Difesa, il ministro Elisabetta Trenta in Niger. Paese fondamentale nella lotta al terrorismo ed al traffico di esseri umani

Niamey. Una serie di incontri sono stati scritti sull’agenda del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta atterrata, nella tarda mattinata di oggi, a Niamey.

L’arrivo del ministro Trenta a Niamey

Nella capitale nigerina vedrà il suo omologo Kalla Moutari, che ha già ricevuto a Roma il 9 ottobre scorso, ed il Presidente della Repubblica Mahamodou Issoufou. Poi farà visita ai militari della Missione Bilaterale di Supporto in Niger “MISIN”, composta al momento da circa un centinaio di militari ed al comando del Generale di Brigata, Antonio Maggi.

Un Carabiniere istruttore con il suo collega nigerino

Il ministro parteciperà anche alla consegna di attrezzature mediche e sanitarie da parte del COI (Comando Operativo Interforze) alle autorità locali. Si tratta di una donazione che ammonta complessivamente a 167 mila euro e che si aggiunge alle altre 8 (da aprile 2018 a gennaio 2019) per un totale di 65 tonnellate di aiuti partiti dall’Italia.

I farmaci donati al governo del Niger

Con il Governo Gentiloni e l’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti la missione in Niger dall’avvio dato nel dicembre 2017, in effetti non è del tutto realmente partita. Viste anche le posizioni del Governo nigerino all’annuncio della Pinotti di voler portare nel Paese più di 400 militari.

L’incontro tra i ministri della Difesa italiana e del Niger

Dall’insediamento del ministro Trenta ad oggi sono riprese le trattative con le autorità locali ed, a settembre, la MISIN ha ingranato un’altra marcia.

La visita della Trenta in Niger è la prima, in assoluto, di un ministro della Difesa italiano e rappresenta un’ulteriore conferma dell’attenzione dedicata dall’Italia all’Africa ed alla regione del Sahel, oltre che allo stesso Niger. In un’area importante, dove questo Paeese riveste un ruolo di prima linea nella lotta contro il terrorismo e come partner nella lotta al traffico di esseri umani.

Il Niger ha un territorio 4 volte più vasto dell’Italia e lotta contro diverse minacce alle frontiere con Nigeria, Mali, Lagos, Ciad, Burkina Faso.  Una drammatica conferma del deterioramento delle condizioni di sicurezza si è avuta lo scorso il 17 settembre con il rapimento del missionario italiano, Padre Pierluigi Maccalli.

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