Cyberwar, da Tallin parte la risposta dei ministri della Difesa della Ue

Di Valeria Fraquelli

Tallin. Pronti alla cyberwar. Nel corso della riunione dei ministri della Difesa europei, a Tallinn, è emerso come sia necessario essere pronti a questa eventualità perché un attacco ai sistemi informatici sensibili dell’Unione Europea potrebbe avere gli stessi effetti distruttivi di una guerra tradizionale se non si sa come agire in tempo.

I ministri della Difesa europea a Tallin

Nel corso dell’esercitazione “UE CYBRID 2017″ che ha visto la partecipazione oltre che dei ministri anche di altre autorità civili, oltre che di militari è stato evidenziato come si deve rispondere subito e nel modo corretto ad un attacco informatico, sferrato da potenze ostili e da organizzazioni terroristiche.

Lo scenario ipotizzato nell’esercitazione riguardava due droni da osservazione il cui sistema informatico era stato hackerato e questo li aveva mandati, immediatamente, fuori controllo. Un malware si era introdotto nei sistemi informatici della Difesa europea ed il rischio era altissimo, perché tutto era ormai compromesso.

E’ stato molto importante salvare i segreti militari e le altre informazioni sensibili. Mentre, contemporaneamente, bisognava distinguere le notizie vere da quelle false, introdotte nel sistema dai nemici e cercare i ragionare a mente fredda senza farsi prendere dal panico. Ogni ministro della Difesa è stato dotato di un tablet speciale, criptato ad altissima tecnologia per le comunicazioni più urgenti.

Gli attori in campo in caso di un vero attacco, sono tanti. Oltre ai ministri della Difesa vengono interessati il Servizio diplomatico europeo (SEAE ), l’Agenzia europea di intelligence (ENISA) e l’Agenzia europea di Difesa.

Tutte queste istituzioni devono necessariamente coordinarsi anche con la NATO. La domanda fondamentale a cui si è cercato di rispondere in questa esercitazione è questa: se un attacco informatico può essere considerato al pari di uno tradizionale e possa quindi essere richiesta l’applicazione dell’articolo 5 del Trattato NATO che prevede una risposta congiunta di tutti in caso di atto ostile nei confronti di un Paese membro dell’Alleanza Atlantica.

Esercitazioni di questo genere in futuro saranno sempre più utili perché con le moderne tecnologie gli attacchi informatici sono sempre più facili e distruttivi:.

Quello che fino a ieri era uno scenario da fantascienza, oggi potrebbe diventare realtà. In caso di attacco informatico è molto importante che Unione Europea e la NATO riescano ad agire in modo coordinato e congiunto, secondo procedure precise per disinnescare una crisi che potrebbe avere serie ripercussioni sulla popolazione civile. Basti pensare come on un semplice click una potenza ostile, oppure una organizzazione terroristica, potrebbero mettere completamente fuori uso il sistema di distribuzione dell’energia elettrica o delle telecomunicazioni di un intero Paese. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

La scelta di Tallinn come sede di questa esercitazione è stata la adatta. Gli estoni hanno, infatti, già subito dieci anni fa un attacco informatico su vasta scala, molto probabilmente organizzato dalla Russia ed hanno imparato sulla propria loro pelle cosa significa trovarsi con tutti i sistemi bloccati e senza la possibilità di reperire informazioni veritiere.

In quel caso l’attacco colpì il sistema bancario violando dati sensibili e migliaia e migliaia di conti correnti, mentre il valore della moneta estone schizzava al ribasso come impazzito e l’intera economia stava per collassare.

È ormai chiaro a tutti che le guerre del futuro si combatteranno in rete e che è ora di imparare a difendersi, ed ecco perché la repressione del cyber crime diventa sempre più importante.

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