Difesa europea, prospettive industriali e politiche. Il 15 marzo dibattito all’Università LUMSA di Roma

Roma. In questi ultimi anni abbiamo assistito a profondi, radicali cambiamenti dello scenario della sicurezza e della difesa europea.

E da elemento quasi “periferico” dell’interesse e dell’agire politico dell’Unione europea, la sicurezza e la difesa sono diventate, ormai, un soggetto di costante dibattito europeo e nelle varie capitali degli Stati membri.

Difesa comune europea?

A sostegno di questa riflessione, per la prima volta la UE ha stanziato risorse apposite, finanziando, ad esempio, programmi quali lo European Defence Industrial Development Plan (EDIDP), predecessore del Fondo Europeo di Difesa (EDF) o un insieme di finanziamenti sulla mobilità militare.

Gli sviluppi nel settore della sicurezza e della difesa non si limitano a ricerca, sviluppo e procurement. Ma anche il quadro politico-istituzionale è in evoluzione.

La possibile creazione di una Direzione generale per la Difesa in seno alla Commissione Europea o il progetto di assegnare una vera e propria delega “alla Difesa” ad un Commissario Europeo, aprono uno scenario nuovo che ha anche delle profonde implicazioni giuridiche a livello dei Trattati della UE.

Inoltre, le ripetute espressioni di simpatia per un “Esercito europeo” da parte di importanti leader politici europei e degli Stati membri sollevano delle domande importanti per tutto il Vecchio cCntinente, ma anche per le relazioni con gli Stati Uniti e la NATO, che nel 2019 celebra i suoi 70 anni.

Restano sullo sfondo, infine, le nuove minacce. Le quali sono sempre più difficili da identificare ma ugualmente presenti nel dibattito europeo, quali le minacce ibride, il dominio cibernetico o il terrorismo.

Forze antiterrorismo a Londra

Una riflessione sul futuro della difesa europea appare pertanto necessaria, per far sì che le istituzioni italiane oggi – pubbliche, private, dedicate alla ricerca, allo sviluppo o alla produzione – siano pronte ad affrontare uno scenario europeo destinato a repentini cambiamenti già nel breve periodo.

Solo un approccio unitario – comprehensive approach per usare una espressione a tutti ben nota – potrà permettere all’Italia di avere un ruolo importante in queste dinamiche tanto fluide quanto avvincenti.

Su questo tema, il 15 marzo alle ore 11 nell’aula 6 dell’Università LUMSA di Via Marcantonio Colonna 19 a Roma, si terrà la conferenza organizzata dall’Osservatorio per la stabilità e la sicurezza del Mediterraneo Allargato (OSSMED) e dall’Osservatorio Germania – Italia – Europa (OGIE).

Il titolo della giornata di studio è: “Verso una difesa europea: prospettive industriali e politiche”.

All’evento, che verrà introdotto da Giampaolo Malgeri presidente del Corso di Laurea in Scienze Politiche Internazionali e dell’Amministrazione dell’Università LUMSA, Tiziana Di Maio presidente del Corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali, dello stesso Ateneo romano) e da Matteo Bressan direttore OSSMED – Università LUMSA.

Interverranno: Fabio Massimo Castaldo vice presidente del Parlamento Europeo, l’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Abbamonte direttore della Direzione Informatica, Telematica e Tecnologie Avanzate di SEGREDIFESA, Paolo Messa direttore Relazioni Istituzionali Italia Leonardo, Guido Crosetto presidente AIAD.

Il dibattito sarà moderato da Flavia Giacobbe (Direttore AirPress).

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