Frontex, in diminuzione la pressione migratoria

Di Valeria Fraquelli

Bruxelles. E’ diminuito, nel 2017, il numero di chi ha valicato illegalmente le frontiere nell’Unione europea. Si tratta di forte riduzione nel traffico di migranti. Ed è il secondo anno consecutivo che questo avviene. Lo evidenzia l’ultima relazione dell’Agenzia europea Frontex (http://frontex.europa.eu).

Secondo i primi dati, ci sono stati circa 204.300 passaggi illegali dei confini nel 2017 (60% in meno rispetto all’anno precedente). È la strada centrale che passa dalla Libia ad essere usata dalla maggior parte dei migranti (119 mila rilevamenti).

Ma è la strada occidentale, di fronte alla Spagna, che preoccupa maggiormente le guardie di frontiera europee: il numero di migranti irregolari individuati ai suoi confini del Mediterraneo occidentale è più che raddoppiato (22.900 rilevazioni). E c’è qualche ripresa, anche se è ancora limitata, nel tratto di mare davanti alla Grecia (41.700 rilevazioni).

L’improvviso calo del numero di migranti irregolari che arrivano in Italia a metà dell’anno 2017 è senza dubbio “il risultato più importante ottenuto alle frontiere esterne dell’Unione Europea dopo l’attuazione della dichiarazione congiunta Unione Europea-Turchia nel marzo 2016”, spiegano dall’Agenzia europea. Dopo che i totali mensili nella prima metà del 2017 erano, più o meno, quelli dell’anno precedente, le cifre sono crollate improvvisamente da luglio in poi. Il totale per l’anno è stimato a 119 mila.

Un poliziotto tedesco impegnato in una missione dell’Agenzia Frontex.

Erano i nigeriani che rappresentavano il maggior numero di arrivi sulla rotta del Mediterraneo centrale, circa un migrante su sette, seguiti dai cittadini della Guinea e della Costa d’Avorio. Questo è un cambiamento abbastanza marcato rispetto a quanto è stato osservato all’inizio di questa ondata migratoria nel 2015, dove molte persone richiedenti asilo provenivano principalmente dall’Africa orientale o dalla Siria.

Alle frontiere esterne dell’Unione Europea con la Turchia – principalmente in Grecia o in Bulgaria -, la pressione migratoria nel 2017 è rimasta “approssimativamente allo stesso livello” dell’anno precedente dopo l’attuazione della dichiarazione Unione Europea-Turchia.

Tuttavia, il numero di rilevamenti nel secondo semestre è stato superiore rispetto allo stesso periodo del 2016. Questo rispecchia il continuo impegno di Frontex nella lotta ai gruppi di trafficanti che tentano di aggirare la sorveglianza delle frontiere nonostante il continuo impegno delle autorità turche nella gestione delle frontiere. Ma potrebbe essere una piccola diminuzione della sorveglianza turca.

Nel 2017, ci sono state circa 41.700 rilevazioni di migranti illegali in mare e alle frontiere terrestri, “meno di un quarto del totale nel 2016”. I siriani e gli iracheni rimangono le prime due nazionalità giunte in Grecia l’anno scorso su questa rotta del Mediterraneo orientale. Questo vuole dire che gran parte delle persone che possono pretendere di adempiere a determinate condizioni per il diritto d’asilo sono di queste due nazionalità.

Mentre le altre due rotte marittime chiave per l’Europa hanno registrato un calo della pressione migratoria nel 2017, il numero di migranti individuati in arrivo in Spagna dal Nord Africa ha raggiunto un nuovo record di quasi 22.900. Questo è più del doppio del record di 2016, e il più alto livello da quando Frontex ha iniziato a raccogliere sistematicamente i dati nel 2009.

Gran parte di questa immigrazione è locale. Quasi il 40% dei migranti sono cittadini algerini e marocchini, i cui numeri sono aumentati dalla metà del 2017. Gli altri migranti provenivano dall’Africa occidentale (in particolare dalla Costa d’Avorio). In particolare, la “situazione deteriorata nella regione del Rif del Marocco, il principale Paese di transito per i migranti in direzione della Spagna” e “l’uso crescente di navi di grande capacità in grado di trasportare un gran numero di migranti” che hanno creato “la possibilità di un maggior numero di partenze dalla costa occidentale nella seconda metà dell’anno.

La rotta balcanica (circa 12 mila rilevazioni), utilizzata principalmente da pakistani e afgani, e quella dell’Est (meno di 1000 rilevazioni), usata soprattutto da vietnamiti, ucraini e russi, non sono incluse in questa breve relazione di Frontex.

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