Corea del Nord, sono test missilistici e non provocazioni

Di Francesco Ippoliti* 

La Nord Corea ha lanciato l’ennesimo vettore testando le proprie capacità tecnologiche raggiunte. E tali lanci potrebbero continuare nelle prossime settimane.

Certo l’atto è considerato una provocazione, invece si possono classificare come normali test che appunto si dovranno ripetere per sviluppare finalmente un missile capace di definirsi veramente IRBM.

Se cerchiamo di ripercorrere la cronologia degli eventi si può facilmente comprendere che le fasi si sono succedute in maniera costante e successive.

E’ stato disegnato un vettore con determinate caratteristiche che vanno provate una ad una ed in ordine cronologico, al fine di considerarlo operativo.

E’ indubbia la voglia viscerale del regime di considerarsi una potenza nucleare, capace di impensierire e colpire gli USA, acerrimo nemico, ma per arrivare a questi risultati le sole capacità universitarie, di ricerca e di industria locale purtroppo non bastano.

Un vettore si compone di numerosi componenti in cui tecnologia ne determina il grado di sofisticazione in termini di gittata, payload e CEP (errore probabile circolare) e quindi la sua precisione.

Se ripercorriamo la storia missilistica nordcoreana si potrà vedere che il grado di preparazione raggiunto in materia è frutto di cooperazione decennale con le industrie irachene, libiche, con tecnici iraniani, pakistani e con il supporto non indifferente della Cina, che ha preparato gli ingegneri spaziali nordcoreani nelle loro sviluppate università.

Va infatti considerato, in particolare, che il TEL (Transporter-erector-launchers), veicolo fondamentale per tutti i vettori è di produzione cinese, più o meno modificato.

Il background risale allo sviluppo degli SCUD, nelle numerose varianti. In questi vettori si è arricchita la conoscenza nordcoreana sui motori a propellente solido e liquido, nella costruzione e nella modifica delle disposizioni interne della componentistica al fine di immagazzinare maggior combustibile per incrementare la gittata.

Ora, finalmente un vettore IRBM è quasi pronto. Il vettore Hwasong 12 potrebbe cominciare a vedere all’orizzonte il certificato di operatività e questo fa paura a quei Paesi che considerano una minaccia il Nord Corea.

Dapprima si è partiti con la tipologia della struttura dello chassis. Per sorreggere a elevate spinte bisogna che il missile sia resistente lungo l’asse verticale e possa flettere solo di pochissimi gradi, oltre si spezza.

Inoltre, deve essere leggero e quindi la composizione strutturale comporta una tecnologia non indifferente, che poche nazioni sono in grado di sviluppare.

Successivamente è stato testato il motore, a stadio singolo e propellente liquido.

Poi il sistema di guida, inerziale (meno vulnerabile) e presumibilmente con minima correzione di guida GPS al vertice della traiettoria, mentre non dovrebbe avere alcun sistema di guida nella fase finale.

Infine il payload, che rappresenta la vera incognita del vettore. In questa tipologia di missile la testa di guerra rappresenta la vera minaccia. Generalmente si attesta su una testa convenzionale di 500 chili di esplosivo o 1.000 chili sempre di alto esplosivo, oppure una testata nucleare.

Ognuna delle succitate tipologie di testa comporta una modifica consistente alla gittata e quindi alla sua traiettoria.

Per quanto riguarda una testata convenzionale essa incide nell’ordine del 30 – 45 % della traiettoria a vuoto, in base al suo peso.

Una testata atomica, invece , incide maggiormente nel sistema vettore per il peso elevato. Inoltre, il problema della testata atomica risiede nella miniaturizzazione delle componenti. Costruirla non è impossibile, il problema è realizzarla delle dimensioni del cono del vettore, di un peso sopportabile dalla spinta longitudinale del vettore e di adeguata potenza in Kton.

Il recente lancio del Hwasong-12 non è significativo se non si conoscono alcuni dati delle caratteristiche sopra esposte.

Di sicuro si sa che il vettore ha una robusta costruzione, un motore a propulsione liquida che risulta affidabile (dopo tre test falliti) e un sistema di guida che non permette il suo vero CEP.

Le incognite che mancano sono il carico della testa di guerra, se era presente o meno o in quale conformazione e, ancora, il grado di precisione.

Questi due fattori sono importanti per stabilire la vera minaccia IRBM del Nord Corea.

Quindi nei prossimi giorni dovremmo aspettarci ulteriori lanci simili a quello di oggi nei quali potrebbero essere testati i carichi utili al fine di capire la reale capacità IRBM del vettore, perché ancora non sarebbe una vera minaccia.

*Colonnello (Aus)

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