Corsica, nel secondo turno elettorale la debacle del partito del Presidente Macron

Di Valeria Fraquelli

Ajaccio. Il secondo turno delle elezioni in Corsica ha confermato che i corsi hanno mantenuto intatta la loro anima nazionalista ed indipendentista.

La coalizione nazionalista si è imposta con un risultato da record: 56,5% dei suffragi. Ed i due leader di questa compagine politica adesso sono più che mai intenzionati ad andare fino in fondo nella resa dei conti con il Governo centrale di Parigi. Jean- Guy Talamoni appena il risultato del voto è stato reso noto ha dichiarato: “Adesso Parigi deve aprire immediatamente i negoziati per una maggiore autonomia della Corsica. Se il Governo francese oserà di nuovo negare ai corsi il loro diritto di decidere del loro futuro e non accetterà il risultato del voto, noi siamo pronti a scendere in piazza con grandi sollevazioni popolari e se necessario faremo anche manifestazioni in tutte le capitali europee”.

Per il Presidente francese Emmanuel Macron si profilano nuovi guai all’orizzonte perché i dati definitivi del voto sono a dir poco disastrosi per il partito La Republique en marche: il candidato della giovane formazione politica Jean-Charles Orsucci ha ottenuto solamente il 12, 67% dei consensi. Le politiche di Macron in Corsica non sono di certo ben accettate, anzi, il Presidente è visto come simbolo di quel potere centrale oppressivo che i nazionalisti corsi vorrebbero eliminare.

I nazionalisti corsi non scherzano e vogliono che Parigi regali all’isola quell’autonomia che, da tanti anni, viene richiesta ma che fino ad ora non è stata mai concessa. I Governi francesi hanno sempre represso le manifestazioni per l’autonomia con la forza ma adesso questo non sarà più tollerato.

“Spero che finalmente Parigi si renda conto di quello che sta accedendo in Corsica, di quello che è il sentimento del popolo corso – ha detto

Il Presidente francese, Macron

, l’altro leader della coalizione vincente -. Adesso siamo noi a dettare le regole e siamo più che mai decisi ad ottenere tutto quello che chiediamo da tanti anni”.

La tensione in Corsica sta crescendo e, se anche ci saranno negoziati per una maggiore autonomia, non sarà facile trovare un accordo, nessuna delle due parti è disposta a cedere né il Governo francese che si tiene ben stretti alcuni dei poteri che i corsi richiedono, né i nazionalisti che adesso vogliono assolutamente maggiori competenze.

L’unica nota stonata per i nazionalisti corsi è la percentuale di astensionismo che ha raggiunto il record del 47, 4% e questo vuole dire che solamente un elettore su due si è recato effettivamente alle urne.

In ogni caso il fatto che la stragrande maggioranza di chi è andato a votare si sia espressa a favore dei nazionalisti è già una grande vittoria per Jean- Guy Talamoni che ha messo subito in chiaro i punti principali del suo programma elettorale: lotta alla speculazione edilizia, statuto che concede all’isola maggiore autonomia in molti campi, riconoscimento ufficiale della lingua corsa e liberazione immediata dei guerriglieri detenuti nelle carceri francesi che vengono definiti prigionieri politici.

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