Economia europea, i provvedimenti di Mario Draghi per sistemare i conti in attesa della Lagarde

Di Pierpaolo Piras

Bruxelles. Ultimamente, Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (BCE), ha deliberato un nuovo aiuto economico a fronte della crescita negativa dell’Eurozona europea (costituita dagli Stati membri che utilizzano l’Euro come moneta ufficiale e che riconoscono la BCE come suprema autorità monetaria europea).

I mercati reagiscono subito positivamente e lo spread crolla ai minimi dal 2018.

Il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi

I provvedimenti adottati riguardano fondamentalmente la diminuzione del tasso che le banche pagano sui depositi parcheggiati presso la BCE. In pratica, se tali enormi somme non vengono impiegate in investimenti, gli istituti bancari dovranno pagare un tasso superiore alla stessa BCE.

L’Eurotower, edificio sede della BCE a Francoforte in Germania, ha anche deliberato di rifinanziare il “Quantitative Easing (QE)” con l’acquisto di titoli di Stato dalle banche commerciali per 20 miliardi al mese nel tentativo di iniettare più denaro nella economia, secondo le necessità dei singoli Stati membri.

Nei fatti la banca centrale acquista questi titoli da investitori come le banche o i fondi pensionistici, aumentando la quantità complessiva dei fondi utilizzabili successivamente nel sistema finanziario.

Ciò a sua volta dovrebbe consentire alle imprese di investire e ai consumatori di spendere di più, dando una spinta all’economia.

Il QE era stato abbandonato nove mesi fa e non è stata alcuna informazione sulla durata dell’attuale cospicuo finanziamento.

Va da sè che una delle armi principali al contrasto dell’impoverimento economico e anche nelle mani dei singoli Governi. Che riguarda la corretta gestione della spesa pubblica, il regime di tassazione e la politica fiscale.

All’annuncio della notizia, Donald Trump, presidente USA, reagisce alla sua maniera accusando la BCE di voler danneggiare le esportazione delle merci americane.

In una recente riunione ad Helsinki, la maggioranza dei Ministri delle Finanze (Eurogruppo) ad Helsinki e della Commissione Europea, ha approvato le misure adottate da Draghi, insieme alla necessità di stimolare la Germania e l’Olanda ad attivare il grande surplus finanziario del quale dispongono, secondo le regole dei regolamenti specifici dell’Unione Europea.

L’Eurotower a Francoforte

Mario Draghi è al termine del suo mandato. Il 2 luglio 2019 il Consiglio d’Europa ha deliberato la sua successione con la francese Christine Lagarde, attuale Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, a partire dal 1° novembre prossimo.

Nonostante ciò, Draghi ha voluto affrontare con grande coraggio i dilemmi europei più complicati, come la stagnazione degli investimenti nell’Eurozona, la Germania sull’orlo della recessione, il pericolo delle guerre commerciali, la fuoriuscita del Regno Unito, l’inflazione che non risale e, non per ultimo, il più ampio rallentamento economico globale innescato dal crescente protezionismo commerciale e dalla guerra commerciale USA-Cina.

L’efficacia dei provvedimenti su elencati sarà tutta da verificare anche se ad oggi le voci di disapprovazione sono decisamente rare.

Si ritiene, invece, che il presidente Draghi non avesse altra scelta se non quella di diramare al più presto queste misure intese a ripristinare la crescita degli investimenti in tutta l’Eurozona a beneficio di tutti i cittadini.

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