Egitto, il bilancio dell’attentato alla moschea sufi è salito a 305 morti e 128 feriti

Il Cairo. E’ salito a 305 morti, di cui 27 bambini e 128 feriti il bilancio della strage terroristica compiuta ieri alla moschea di Al Rawdah nel Sinai Settentrionale. Lo ha comunicato, oggi, la Procura generale egiziana.

Molto alto il bilancio dell’attentato ieri nella moschea sufi

Intanto le le Forze dell’ordine egiziane proseguono con l’Aeronautica al setacciamento dei covi, alla ricerca dei takfiri, i terroristi islamici che hanno compiuto l’attacco. In un comunicato delle Forze armate, pubblicato su Facebook, è stato scritto che, tra l’altro, sono state distrutte vetture utilizzate per l’attentato terrorista e che sono stati uccisi tutti i passeggeri.

E’ stat, inoltre, annunciato che le Forze armate hanno demolito diversi covi di terroristi contenenti armi e munizioni. La distruzione dei mezzi e l’uccisione di almeno 15 persone, dopo l’attacco alla moschea di Al Rawdah ,era stata riferita ieri da siti d’informazione.

Gli attentatori sono arrivati a bordo di 4 fuoristrada, hanno piazzato gli ordigni, li hanno fatti esplodere e hanno iniziato a sparare sui fedeli.

A essere colpiti così brutalmente i sufi, un culto che lo Stato islamico considera apostati ed eretici.

Mistici sufi

Un termine, quello del suffisso che non fa parte dei testi islamici o deriva dalla cultura stessa dei sufi. Ma sono stati gli orientalisti britannici che volevano creare una divisione artificiale tra ciò che hanno trovato interessante nella civiltà islamica (cioè la Spiritualità) e gli stereotipi negativi che erano presenti in Gran Bretagna sull’Islam.

Gli stessi orientalisti britannici hanno creato una divisione che in precedenza era inesistente. Il termine è dunque poi entrato nella cultura occidentale. Di contro i musulmani hanno usato la parola araba tasawwuf per identificare la pratica dei sufi. Gli studiosi tradizionali islamici definiscono il tasawwuf come il nome della dimensione interiore o esoterica dell’Islam, supportato e completato da pratiche come la Sharia.

Perciò occorre essere prima un buon musulmano per poi divenire un sufi. Essi ritengono che il tasawwuf sia un aspetto dell’Islam simile alla sharia, parte integrante della fede e della pratica islamica.

Gli studiosi sufi classici hanno definito il tasawwuf come “una scienza il cui obiettivo è la riparazione del cuore che lo rivolga lontano da tutto il resto, ma pur sempre verso Dio”.

Infine, i sufi tradizionali come Bayazid Bistami, Rumi, Haji Bektash Veli, Junayd di Baghdad, e Al-Ghazali, definiscono il sufismo puramente basato sui principi dell’Islam e gli insegnamenti di Maometto.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore