Corea del Nord, un nuovo test missilistico. Ma chi appoggia tecnologicamente Kim Jong Un?

Di Francesco Ippoliti * e Riccardo Zorzi **

Seul. Dopo circa due mesi di silenzio dall’ultimo lancio, la scorsa notte la Corea del Nord (ore 3.17) si è fatto viva con un vettore che ha fatto ripiombare il mondo nell’oscurità in merito alla tipologia dei missili ed alle loro capacità che Pyongyang ha nel suo arsenale.

La Tv informa del nuovo lancio nord coreano

Il punto della situazione sembrava abbastanza chiaro sulle reali capacità di Kim Jong Un, un arsenale dotato di vettori in grado di essere lanciati a circa 10 mila chilometri presumibilmente senza testa di guerra, testate nucleari miniaturizzate in grado di essere inserite in tali vettori (ma la cui combinazione è ancora incerta) e la ferrea volontà di sfidare gli USA ed il mondo intero, escludendo forse Cina e Russia.

Le notizie che trapelano sullo scorso lancio sono varie e forse non troppo corrette.

I dati certi sono:

  • Nei giorni precedenti il lancio intercettazioni di segnali radio diversi da quelli conosciuti, quindi significa frequenze diverse da quelle inserite nei data base in campo COMINT;
  • Lancio in “verticale”, capace di spingersi in un volo di durata di 54 minuti, con una altitudine raggiunta di 4.500 chilometri (10 volte l’altezza della Stazione Spaziale Internazionale) e successiva caduta nel Mar del Giappone a circa 960 chilometri dal sito di lancio.

Finora i vettori avevano volato per 37 minuti il 4 di luglio e 47 minuti il 28 luglio. Secondo gli analisti occidentali tali missili sarebbero stati test per il modello Hwasong 12 o versione migliorata, rimane dubbia finora la capacità di assegnare tali lanci al modello Hwasong 14.

L’aumento della durata della spinta dei motori può essere interpretata sotto vari aspetti, dall’aumento del carburante disponibile all’incremento dei dati del missile, quindi un modello nuovo, superiore ai precedenti e non solo uno sviluppo.

L’ipotesi dell’aumento del carburante disponibile sarebbe riconducibile nel riposizionamento dei sistemi interni; così si potrebbe creare ulteriore spazio per un incremento volumetrico dei serbatoi di carburante, dando al missile più tempo di spinta dei motori. Questo avvenne con lo sviluppo dei missili SCUD B e C, quando si spostò e si ridussero le dimensioni del sistema di guida, realizzando più spazio per il carburante ed aumentando così la gittata a parità di testa di guerra.

 

Kim fotografato con un gruppo di militari

 

L’altra ipotesi è che il vettore sia completamente diverso, più grande e quindi che abbia maggior spazio per il carburante e quindi gittata maggiore.

Ma sarebbe un progetto completamente nuovo rispetto ai precedenti lanci, quindi ipotizzabile un nuovo modello. Questa ipotesi potrebbe essere supportata dall’incognita delle frequenze intercettate nei giorni precedenti, sviluppate proprio per un vettore nuovo.

Se i dati finora riportati sono corretti questo missile, con una traiettoria balistica, avrebbe la capacità teorica di raggiungere una gittata di circa 13 mila chilometri distanza che va oltre ai test finora effettuati.

Alcuni analisti hanno provato a definire il lancio della scorsa notte come il test del nuovo vettore Hwasong 14 o 15, il tanto decantato vettore capace di colpire interamente gli USA e l’Europa.

Il Nord Corea, nella sua propaganda, ha definito il lancio del vettore come un missile tecnologicamente avanzato, ben oltre il modello Hwasong 14, specificando che il processo di sviluppo del motore è completato.

Questo vettore sarebbe quindi configurabile come un IRBM (Intercontinental Range Balistic Missile), cioè un missile intercontinentale che confermerebbe la capacità raggiunta da Pyongyang nello sviluppo di vettori bistadio a propulsione liquida in grado di colpire completamente gli USA.

Le incognite invece sono ancora numerose.

Il particolare più rilevante risulta la testa di guerra. E’ un fattore base che incide significativamente sulla gittata del vettore. Il suo peso è determinante per la spinta del motore. Come già menzionato in passato, la gittata varia moltissimo se la testa è nucleare o convenzionale, se di 500 chili oppure se riesce a inserire carichi paganti di oltre 1.000-1.500 chili. Ovviamente più aumenta il peso della testa e più la gittata si riduce.

Ancora, in un lancio verticale il peso della testata ha una influenza strutturale inferiore se si paragona il lancio balistico, ove non si superano i 1.200 chilometri di altezza e quindi il vettore ha un profilo di traiettoria molto più in diagonale, con incidenza maggiore del peso della testa sulla struttura.

Un altro fattore importante è il sistema di navigazione e guida, che determina la capacità o meno di colpire un obiettivo con un determinate errore circolare (CEP).

Le frequenze intercettate potrebbero significare una variazione della componentistica elettronica sul sistema di guida, quindi probabilmente una nuova ulteriore capacità sviluppata nei segreti laboratori di Pyongyang. Le capacità ovviamente non sono state analizzate ed interpretate, presumibilmente sarà necessario un ulteriore lancio di conferma delle loro caratteristiche peculiari.

In sintesi, non si è a conoscenza delle reali capacità globali del sistema missilistico, probabilmente neanche Kim Jong Un ne è effettivamente a conoscenza. Il progetto sta crescendo.

I test hanno confermato la bontà del vettore di spinta e della struttura del missile.

Ulteriori lanci saranno necessari per sviluppare il sistema di guida e del carico pagante, al fine di conoscere le reali capacità del missile ed i potenziali obiettivi raggiungibili.

Ma tutto questa tecnologia ha un costo ed una ricerca non indifferente.

Nonostante le misure sanzionistiche prese dalla Cina nell’ultimo incontro con Trump, Kim Jong Un è riuscito a continuare nella sua corsa all’arsenale missilistico.

Ma da dove proviene questa capacità ingegneristica? Solo dai propri laboratori, industrie ed Università? I sospetti di un aiuto tecnologico internazionale sono numerosi.

Dopo il lancio solo il Sud Corea, il Giappone e gli USA hanno chiesto una seduta del Consiglio di Sicurezza all’ONU, la Cina e la Russia (che hanno il seggio permanente ed il diritto di veto) hanno solo condannato il lancio. Perché le super potenze non prendono una posizione comune?

Rimangono i dubbi sui reali rapporti di Pyongyang con Cina, Russia e Iran. Quest’ultimo era stato più volte menzionato dalla stampa internazionale nello sviluppo missilistico con il Nord Corea, ma senza prove determinanti.

Numerosi analisti sono concordi che la Corea del Nord, senza il vero appoggio tecnologico straniero, avrebbe enormi difficoltà a sviluppare vettori IRBM, ma sarebbe un Stato canaglia in meno nello scacchiere del Pacifico. O forse si vuole proprio questo? Uno Stato canaglia in più?

* Gen. B. (aus) **Ricercatore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore