Corea del Nord, il discorso di Capodanno di Kim Jong-un. Pronto al dialogo con Trump ma basta sanzioni altrimenti il Paese deve difendere la propria sovranità

Di Pierpaolo Piras

Pyongyang. Kim Jong-un, Presidente della Corea del Nord, ha pronunciato il consueto discorso televisivo di Capodanno in abito scuro e voce monocorde, assenza di inflessioni emotive e di mimica facciale. La sua figura era seduta su una poltrona di pelle, inquadrata tra i ritratti del padre, Kin Jong-il (il “Presidente Eterno”) ed il nonno Kim Il-sung (il “Grande Leader”), fondatore del Paese comunista nord-coreano.

Kim Jong-Un attorniato dai suoi Generali

Il discorso era rivolto tradizionalmente ad un pubblico domestico e, come negli anni precedenti, è sempre stato un appuntamento cruciale per conoscere anticipatamente le decisioni del regime.

Kim ha volto la sua attenzione ai temi importanti della politica internazionale nord-coreana. Ha dichiarato di impegnarsi alla denuclearizzazione dell’intera area geografica del Mar Cinese orientale e Mar del Giappone, avvertendo, però, che le sue decisioni avranno un “nuovo corso” se gli Stati Uniti non cesseranno di comminare le deliberazioni economiche a danno della sua nazione.

La Corea del Nord è soggetta anche ad una serie di sanzioni, deliberate negli anni scorsi, dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, secondarie ai suoi programmi di costruzione di armi nucleari e lanci di missili balistici, entrambi vietati dalla legislazione internazionale.

“Se gli Stati Uniti non mantengono la promessa fatta di fronte al mondo intero – ha detto Kim –  ed insistono sulle sanzioni e pressioni sulla nostra Repubblica, potremmo essere lasciati a senza altra scelta che considerare un nuovo modo di salvaguardare la nostra sovranità ed interessi“.

Con toni concilianti ma fermi, ha aggiunto di essere pronto ad incontrare Donald Trump, Presidente statunitense, in qualsiasi momento.

Trump e Kim amici-nemici?

In realtà , il vertice più storico fra questi due capi di Stato è avvenuto, a Singapore, nel giugno dello scorso anno, nel corso del quale è stato firmato, in termini ancora interlocutori, un protocollo d’intesa sui temi economici e militari, sui quali, però, Pyongyang non ha agito, secondo Trump, in maniera convincente, anche se ha fermato i test missilistici e nucleari.

La stretta di mano tra Kim e Trump

Il Nord ha demolito alcune strutture sulla sperimentazione di lanci balistici mentre indiscrezioni insinuano che stia proseguendo nel suo programma di armamenti.

Kim Jong-un ha commentato l’anno appena trascorso, caratterizzato dal riavvicinamento inter-coreano, durante il quale si sono tenuti tre vertici con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae In, dicendo: “Ora che la Corea del Nord e del Sud hanno deciso sulla via della pace e della prosperità, insistiamo sul fatto che le esercitazioni con le forze militari straniere non dovrebbero più essere consentite e lo spiegamento di armi di guerra strategiche esterne (testate nucleari americane in Corea del sud e Giappone) dovrebbe essere completamente interrotto”.

In pratica, ha detto di impegnarsi nel dialogo e nella denuclearizzazione con Seul e gli USA, ma alle sue condizioni. Pyongyang è certamente intenzionata ad ottenere un alleggerimento delle sanzioni economiche. E’ nota la carenza di derrate alimentari in Nord-Corea.

Mentre avanzano positivamente i rapporti tra le due capitali coreane, si potrebbe aprire un varco nei rapporti tra Seul e Washington. Così l’Esecutivo di Moon Jae In, Presidente sudcoreano, ha ultimamente dovuto negare, per il secondo anno consecutivo, una consistente esportazione di generi alimentari ed altri aiuti umanitari, alla Corea del Nord (per un totale dichiarato di otto milioni di dollari), in quanto avrebbe violato le suddette sanzioni internazionali.

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