ESCLUSIVA. Parla l’Ambasciatore italiano a Caracas, Silvio Mignano: “Presidenziali Venezuela, la posizione del nostro Paese coincide con quella della UE”

CARACAS (dal nostro inviato). Il Venezuela domenica prossima andrà al voto per eleggere il Presidente della Repubblica Bolivariana. In un contesto internazionale che vede, tra l’altro il Gruppo di Lima, che ha chiesto, nel corso di una riunione a Città del Messico di sospendere le consultazioni, condannando il Governo di Nicolas Maduro “come regime autoritario”.  “Il Venezuela – ha dichiarato il ministro degli Esteri messicano, Luis Videgaray – ha violentato l’istituzionalità democratica e lo Stato di diritto”.

Incidenti di piazza hanno insanguinato le strade del Venezuela nei mesi scorsi

Anche il nostro Paese, attraverso l’Unione europea segue da vicino la situazione. Domenica andranno al voto anche moltissimi italo-venezuelani che hanno doppio passaporto.

Report Difesa ha chiesto, in esclusiva, all’Ambasciatore italiano a Caracas, Silvio Mignano, quale sia la situazione ed quali siano i rapporti tra i due Stati, rapporti che risalgono al 19° secolo.

L’Ambasciatore d’Italia a Caracas, Silvio Mignano

Signor Ambasciatore, cosa si aspetta l’Italia da queste consultazioni di domenica?

L’Italia è sempre favorevole a soluzioni democratiche e pacifiche, basate sul dialogo. Per quanto riguarda il Venezuela, la posizione del nostro Paese coincide con quella dell’Unione Europea. La politica estera italiana si fa anche in questo contesto europeo.  La UE, come è noto, anche in questi ultimi giorni con le dichiarazioni dell’Alta Rappresentante, Federica Mogherini ha ricordato che, da tempo, erano state richieste delle condizioni per l’esercizio del voto qui in Venezuela in un modo soddisfacente e che, quindi, che ci fosse una riforma del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), in una veste piu’ inclusiva, nonché la riammissione di candidati e partiti esclusi e la liberazione dei detenuti politici. La Mogherini ha sottolineato come, però, in questo momento tali condizioni manchino. La nostra posizione, ripeto, non può certo differire da quella della UE.

Come si ricorderà, nei mesi passati, la situazione economica estremanente critica ha portato a proteste di piazza spesso violente che hanno provocato incidenti con morti e feriti, in molte zone del Paese. I nostri connazionali che risiedono qui hanno avuto problemi. Si sono rivolti a voi per un aiuto?

Generalmente, anche gli italiani soffrono la crisi economica del Paese così come gli altri cittadini venezuelani. Molti hanno doppio passaporto. Ci sono continue richieste di sostegno. Purtroppo abbiamo un incremento della quota, tra la collettività italiana, di persone indigenti. Con il Consolato italiano di Caracas e con quello di Maracaibo siamo molto attivi nell’intervenire per un sostegno economico alle tantissime famiglie che si trovano in difficoltà. La crisi económica del Paese, inoltre, come lei ricordava, ha provocato una serie di proteste.

Ci sono state, purtroppo, situazioni di ordine pubblico molto difficili, con centinaia di morti e migliaia di feriti e detenuti. Anche alcuni nostri connazionali, purtroppo, si sono trovati coinvolti in quelle proteste. L’Ambasciata è intervenuta, volta per volta, per cercare di ottenere il rilascio degli italo-venezuelani, di italiani fermati e per aiutare chi ha dovuto affrontare processi per le proteste. Siamo riusciti ad ottenere il loro rilascio, lo scorso anno. Il nostro intervento ha, senza dubbio, prodotto risultati molto positivi.

Attualmente non abbiamo situazioni pregresse legate a quel periodo. Continuamente si presentano tuttavia nuovi casi, essendo inevitabile che con una comunità così ampia ci siano difficoltà per i connazionali.

Quali sono le aree geografiche considerate piu’ critiche del Venezuela?7

Il Paese, purtroppo, si trova in difficoltà un po’ dovunque. Le grandi metropoli, come Caracas, Valencia, Maracaibo presentano, senza dubbio, difficoltà legate alla crisi economica. Ma si registrano anche situazioni critiche non indifferenti fuori dalle grandi città, dove probabilmente si nota di meno ma la situazione, sempre dal punto di vista economico, è perfino più difficile.

E quali sono le risposte che come Ambasciata date?

Rispondiamo alle richieste di aiuto anche da chi vive nelle zone molto interne del Paese.

Qualche esempio?

Penso alla regione di Maracaibo dove si registrano interruzioni di elettricità molto piu’ prolungate di quanto non avvengano a Caracas, dove invece le difficoltà sono di altro genere.

Quali?

Purtroppo, è la città con il livello piu’ alto di criminalità comune. Ogni area ha le sue peculiarità. Un po’ in tutto il Paese ci sono situazioni da affrontare.

Come lei ricordava ci sono molti italiani che sono emigrati qui in Venezuela ed hanno doppia cittadinanza. Quanti sono?

Ufficialmente sono 150 mila italiani con passaporto italiano. Molti di essi hanno doppia cittadinanza, mentre circa 20 mila hanno solo quella italiana. C’è poi una comunità di discendenti italiani o coloro che, nel corso dei decenni, hanno rinunciato alla cittadinanza del nostro Paese e non sono riusciti a riacquistarla. Chi non ha la cittadinanza ovviamente non è iscritto all’Anagrafe e perciò è piu’ difficile contare quanti siano. Alcuni parlano di oltre un milione di discendenti italiani. Certamente c’è una comunità molto grande legata all’italianità.

Emigrati italiani in Venezuela

Le nuove generazioni hanno tagliato i rapporti con il Paese dei loro nonni o dei loro padri e si sentono piu’ venezuelani?

Sono senza dubbio molto integrati. Storicamente chi è emigrato qui occupa una posizione socio-economica buona, alta in molti casi. Certo tutta la comunità italiana è ormai interessata dalla crisi economica che ha alterato i parametri sociali. Fino a qualche anno fa la comunità italiana era una delle piu’ benestanti e molto integrata. Spesso i nostri connazionali occupano anche posizioni di rilievo nelle Università. Probabilmente non hanno tagliato mai i ponti con l’Italia.

Forse, in questo senso, la nostra comunità rispetto ad altre dell’America del Sud è storicamente piu’ recente. Basti pensare alla grande immigrazione che in Brasile, Argentina ed Uruguay dove, senz’altro, le cifre sono paragonabili se non superiori al Venezuela (basti pensare proprio all’Argentina) è stata prodotta alla fine dl 19° secolo. Mentre la grande immigrazione italiana verso il Venezuela risale al secondo dopoguerra. E perciò, essendosi allungata l’aspettativa di vita, sono in vita moltissimi della prima generazione. Il legame verso la madrepatria è molto forte. La maggior parte degli italo-venezuelani viaggia da e per l’Italia, mantiene vincoli strettissimi con la parte delle proprie famiglie che ancora sono in Italia.

Come sono i rapporti tra il nostro Paese ed il Venezuela?

Sono rapporti delicati che cerchiamo di mantenere attivi, soprattutto perché dobbiamo pensare a tutelare la comunità italiana, le nostre imprese. Senza dubbio ci sono complessità legate alle dinamiche della politica estera europea che il nostro Paese condivide e di cui è parte attiva. Questo non significa che non dobbiamo avere una presenza costante, un dialogo, relazioni fondamentali per gli interessi della comunità italiana nel Paese.

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