Difesa, conclusa la fase Live della Joint Stars 2019

Di Giusy Criscuolo

Cagliari. Si è conclusa, giovedì, la parte live della Joint Stars 2019, la più importante attività addestrativa a livello nazionale pianificata sul nostro territorio e gestita dallo Stato Maggiore della Difesa tramite il Comando Operativo Vertice Interforze (COI).

Un gruppo di navi impiegate nelle attività esercitative

L’esercitazione, arrivata alla sua terza edizione, è stata chiamata Joint Stars. L’unione delle stellette che identificano i differenti corpi militari, ha dato il nome a quella che è la più importante attività addestrativa Live della nostra Nazione. Un nuovo legame che sancisce l’inizio di una stretta collaborazione e sinergia tra le varie Forze Militari, che si impegnano giorno dopo giorno ad assicurare, in modo silenzioso e costante, una maggiore sicurezza al Paese. Un lavoro preventivo, che metterebbe al sicuro i cittadini, nel caso in cui una minaccia diventasse reale. Un lavoro e un aiuto apprezzato dalla moltitudine, un aiuto che tutti vorrebbero e del quale tutti avrebbero bisogno nel caso in cui ce ne fosse necessità.

Quella di questo anno è la prima operazione dello Stato Maggiore della Difesa, che ha visto coinvolte tutte le capacità operative delle singole Forze Armate terrestri, navali e aeree. Negli anni precedenti si federavano diverse esercitazioni tra le singole Forze Armate e la Nato, come la Golden Wings, la Ramstein, la Vega, ma quella di questo anno è la prima esercitazione Live nel suo genere.

Impiegati anche assetti aeronautici

Al posto delle singole operazioni è stato preferito un lavoro più complesso e congiunto. Obiettivo, accertare e migliorare l’interoperabilità, in fase Live, dei singoli corpi militari, testando la capacità sinergica delle diverse procedure e delle differenti attitudini operative, ottimizzandone le risorse.

Questo perché nelle operazioni fuori area, i militari sono chiamati, non solo come “single service”, ma è richiesta la presenza di più componenti (Marina, Esercito, Aeronautica). La scelta logistica, è ricaduta sulla Sardegna, per la sua capacità geografica di poter ospitare tutte le compagini che formano le nostre forze armate, quali Esercito, Marina e Aeronautica.

Una esercitazione altamente realistica

Per circa tre settimane dal 13 al 31 maggio, l’esercitazione live, altamente realistica, ha previsto il rischieramento nelle aree addestrative della Sardegna di un Comando Joint Task Force (JTF HQ) su base COI che a livello divisionale si è occupato di gestire il comando e controllo, delle componenti di comando delle singole compagini terrestri, navali e aeree.

Il lavoro svolto ha visto i militari coinvolti, in questa esercitazione altamente performante, in azione senza tregua e riposo, quasi come se ci si trovasse in una reale emergenza.  Si è tutto concentrato sulla cooperazione, la sinergia e il reciproco supporto addestrativo tra le Forze Armate. Le attività, sono state proiettate in un contesto multinazionale dove è stata immaginata la partecipazione attiva dei Paesi della Nato e dei suoi partner.

Attraverso la creazione di uno scenario esercitato e condotto da una minaccia multidimensionale a difficoltà crescente, le unità dell’Esercito, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare si sono cimentate nello sviluppo di attività seriali tattico condivise. Oltre alla verifica delle capacità di expeditionary e stata ipotizzata la rapidità di proiezione di un contingente congiunto in un Teatro Operativo. Per la prima volta sono state giocate le misure precauzionali NATO, anche in ambienti colpiti dalla minaccia Cyber ​​e CBRN (Chimico Biologico Radiologico Nucleare).

Un Vigile del Fuoco impegnato nella Joint Stars 2019

Nella JS19 ci sono stati importanti elementi di novità derivanti dalla partecipazione di personale militare dell’Arma dei Carabinieri coinvolto in pieno nelle attività operative delle “Forze Stellate” sotto il comando del Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFHQ) del COI, che ha assicurata l’alta interoperabilità tra le diverse componenti militari.

