Cybertech Europe, a Roma migliaia di visitatori e più di 100 aziende e start up partecipanti

Roma. Cybertech Europe 2019, il più importante evento e piattaforma europea dedicata al settore della cybersecurity organizzata in collaborazione con Leonardo e con l’innovation partner Accenture, ha raggiunto pienamente l’obiettivo.

Molti i visitatori al Cybertech di Roma

L’evento tenutosi a Roma ha espresso il concetto chiave per cui la cybersecurity non va affatto percepita soltanto nella sua accezione negativa di rischio ma tradotta in opportunità di collaborazione tra settori di business, Paesi e persone per prevenire, contrastare e limitare i danni generati dagli attacchi cyber.

Numeri importanti per questa quarta edizione: migliaia di visitatori e più di 100 aziende e start up partecipanti provenienti da oltre 50 Stati hanno avuto modo di confrontarsi e aggiornarsi sullo scenario attuale della sicurezza informatica e condividere best practice e strategie per il futuro.

Molta fiducia viene riposta nelle nuove tecnologie a supporto della tutela del cyberspazio come l’Intelligenza Artificiale e la blockchain e maggiore apertura e condivisione nelle informazioni tra pubblico e privato.

“Dal momento che l’interazione uomo macchina influenza ogni aspetto della nostra vita, a partire dal nostro posto di lavoro, passando per la cultura, la vita privata e molto altro, possiamo effettivamente parlare di cyberspazio, in cui la realtà fisica si fonde con uno spazio digitale e dove ognuno di noi ha una sua presenza definita – ha spiegato Amir Rapaport, Founder e Editor-in-Chief di Cybertech  -. Ciò è intimamente connesso alla progressiva diffusione dell’IoT”.

Si stima che all’inizio del prossimo anno si raggiungerà quota 20 miliardi di oggetti connessi in tutto il mondo.

Questa è sicuramente una grande opportunità per l’umanità, ma ha un alto costo in termini di attacchi informatici che diventeranno sempre più personali e difficili da rilevare. Sebbene la sicurezza informatica si stia integrando in misura sempre maggiore nella cultura aziendale, non sta prendendo piede allo stesso modo tra le abitudini degli utenti.

“Quindi – ha aggiunto Rapaport – è nostro dovere formare le persone sulla cyber-difesa anche e soprattutto a partire dal sistema educativo, per incoraggiarle a investire tempo e attenzioni nel riconoscere e prevenire i rischi che potrebbero influenzare il loro cyberspazio. Ecco perché Cybertech, in quanto piattaforma di networking B2B leader nel settore cibernetico, promuove eventi come Cybertech Europe 2019, luogo ideale per dirigenti di aziende, istituzioni, investitori, accademici e professionisti di spicco per incontrare i guru della cyber security e approfondire le ultime novità in termini di innovazione, soluzioni e sviluppo nel panorama cibernetico”.

Positivo il commento di Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo: “È stato un vero piacere partecipare a Cybertech Europe 2019. Anno dopo anno questo forum ha registrato una crescita costante, ampliando la sua portata. Questo riscontro così ricco di entusiasmo ci conferma che siamo sulla buona strada nel fronteggiare le sfide crescenti di un settore in continua evoluzione come quello cyber”.

“Secondo le nostre ultime ricerche circa il 79% delle aziende intervistate ammette di adottare tecnologie emergenti, quali Internet of Things, Blockchain e Artificial Intelligence, più rapidamente rispetto alla velocità con cui riescono ad affrontare i relativi problemi di cyber security – ha evidenziato Gene Reznik, Chief Strategy Officer di Accenture -. Quando si tratta di investire in cyber security, spendere di più non sempre equivale a una migliore performance. La disruption in corso rappresenta un’enorme opportunità per reinventare, innovare e far crescere interi ecosistemi. Per questo motivo le aziende devono collaborare per attuare strategie di sicurezza efficaci che favoriscano crescita e innovazione in un clima di fiducia”.

La digital economy si basa sulla fiducia. I dati e la tecnologia sono vulnerabili agli attacchi informatici, possono trasformare il mondo del lavoro e possono conquistare la scena generando nuove sfide per la società – ha aggiunto Rohit Ghai, presidente della RSA Security -. Le tecnologie digitali rappresentano una forza incredibile per il progresso dell’umanità e amplificano il rischio digitale. Oggi le organizzazioni non riescono a dimostrare la cyber-resilienza e la competenza nella gestione della privacy e dell’integrità dei dati, per questo assistiamo a una crescente erosione della fiducia nella tecnologia”.

