Danimarca, il sogno d’indipendenza delle isole Fær Øer

Di Valeria Fraquelli

Copenaghen. Le isole Fær Øer, splendido arcipelago del grande Nord circondato dal silenzio e da una natura incontaminata, custodiscono dentro di sè un grande segreto: i suoi abitanti, fieri discendenti degli antichi vichinghi, sognano un giorno l’indipendenza dalla Danimarca.

Un villaggio delle isole Fær Øer

Già ora le isole dispongono di una vasta autonomia che ricopre un po’ tutti gli ambiti, anche se Difesa, amministrazione della legge, moneta ed Affari esteri rimangono prerogativa esclusiva del Governo danese. A capo delle isole c’è un primo Ministro, in lingua locale Løgmaður, che con la sua squadra di Governo esercita il potere esecutivo per quanto riguarda gli affari locali.

Il sentimento indipendentista nelle isole Fær Øer è presente da molto tempo, tanto che già all’indomani della Seconda Guerra mondiale, il 14 settembre 1946, si tenne un referendum per la totale indipendenza dalla Danimarca.

Anche se per pochi voti vinsero gli indipendentisti ma la secessione vera e propria non venne mai attuata perché il Governo, a maggioranza indipendentista, cadde per problemi interni ed alle successive elezioni vinsero i Partiti unionisti. Venne comunque raggiunto un compromesso che prevedeva la permanenza delle isole nel Regno di Danimarca, in cambio di una grandissima autonomia in molti settori chiave soprattutto per quanto riguarda l’economia.

Nel 1948 entrò in vigore la legge chiamata Home Rule. La quel momento le Fær Øer cessarono di essere considerate solo una dipendenza della Danimarca ed ottennero un ampio controllo sui propri affari e un sostegno economico annuale non irrilevante dal governo danese quantificabile in circa 60 milioni di euro all’anno in valuta danese. Attualmente le Fær Øer non fanno parte dell’Unione Europea e non hanno aderito allo sistema Schengen; fanno parte invece dell’Unione nordica dei passaporti.

L’indipendentismo del fiero popolo faroese non si è mai sopito e nel corso degli anni le tensioni tra unionisti ed indipendentisti si sono sempre fatte sentire. Il Governo delle Fær Øer ha sempre cercato di negoziare per ottenere la totale indipendenza o comunque maggiore autonomia da parte del governo danese. Nel 2000 è iniziato un altro round di negoziati per l’indipendenza che ha portato alla stipula il 29 marzo 2005 del Trattato di Famjin grazie al quale le isole acquisirono maggiori poteri anche per quanto riguarda la politica estera e di sicurezza.

Il 25 aprile 2018, proprio nel Giorno della Bandiera che è la festa più patriottica per il popolo faroese, si terrà alle Fær Øer una nuova consultazione referendaria che dovrà stabilire se rimanere parte integrante del Regno di Danimarca oppure dare il via alla secessione.

Un tifoso sventola la bandiera delle isole Fær Øer

“Il Governo ha l’obiettivo di assicurare il più forte supporto possibile alla nuova costituzione faroese, sia nel Parlamento che tra il popolo”, ha detto il primo ministro Askel V. Johannesen.

Il quale ha ribadito di volere dare voce al diritto supremo del popolo di decidere la propria autodeterminazione ed ha spiegato che “la nuova costituzione faroese sposterà il potere decisionale definitivo su questioni fondamentali dal Parlamento al popolo. Questa sarà una grande vittoria per il popolo faroese e per la democrazia nelle Isole Faroe”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Autore