ESCLUSIVA. Terra dei Fuochi, di pattuglia con il 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza. L’utilizzo di un APR aiuta le ricerche di rifiuti sversati illecitamente

Napoli.,Saliamo a bordo del VM in dotazione al 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza, impiegati nell’Operazione “Strade Sicure -Terra dei Fuochi” per il Raggruppamento Campania.

Il task è quello di ogni giorno: pattugliare le aree di competenza, controllare Comune per Comune, segnalare e riferire cosa viene trovato.

Il controllo dei militari e della Polizia Municipale in un’attività commerciale

E’ quasi l’imbrunire quando usciamo dalla caserma di San Giorgio a Cremano (Napoli) dove ha sede il Raggruppamento. Non sappiamo quello che si potrà trovare, se qualcosa di pericoloso, qualche “sversatore” più o meno “seriale” che sia pronto a inquinare la sua terra per qualche somma di denaro da ricevere o da non spendere per uno smaltimento onesto dei rifiuti.

Il cancello automatico della caserma si apre e inizia il servizio.

Ci attende una lunga notte nella Terra dei Fuochi nella provincia di Napoli.

Report Difesa, in esclusiva, inizia così un reportage alla scoperta dell’inciviltà che, da anni, porta alla rovina le campagne e le città non solo della provincia ma anche dell’intera regione.

I controlli dei militari dell’Esercito sono estesi per oltre 2 mila chilometri quadrati. I servizi previsti non sono solo fatti da pattuglie mobili ma anche posti fissi di fronte agli STIR (stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti). I controlli sono quotidiani.

Le pattuglie percorrono chilometri e chilometri su itinerari prestabiliti. I task sono chiari: contrastare lo sversamento illecito di rifiuti e atti ostili.

Le aree da controllare cambiano di giorno in giorno. Di solito si tratta di due-tre comuni quotidiani. Il controllo è capillare. Non sfugge nulla ai Bersaglieri del 1 ° Reggimento. L’approntamento pre missione dei mesi passati è stato molto utile. Ogni operatore sa, con assoluta precisione, cosa deve fare, quali sono le procedure che deve attivare per contrastare le violazioni non solo delle leggi per la tutela dell’ambiente ma anche dell’ambiente stesso.

Vengono fatti anche posti di blocco per verificare se qualcuno tenta di sversare materiale. Di solito questo avviene in aree urbane o nei Comuni che non aderiscono al “Patto Terra dei Fuochi.”.

Si tratta di oltre una novantina di comunità locali delle province di Napoli e di Caserta.

Per un migliore controllo del territorio e scoprire zone che da terra sarebbe difficile evidenziare, viene usato un RAVEN del 41° Reggimento Cordenons di Sora (Frosinone). Si tratta di mini aereo a pilotaggio remoto, più comunemente conosciuto come drone. Le sue foto e i suoi brevi video sono utili per poi fare un intervento mirato e riportare la legalità.

IL CONTROLLO DALL’ALTO

L’utilizzo del drone è stato disposto dal Ministero della Difesa, a seguito della sottoscrizione di un protocollo di intesa interministeriale che è stato firmato sulla Terra dei Fuochi. E così insieme a circa 200 militari impiegati nelle strade, il Dicastero ha chiesto alle Prefetture di poter utilizzare questi assetti che sono dei moltiplicatori di potenza.

L’utilizzo del drone per il controllo dall’alto delle aree di competenza

Farli volare nello spazio aereo di Caserta e Napoli non è facile, visto che siamo molto vicino allo scalo aereo civile partenopeo, a quello militare di Grazzanise ed altri siti più piccoli; a rendere ciò possibile hanno contribuito l’Esercito, Aeronautica Militare, l’Ente nazionale aviazione civile (ENAC), l’Ente nazionale per l’assistenza al volo (ENAV), le Prefetture di Napoli e Caserta.

Le attività operative dei militari dell’Esercito vengono fatte su tre livelli. Il primo è quello che potremmo definire “standard” con le pattuglie della sola Forza Armata. Il secondo è invece fatto con il coordinamento della Polizia locale. Il terzo, invece, prevede attività coordinate da altre Forze di Polizia.