Occasioni come il Cybertech Europe per noi sono molto importanti perché ci permettono di incontrare istituzioni, accademie e industrie e creare sinergie al fine di essere tutti uniti per costruire un mondo più sicuro – ha dichiarato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky -. La sicurezza informatica non può più essere legata esclusivamente alla protezione dei dispositivi endpoint: si tratta di sviluppare un ecosistema in cui tutto ciò che è connesso venga protetto e tutti i sistemi siano sicuri sin dalla fase di progettazione. Noi definiamo questo concetto cyber immunità”.

Essa è considerata la risposta giusta alle sfide odierne che derivano da uno scenario in cui la tecnologia connette ogni cosa attraverso piattaforme diverse.

“In questo scenario – ha proseguito Lehn – garantire l’integrità e l’affidabilità dei nostri prodotti è per noi fondamentale e, per adempiere a questo impegno, abbiamo ideato la Global Transparency Initiative (GTI) che prevede il coinvolgimento della community di sicurezza informatica e di altri stakeholder nella convalida e verifica dell’attendibilità dei nostri prodotti, processi interni e operazioni aziendali. Il nostro principale obiettivo è rendere il nostro un mondo migliore e lo facciamo rendendo più sicura la tecnologia e trasformando le possibilità che offre in opportunità per tutti”,

Questa edizione di Cybertech ci ha permesso di confrontarci positivamente con clienti e aziende. Il mondo deve affrontare nuove sfide imposte da un panorama informatico in cui le minacce crescono in maniera esponenziale. Basti pensare che i trend tecnologici come IOT e 5G stanno ampliando la superficie di attacco, con oltre 40 miliardi di dispositivi online previsti entro cinque anni – ha sostenuto Anthony Grieco, Trust Strategy Officer di Cisco –. E quando si parla di cybersecurity un ruolo di rilievo lo gioca, da sempre, Cisco. Siamo costantemente impegnati su questo fronte, collaborando con università di tutto il mondo in oltre cento diversi progetti di ricerca e programmi per il potenziamento della sicurezza informatica, della protezione dei dati e della privacy e a breve inaugureremo a Milano il primo Centro di Eccellenza e Co-Innovazione focalizzato su cybersecurity e privacy. Per riuscire ad affrontare le sfide più delicate e complesse in materia di sicurezza informatica, dobbiamo lavorare insieme. Il mio invito è quello di unirsi alla nostra squadra.”

Per John Titmus, direttore EMEA, CrowdStrike “la sicurezza informatica ha subito una grande rivoluzione negli ultimi anni con fornitori affermati e approcci spazzati via. Cybertech 2019 mostra ancora una volta i migliori nuovi sviluppi nel nostro settore e gli enormi passi che sono stati fatti per combattere la sfida del crimine informatico globale”.

Cybertech Europe è una grande opportunità per Check Point di condividere la propria visione sulla prossima generazione della sicurezza informatica, che noi chiamiamo Gen VI – ha sostenuto Gil Shwed, CEO and Founder di Check Point Software Technologies -. La nostra missione è quella di continuare a far progredire il settore della sicurezza informatica, per garantire che tutte le organizzazioni siano protette contro ogni tipo di attacco informatico”.

La Gen VI della sicurezza prevede agenti software nano-scale installati su ogni tipo di dispositivo o piattaforma cloud, collegati in tempo reale con un sistema di controllo intelligente in grado di prevedere, rilevare e prevenire gli attacchi.

“Questo ci permetterà di proteggere tutto – ha concluso Shwed -, dai singoli dispositivi dell’internet degli oggetti alle reti iper-scale senza soluzione di continuità, eliminando gli anelli deboli e proteggendo il nostro futuro. Molte organizzazioni adottano ancora un approccio basato sul rilevamento, ma nel cyberspazio questo non è pensabile perché quando si rileva un attacco, si è già perso. È necessario passare a un approccio basato sulla prevenzione, perché la sfida più grande nella sicurezza informatica è l’ignoto. Dobbiamo essere pronti per gli attacchi che non conosciamo”.

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