Emirati Arabi Uniti, a Dubai l’87ª sessione dell’Assemblea generale dell’INTERPOL. Dopo una lotta per la successione è stato eletto alla presidenza sudcoreano Kim Jong-yan

Di Giusy Criscuolo

Dubai. Il sudcoreano Kim Jong-yang è il nuovo presidente dell’INTERPOL (https://www.interpol.int).  Guiderà l’organizzazione per un biennio. E’ stato eletto oggi, a Dubai (Emirati Arabi Uniti) dai membri dell’87ª sessione dell’Assemblea generale, alla quale hanno partecipato 1.300 delegati, provenienti da 192 Paesi, tra cui 40 ministri e 85 capi delle Polizie di tutto il mondo.

Il nuovo presidente dell’INTERPOL, il sudcoreano Kim Jong-yang

L’ex presidente, Meng Hongwei, si era dimesso in ottobre, dopo essere stato arrestato in Cina con l’accusa di corruzione.

Ieri era stata bocciata la candidatura del Kosovo. Dopo due tornate di votazioni, 68 Paesi membri avevano votato a favore dell’ammissione del Kosovo. Cinquantuno i voti contrari e 16 gli astenuti, cosicché l’ex provincia serba non aveva ottenuto il necessario sostegno di due terzi degli Stati che fanno parte dell’INTERPOL.

La plenaria dell’Assemblea dell’INTERPOL

Secondo quanto riportato dai media, il Presidente serbo Aleksandar Vucic aveva esortato i serbi a non sentirsi euforici e rivolgendosi agli albanesi del Kosovo aveva detto di non percepire l’esito del voto dell’Assemblea generale come una grande sconfitta, ma piuttosto come un evento che fa riflettere. “Sono orgoglioso della lotta del mio Paese – ha detto Vucic -. Un piccolo Paese senza molti soldi e potere nel mondo, ma che è riuscito a reggere il confronto con le forze più potenti del globo, dimostrando quanto sia prezioso perseguire la propria libertà, integrità e indipendenza”.

La disputa è poi continuata sul nome del Maggiore Generale Alexander Prokopchuk, un veterano funzionario del Ministero dell’Interno russo. Il quale avrebbe avuto i numeri per essere eletto. Ma ieri, un gruppo di senatori statunitensi, sollecitato dall’amministrazione Trump, si era opposto alla candidatura del funzionario.

“Se l’Interpol eleggesse il maggiore generale Alexander Prokopchuk come nuovo presidente è come se mettesse una volpe a capo di un pollaio – avevano dichiarato i senatori Usa Marco Rubio (R-Fla.), Christopher Coons (D-Del.) Jeanne Shaheen (RN.H.) e Roger Wicker (R-Miss.) -. La Russia abusa regolarmente dell’INTERPOL per regolare i punteggi e molestare avversari politici, dissidenti e giornalisti.

Secondo il Wall Street Journal, per la Russia la dichiarazione dei senatori equivaleva ad una specie di ingerenza elettorale nelle elezioni di questa organizzazione internazionale.

Una portavoce del Ministero dell’Interno russo, Irina Volk, aveva scritto, in una nota, che “l’attuale posto di Prokopchuk presso l’INTERPOL è stato confermato grazie alla fiducia e all’alto apprezzamento del suo operato in questa organizzazione internazionale”.

Nelle 50 sessioni di lavoro sono stati esaminati i crimini transfrontalieri, i complessi reati terroristici e le minacce causate dalla criminalità organizzata che colpiscono i Paesi tutti. L’obiettivo è stato quello di preparare i partecipanti alle sfide del futuro.

Numerosi i temi della sicurezza esaminati dai delegati

I lavori sono stati aperti dal Generale Abdullah Khalifa Al-Marri, comandante della Polizia di Dubai, dal segretario generale dell’INTERPOL Jurgen Stok e dal Maggiore Generale Khalil Ibrahim Al Mansour, assistente del comandante in Capo del reparto Investigazione Criminale.

Il Segretario generale dell’INTERPOL Jurgen Stok con il Generale Abdullah Khalifa Al-Marri, comandante della Polizia di Dubai

“Questa è la prima volta che una città in Medio Oriente ha ospitato un’operazione di tale portata per importanza e prestigio nel campo della sicurezza e del lavoro di Polizia”, ha detto il Generale Al Marri. Il quale ha poi ringraziato il Generale Sheikh Saif bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro e ministro dell’Interno, per il continuo supporto allo svolgimento di questo importante evento.

“Le riunioni dell’Assemblea Generale hanno discusso della questione sicurezza, nelle sfide contemporanee – ha aggiunto il Generale -. Una visione unitaria nella lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata transnazionale ed il reciproco scambio di esperienze e informazioni sulla sicurezza, potranno garantire un maggiore controllo e una più sensibile stabilità all’interno delle nostre società, al fine di garantire un futuro sicuro per le generazioni che verranno”.

Durante le sessioni sono stati trattati temi relativi alla criminalità informatica, agli sviluppi ed  evoluzioni operati dalle Polizie in tutto il mondo e sulla compatibilità che, queste varie capacità, hanno di poter lavorare in sinergia.

I membri dell’Assemblea generale hanno anche discusso del fenomeno del terrorismo su Internet e della comunicazione tra le varie Polizie nel mondo. Si è parlato di una piattaforma più amplia e condivisa, dei possibili collegamenti interforze, nonché di una serie di progetti comuni.

Il Generale di brigata Khalid Nasser Al-Razzouqi, direttore generale del Dipartimento dell’Intelligenza Artificiale della Polizia di Dubai, ha spiegato l’esperienza della loro Polizia nel campo, dando un anticipo sui piani previsti dal 2018 al 2021 ed adottati dal Generale Al Marri.

Alla conferenza, non è mancata la delegazione libica, rappresentata dal Generale Khaled Mazen, accompagnato dal capo della Polizia criminale ed internazionale araba della Libia.

Il Segretario Generale dell’INTERPOL, Stok Jungen ha spiegato che i database dell’Agenzia contengono 93 milioni di file che vengono esaminati 200 volte al secondo. “Questa è solo un’istantanea delle attività dei nostri Paesi membri – ha spiegato – nonché delle numerose operazioni coordinate a livello regionale e globale che hanno come obiettivo tutte le forme di criminalità”. ”

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