Elezioni bavaresi, il sogno della nuova sinistra tedesca riparte dai Verdi. Seconda forza politica nel Parlamento di Monaco

Di Pierpaolo Piras

Monaco. I sondaggi avevano previsto i disastrosi risultati delle votazioni regionali della Baviera di domenica scorsa. I democristiani del CSU (Unione cristiano sociali), “fratelli” in campo nazionale del Centro Cristiano Democratico della cancelliera Angela Merkel (CDU) hanno ottenuto il 37% dei suffragi, perdendo clamorosamente la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale bavarese, la stessa che detenevano, più o meno indisturbati, da circa sei decenni.

Sempre più in calo in consenso per il CSU, alleato della Merkel a livello nazionale

Il Partito social-democratico (SPD) di sinistra, alleato in Baviera della CSU, ha subito una disfatta perdendo oltre il 50% dei propri elettori. Il partito di destra (AFD) sorprende tutti con un 10,2% dei voti, un risultato inferiore alle previsioni che , tuttavia, gli consente di entrare per la prima volta nel parlamento regionale.

L’affermazione del partito dei Verdi (Die Grunen) è trionfale. Raddoppiano il risultato del 2013 , passando dal 8,7 al 17,5 % . Diventano così la seconda forza politica con ben 38 seggi nel Parlamento di Monaco, acquisendo il ruolo di importante partito di Governo.

Colei che ha trascinato i Verdi verso il successo è Katharina Schulze, 33 anni, dotata di straordinaria ed invincibile oratoria nei comizi e nei dibattiti televisivi. Un volto davvero nuovo rispetto ai vecchi e superati personaggi.

Katharina Schulze dopo la vittoria

Molti analisti si chiedono quali siano state le ragioni di tale successo. Esso è dovuto “in primis” al cambiamento della attuale politica perseguita dai “Grunen”.

In campagna elettorale sono stati assenti i toni urlati ed eccessivi ed, ancor di più, ogni riferimento a nostalgici ideologismi di sinistra. Non sono più i Verdi del passato quelli che un tempo si paragonavano a certa tipologia di frutta: verde di fuori ma rossa all’interno. Sono per un’accettazione moderata ma disciplinata verso la spinosa questione dei migranti. Non accettano le distorsioni create dalla globalizzazione pur rifiutando l’isolazionismo in campo economico. Il loro slogan in questo campo è noto, “pensa globale, agisci localmente”.

Hanno dimostrato di essere più in sintonia col popolo bavarese (più di nove milioni di abitanti) che in questi ultimi decenni è sensibilmente cambiato. Negli ultimi 30 anni, la Baviera si è profondamente trasformata da regione agraria ad economia industrializzata, anche ad alto livello tecnologico, attraendovi molte migliaia di lavoratori ad alta specializzazione, da altre regioni tedesche e dall’estero.

Storicamente, questo processo è stato promosso dai socialdemocratici, i quali, pero, non hanno saputo seguire il cambiamento avvenuto nella società nel corso del tempo. Le conseguenze del voto saranno presto evidenti. E’ chiaro che i “Grunen” vorranno co-governare , possibilmente in un Governo di coalizione. Ma, con chi?

Il democristiano (CSU) Horst Seehofer, attuale ministro dell’Interno e Markus Soder, presidente del Governo bavarese, si sono già espressi, comunque forti del 37%, per un Esecutivo che esclude i Verdi.

I tempi della politica sono ancora prematuri. In pochi ipotizzano una coalizione nero-verde: le reciproche posizioni sono ancora molto distanti.

D’altra parte, anche in Germania il vento è cambiato. Così come in Italia nelle recenti elezioni, la politica ha dimostrato di rispondere solo in piccola parte ai bisogni delle persone. Ora, c’è un nuovo protagonista politico, appunto i Verdi che si pongono, con successo di idee e di prassi, in posizione prevalente nel centro-sinistra bavarese.

Con chiarezza d’idee, esso si propone come cosmopolita ma anche come difensore degli interessi locali. E’ ambientalista ma rifiuta condizionamenti ideologici. E’ di sinistra ma anche un po’ di destra in campo economico. E, soprattutto, a parte le preferenze per il centro-sinistra, non rifiuta altre soluzioni.

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