Difesa, due volumi dedicati alle Special Operations e ai Corazzieri presentati al Salone Internazionale del Libro di Torino

Roma. Due interessanti volumi editi dallo Stato Maggiore della Difesa saranno presentati al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il 20 maggio alle 11 si parlerà delle Special Operations. Sarà lo stesso capo di Stato Maggiore, generale Claudio Graziano a presentare questo libro che apre una finestra sul ruolo e l’impiego delle Forze Speciali Italiane. Ovvero di quei reparti di élite che vengono addestrati, quotidianamente, per operare in ambiente ostile ed a grande distanza dalle linee amiche.

Si tratta tutti di elementi scelti per le loro eccezionali qualità fisiche, tecniche e morali, che risultano strategici e fondamentali per la sicurezza del Paese e per quella internazionale.

Il volume corredato di un centinaio di bellissime foto (alcune inedite) racconta, per testi ed immagini, questa eccellenza della Difesa.

Viene descritto un percorso che attraversa tutti i domini di intervento, da cui emerge la natura interforze delle Operazioni Speciali che vedono impiegate le unità di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri agire insieme e con un’unica visione: la Difesa dello Stato.

Infatti, le Operazioni Speciali sono operazioni militari non convenzionali ad effetto strategico. Sia se vengono impiegate nel contrasto di attività di matrice insurrezionale e terroristica, sia nella liberazione di ostaggi, sia nelle incursioni contro obiettivi nemici. Od ancora nelle ricognizioni speciali e nell’addestramento delle Forze di Sicurezza di Paesi cosiddetti “a deficit di stabilità”.

Rispetto a quanto teorizzato da Clausewitz, le Operazioni Speciali costituiscono una sorta di paradosso. Ovvero il principio ineccepibile secondo cui l’arma più potente di un Esercito convenzionale, si legge in un passo del volume, “consiste nella sua consistenza numerica che viene per certi versi sfidato dall’idea che forze di entità ridotta, ma dotate di speciali caratteristiche fisiche e morali oltre che di equipaggiamento specifico e spesso innovativo, possono sopraffare avversari preponderanti in numero e attestati sulla difensiva”.

Un paradosso che ci riporta alla storia della nostra Regia Marina, quando nell’impresa di Alessandria d’Egitto (notte tra il 18 ed il 19 dicembre 1941) superate notevoli difficoltà, tra cui lo scoppio di cariche di profondità lanciate in mare dagli inglesi per scoraggiare eventuali attacchi subacquei, sei incursori (2 per mezzo9 a bordo dei loro Siluri a Lenta Corsa (SLC) riuscirono a piazzare le cariche esplosive sotto gli scafi delle corazzate Valiant e Queen Elizabeth e della petroliera Sagona che aveva ormeggiato affianco il cacciatorpediniere Jervis. Gli scoppi delle cariche, avvenuti all’ora prevista, provocarono gravi danni alle unità nemiche.

Gli eroi dell’impresa di Alessandria d’Egitto (18-19 dicembre 1941)

Ricordiamo poi la distruzione del ponte ferroviario di Ben Mansur, in Algeria. Quando undici sabotatori del X Reggimento Arditi del Regio Esercito, aviolanciati a 800 chilometri dalle linee amiche;. O, ancora all’azione contro l’aeroporto di Benina, in Cirenaica, da parte degli Arditi Distruttori della Regia Aeronautica. In questa occasione due soli superstiti di quattro pattuglie distrussero una ventina di aerei nemici e inflissero gravi perdite all’avversario.

Compagna degli operatori erano la notte, spesso in condizioni meteorologiche proibitive per il lancio col paracadute, al termine di sforzi straordinari, sfruttando l’effetto sorpresa per conseguire un’iniziale superiorità nei confronti di uno schieramento avversario numericamente superiore.

Ma soprattutto operazioni il cui esito favorevole fu basato sulla determinazione fisica e caratteriale a condurle a qualsiasi prezzo, anche il più alto.

Tutte queste caratteristiche, oggi, sono state ereditate dal 9° reggimento d’assalto Paracadutisti ‘Col Moschin’ dell’Esercito, dal Gruppo Operativo Incursori della Marina, dal 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica e dal Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri (GIS). Sono tutti reparti integrati da due Reggimenti di Forze per Operazioni Speciali idonee a condurre specifiche attività come il 4° Alpini Paracadutisti e il 185° Ricognizione Acquisizione Obiettivi dell’Esercito.

Oltre a questi sei Reparti vi sono altri assetti, anch’essi provenienti da tutte le Forze Armate, in grado, grazie al particolare addestramento e a capacità peculiari, di fornire supporto operativo ovvero di essere impiegati a “coronamento” di Operazioni Speciali.

Questa articolazione è scritta anche nel “Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa” dove si nota la necessità “di rafforzare e rendere le capacità esprimibili da parte di Forze Speciali e di Forze per Operazioni Speciali più integrate ed idonee a operare in sinergia con le forze convenzionali, potenziando i sistemi di supporto alle stesse in termini di efficienza, efficacia e numero, anche attraverso l’acquisizione di specifici sistemi tecnologici d’avanguardia, specie nel campo della mobilità”.

Il 21 maggio, sempre a Torino, spazio ai Corazzieri. Ovvero alla Guardia d’onore e di sicurezza del Presidente della Repubblica vista dietro le quinte, grazie a un originale reportage fotografico che porta alla scoperta dei luoghi e della loro vita quotidiana di questo reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri che vanta una secolare tradizione.

Una foto tratta dal volume tratto dal volume sui Corazzieri

Il volume mostra con un taglio insolito i servizi d’onore al Quirinale e al Vittoriano, l’addestramento a Piazza di Siena con gli splendidi cavalli del Reggimento ed i meticolosi preparativi delle cerimonie che culminano con il rituale della vestizione dell’inconfondibile uniforme con elmo e corazza, senza trascurare le attività di protezione del Capo dello Stato.

I volumi sono pre ordinabili al  costo di Euro 20+spese di spedizione.

Per prenotazioni: informazionidifesa@smd.difesa.it

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