COVID-19: con la rivista “Nature” alla scoperta dei vaccini. Analizzati i lavori in corso di 90 Centri di ricerca

Di Pierpaolo Piras*

Washington. Ultimamente, la nota rivista americana “Nature” la più autorevole, insieme a “Science”, in materia di Medicina e Biologia di base, ha riassunto l’attuale stato dell’arte sull’allestimento di una terapia vaccinica verso il Covid -19 che enormi danni sta arrecando all’economia e alla società in tutto il mondo.

La rivista USA “Nature” analizza i lavori in corso di 90 Centri di ricerca

“Nature” ha preso in considerazione 90 Centri di ricerca tra aziendali privati e universitari impegnati in questo lavoro di indagine scientifica.

I più avanzati fra questi sono già alle ultime prove in vivo su animali e persone, rigidamente previste dal processo di validazione scientifica.

TIPOLOGIE DI VACCINI

Il nostro organismo riconosce il virus dagli antigeni (sostanze, in genere di natura proteica complessa) presenti nella struttura chimico-fisica del virus.

Nella fattispecie del Coronavirus sono alla particolare attenzione dei ricercatori le numerose protuberanze superficiali del corpo virale chiamate “Spikes”.

Le stesse tramite le quali esso aderisce alla superficie penetrando poi all’interno delle cellule umane, dove per sua intenzione esistenziale realizza la sua replicazione sine limite.

All’interno della cellula viene intercettato dalle cellule macrofagiche tissutali “APC” (antigen presenting cells) la cui risposta fisiologica si duplica in una via che conduce alla produzione di anticorpi specifici contro il virus ed un’altra, stavolta con cellule come i linfociti T-helper che catalizzano una risposta non anticorpale ma di tipo tissutale.

Il linfocita T

In entrambi i casi il virus viene distrutto. L’infezione e la malattia avvengono quando queste prime difese di base vengono soverchiate.

VACCINO SARS-COV-2

Suscita una reazione immunitaria contro il virus in toto, in una forma inattivata o verso parti di esso. Agli effetti pratici, il virus infetta l’organismo, suscita una risposta immunitaria specifica senza produrre uno stato di malattia

VACCINO CONTRO Il VIRUS (in toto)

Anche questo è rivolto contro il virus in toto, in forma attenuata oppure minorata fisiologicamente tramite l’utilizzo di sostanze chimiche come la formaldeide ed altre.

VACCINO VETTORIALE

I vaccini di questo tipo sono già in uso in altre malattie. Il meccanismo d’azione è duplice: il primo prevede un percorso a rilento all’interno della cellula parassitata sino al termine della capacità replicativa; il secondo toglie al virus la possibilità di rigenerarsi.

Si lavora alla ricerca di un vaccino contro il COVID-19

VACCINO ATTIVO SULL’ACIDO NUCLEICO

L’ Antigene contro il quale indirizzare la risposta del sistema immunitario umano è rappresentato dal DNA o RNA, principale materiale genetico cellulare indispensabile per la moltiplicazione virale. In questo caso il bersaglio è rappresentato dal quel piccolo tratto di uno o di entrambi, specificamente deputati alla sintesi delle importanti proteine “Spikes”.

VACCINO A BASE PROTEICA

Il vaccino viene preparato con l’uso di subunità di natura proteica complessa facenti parte delle formazioni “Spikes” con le quali il coronavirus aderisce alle cellule umane da parassitare.

L’impegno mondiale verso la produzione di un vaccino efficace è davvero senza limite di spesa. Ad esso è legato gran parte del futuro delle aziende commerciali e produttive sia del settore economico primario che dell’alta tecnologia di base.

Attualmente gran parte delle ricerche sono coperte dal più stretto segreto industriale: dal vaccino dipenderanno guadagni colossali e positive conseguenze geopolitiche su scala mondiale.

Il vaccino è ancora più atteso in quelle parti del mondo angustiate dal basso e bassissimo reddito pro-capite, popolazione eccessiva e già in preda a numerose altre malattie, perniciose ed endemiche, delle quali nessuno , ONU compreso, sembra prendersene cura.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

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