Sono le aziende quelle che vengono maggiormente monitorate perchè si è scoperto che ci sono alcune che sversano in modo illecito. Ci sono stati casi di sversamenti illeciti anche fuori dalle province di competenza del Raggruppamento.

In prima linea a fianco dell’Esercito e delle altre Forze di Polizia, SMA Campania. Si tratta di una società in house della Regione Campania, le cui attività sono finalizzate alla prevenzione e contrasto degli incendi nelle aree boschive, al risanamento ambientale, al monitoraggio del territorio, al riassetto idrogeologico, alla prevenzione e mitigazione dei rischi naturali ed antropici, all’accrescimento del pregio ambientale, al potenziamento dell’azione di bonifica dei siti inquinati sul territorio regionale, al miglioramento dei sistemi di gestione del rischio e di supporto alla pianificazione strategica e territoriale, al miglioramento delle reti depurative.

Sono numerose le collaborazioni che la Forza Armata con i Vigili del Fuoco, l’ARPAC, le ASL.

IL PATTUGLIAMENTO

Giugliano, Qualiano, Villaricca, Quarto e Marano di Napoli sono questi i comuni che la nostra pattuglia deve controllare.

Il capo team dà ordine al conduttore di entrare in una strada interpoderale. La puzza di qualcosa bruciato da poco attrae l’attenzione del capo pattuglia. Ci si avvicina per controllare. Intorno pezzi di una cosa che una volta era un’auto, materassi, parti di divani. Una grande discarica a cielo aperto. Vengono fatte foto per comunicare il ritrovamento. La segnalazione viene inviata agli operatori della sala TOC (Tactical Operation Centre) e di qui la SMA Campania per la valutazione del suo censimento. In pochi minuti arriva la conferma: sito censito e in via di sistemazione.

Una discarica a cielo aperto

Riprende così il controllo.

Altro giro, altro sito. Questa volta siamo in una zona a forte presenza di coltivazioni di fragole e di altri prodotti da serra. A pochi metri dai campi scopriamo un’altra discarica a cielo aperto. Corde, contenitori di plastica, flaconi di glifosato, un erbicida, tubi per l’irrigazione dei terreni sono ammonticchiati. Anche questo sito viene segnalato.

Viene compilato anche un servizio con i siti censiti sia in forma cartacea che telematica.

Il mondo dello sversamento illegale dei rifiuti non ha confini. A Palma Campania, i Bersaglieri scoprono un sito dove sono stati depositati, si pensa dalle vicine aziende gestite da cittadini indiani, enormi quantità di tessuti che quasi coprono l’intera sede stradale.

Il rinvenimento di un’altra discarica a cielo aperto

Il sito si trova a pochi metri dall’autostrada Caserta-Salerno. Nella comunicazione con la sala operativa veniamo a sapere che si tratta di un sito “in ampliamento” e che il Comune presto dovrà iniziare la bonifica.

A Boscotrecase vengono individuati, invece, molti sversamenti illegali di amianto. Mentre stiamo per rientrare in caserma a Napoli, ormai alla fine del servizio, del fumo proveniente da una strada e la puzza sempre più forte attira l’attenzione del capo pattuglia. Ci dirigiamo sul posto e scopriamo che è stata appena bruciata della spazzatura a finire “il ciclo” dello smaltimento illegale.

Termina così il nostro reportage nella Terra dei Fuochi. O meglio con le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che, a proposito della vecchia questione delle ecoballe sostiene “Ci stiamo preparando per avere un nostro sito di stoccaggio in Regione Campania per stoccare lì 70 mila tonnellate di rifiuti che si produrranno durante i 40 giorni nei quali il termovalorizzatore di Acerra, da settembre, chiuderà per le manutenzioni di tutto l’impianto”.

La Campania vuole “puntare sempre sulle proprie forze – aggiunge De Luca – e per questo ci stiamo preparando ora a trovare siti di stoccaggio provvisorio per evitare di ritrovarci con i rifiuti per strada. Stiamo cercando un sito, faremo i lavori di impermeabilizzazione e poi, quando il termovalorizzatore torna in funzione, ci liberiamo”.

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