In questa fase, tutti gli assetti delle Forze armate, dei nuovi “attori” e alcune componenti dell’US Marines Corps, sono stati schierati oltre 2000 uomini più di 25 tra velivoli ed elicotteri, decine di mezzi terrestri, navali ed anfibi che sono stati impegnati in intense attività addestrative diurne e notturne.

La Joint Stars, oltre ad essere un importante momento addestrativo, è anche un modo per agire in una cornice interforze e di interazioni, in contesti nazionali ed internazionali in caso di emergenza. Obiettivo, ridurre sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali. Durante la prima settimana, a connotazione inter-agenzie, è stato previsto l’intervento collaborativo della Guardia di Finanza (presente con un velivolo ad ala fissa, un elicottero e sette unità navali e terrestri, anche specializzate AT-P.I. e S.A.G.F.) che ha partecipato, con 154 uomini, nella fase Live Exercise (LIVEX), in programma dal 14 al 17 maggio 2019, che ha previsto l’intervento delle fiamme gialle su ipotetici traffici illeciti.

Mezzi della Guardia di Finanza

Altri nuovi “attori” sono stati i Vigili del Fuoco, coinvolti nella parte CBRN, per finire con i militari della Croce Rossa Italiana, che hanno svolto il ruolo di attore operativo in un ipotetico caso di crisi nazionale come il versamento di materiale biologico.

Un esempio operativo della prima settimana, ha visto la Guardia di Finanza intercettare ed interdire un natante dedito al traffico di migranti irregolari, il tutto grazie alla segnalazione dei dati forniti da un velivolo dell’Aeronautica Militare.

La simulazione ha poi richiesto un ulteriore intervento dell’Aeronautica Militare per il trasporto e la gestione di un cittadino extracomunitario contagiato da una patologia altamente infettiva presente sul natante intercettato. Subito dopo l’individuazione, l’intervento dei mezzi speciali in possesso dell’Aeronautica, ha permesso il prelevamento dei soggetti, e il loro successivo trasporto in zone adibite per la cura della patologia.

Operatori CBRN

Inoltre in questa prima fase della  JS19 è stata simulata una “Non-combatant Evacuation Operation” (NEO) ovvero l’ evacuazione di non combattenti, quindi civili, a causa del deterioramento delle condizioni di sicurezza interne, come nel caso di rivolte, rivoluzioni, insurrezioni oppure in casi di catastrofi naturali.

Per la seconda e la terza settimana, è stata prevista una Joint Task Force, in una zona di crisi, dove è stata ipotizzata la presenza di tutte e tre le componenti militari: marittima, aerea e terrestre.  Gli interventi prevalentemente di carattere militare, hanno simulato un lavoro congiunto su chiamata di una Nazione X, che chiedeva il nostro aiuto e il nostro contributo per il mantenimento della pace.

Riguardo all’esercitazione organizzata e diretta dal COI (Comando Operativo Vertice Interforze), questa ha avuto lo scopo di pianificare e condurre specifiche attività operative congiunte in ambienti fittizi, coinvolgendo comandi e assetti nazionali destinati a comporre la NATO ovvero la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica della componente terrestre, marittima e aerea.

La foto dei partecipanti

Alcuni dei partecipanti schierati

Sempre nella giornata conclusiva Live di giovedì, presso l’aeroporto di Decimomannu (Cagliari) e il poligono di Capo Teulada, si è tenuto l’evento conclusivo dell’esercitazione: il“DV-DAY” (Distinguished Visitor Day), una dimostrazione operativa rivolta alle Autorità militari e civili, nazionali ed estere, consistente in un atto tattico per singola Amministrazione e una “mostra statica” dei mezzi impiegati durante l’esercitazione.

Presenti all’evento, il Ministro della Difesa, le più alte cariche istituzionali civili e militari e, per la GdF, il comandante Generale, Generale di  Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, e il Sottocapo di Stato Maggiore, Generale di Divisione Francesco Greco. Nel corso dell’esercitazione, connotata da un elevato grado di tecnicismo operativo, il Corpo ha potuto dar prova delle sue peculiarità operative nel pattugliamento aeromarittimo e nelle azioni di presidio del territorio ai fini dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche in mare.

CREDIT FOTO SMD

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