunto negli ultimi mesi. Posizione che vede il nostro Paese in contrapposizione alla visione francese sulla crisi libica. Punto di vista il nostro, scomodo per i transalpini, sostenitori del Feldmaresciallo, che vorrebbero far svolgere le elezioni entro il 10 dicembre.

Generale di Brigata Ahmed Al-Mismari

Il portavoce ha sottolineato, come l’Esercito Nazionale libico sia pronto a garantire qualsiasi processo elettorale nel Paese. Ha poi evidenziato l’importanza della preparazione dell’elettorato nel processo democratico che porterà alle consultazioni.

A differenza di quanto sostenuto dal Governo di Al-Wefaq , guidato da Fayez Al-Sarray, che conferma nuovi accordi per la sicurezza di Tripoli, Al-Mismari ne ha escluso l’esistenza, ponendo in evidenza il gran numero di omicidi politici che si stanno susseguendo nella capitale e, sempre secondo Al-Mismari, causati dall’assenza di un’istituzione nazionale riconosciuta e capace di attuare disposizioni sulla sicurezza.

“Le milizie armate hanno il controllo di Tripoli a causa del desiderio di Al-Sarraj di mantenere il potere”, ha detto Al-Mismari

Per quanto riguarda la situazione nel Sud-Ovest della Libia, lo stesso portavoce ha affermato che la zona si è trasformata in una delle aree più problematiche degli ultimi anni. L’incuria, in cui le città del Sud sono state abbandonate, ha aggravato l’attuale crisi.

Un incontro tra Haftar ed i suoi ufficiali

“Il desiderio del gruppo militante di Al-Qaeda è quello di causare il caos nella Libia sud-occidentale – ha affermato Al-Mismari – poiché il loro successivo obiettivo, sarà quello di muoversi agevolmente verso l’Algeria e la Mauritania. Questo fino a quando le città del Sud non saranno passate al traffico degli immigrati illegali e al contrabbando di armi e droga. Le bande del Ciad e dei mercenari si sono unite sotto un unico comando per combattere le Forze armate libiche”. Unità dell’Esercito, ha ricordato il Generale,  hanno svolto un enorme lavoro con il sostegno dei residenti della Libia sud-occidentale.

A causa di questa grave piaga, Al-Mismari ha evidenziato la necessità, che il Parlamento crei un unico corpo armato e legittimo. “L’Esercito non cerca autorità – ha spiegato – ma vuole mantenere l’establishment militare per continuare a combattere il terrorismo e gruppi estremisti nel paese.”.

Il portavoce ufficiale dell’Esercito nazionale libico ha poi lanciato un messaggio diretto al Governo di riconciliazione di Al-Sarraj. “E’ necessario far passare le decisioni adottate da Al-Wefaq, anche attraverso la Camera dei rappresentanti di Tobruk – ha detto, riferendosi alla sentenza di un tribunale di Bengasi-. Tutto ciò che viene rilasciato dal Governo di riconciliazione diretto da Al-Sarraj e che non ha ricevuto la fiducia della Camera dei Rappresentanti, è illegale.”.

Sulle riunioni dell’Esercito libico al Cairo il Generale Al-Mismari ha rivelato che ci sono “stati progressi negli incontri, per l’unificazione dell’Esercito. Abbiamo prospettato la formazione di un Comitato militare superiore che si potrebbe consultare e coordinare con il resto degli altri partiti. Non nascondiamo l’esistenza di alcuni timori sul possibile comando dell’Esercito e sull’establishment militare”.

Al-Mismari auspica un nuovo Governo con Haftar alla guida dell’Esercito unificato, visto che, per molti, ad oggi si sta mostrando capace di porre ordine al disordine creato dai numerosi nemici della Libia.

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