Duga,il fantasma della Guerra fredda abita ancora nei boschi di Chernobyl

 

Mosca. La Guerra Fredda è finita con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma la sua eredità, in termini di paure ancora presenti e strutture abbandonate negli anni, è molto forte e facilmente rintracciabile anche solo usando le foto satellitari di Google Maps.

Fra le molte installazioni diventate obsolete, o semplicemente non più economicamente sostenibili dell’ex URSS, alcune sono state scoperte solo col tempo o a seguito di incredibili coincidenze della storia. E’ il caso del sistema “Duga” (“arco” in russo), un complesso di enormi antenne in grado di rilevare il lancio di missili a grande distanza dislocato sul territorio sovietico: una di queste antenne era posizionata nei pressi della cittadina di Chernobyl, ed ha apparentemente continuato ad operare fino a tre anni dopo il disastro dell’omonima centrale nucleare.

Duga 3 (o Duga 1 a seconda di fonti discordanti) è stata attiva per poco più di dieci anni. Le sue antenne sono enormi, probabilmente le più grandi del mondo: 150 metri di altezza, 90 metri di ampiezza e 900 metri di lunghezza, emettevano un segnale fisso ripetitivo caratteristico, tanto che il nomignolo con il quale il sistema era più o meno noto all’Ovest era “picchio”. Esistono delle registrazioni di questo segnale che oggi sono disponibili persino su Youtube, il segnale originato era così forte che poteva essere facilmente rilevato in tutto il mondo.

Contrariamente ad altre basi dell’ex URSS dismesse o abbandonate e quindi saccheggiate negli anni, quella che custodiva Duga-3 trovandosi nei pressi di Chernobyl , a pochi chilometri dalla centrale nucleare esplosa, è finita nella zona di esclusione vietata ancora oggi a chiunque e quindi è rimasta praticamente intatta. Vera icona della guerra fredda, la base è ancora oggi scarsamente visitata dai pur pochi “turisti dell’orrido” che visitano Chernobyl e l’attigua città fantasma di Prypiat.

Quando Duga 3 era pienamente operativa fino a 1.500 persone gravitavano nei pressi della base segretissima che all’epoca sulle mappe era segnata come “campeggio estivo”: militari e scienziati vivevano e abitavano in loco, per questo motivo c’erano edifici residenziali con appartamenti e perfino campi giochi per i bambini delle famiglie al seguito. Oggi è rimasto tutto come congelato nel tempo, sono visibili i murales con i disegni da realismo socialista, l’antenna praticamente integra anche se semi-arrugginita , poster con falce e martello e apparecchi radio dell’epoca.

Nonostante la fine delle guerra fredda e l’incidente di Chernobyl abbiano contribuito a fornire informazioni, foto e dati sulla zona, il destino della base e la sua effettiva fine operativa è ancora abbastanza misteriosa e coperta da segreti, cosa non rara anche nella Russia moderna. Di certo si sa che nel 1989 i radioamatori non sono stati più in grado di sentire il caratteristico ticchettio dell’antenna ma non ci sono documenti certi sull’abbandono della base.
Oggi le sue strutture sono ancora visibili da chilometri di distanza e qualcuno ha persino ipotizzato di sfruttarle come piloni per future turbine eoliche.

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