ESERCITO: Il 9° Col Moschin partecipa alle operazioni di demolizione del Ponte Morandi. L’operazione di oggi è stata una attività incomparabile in ambito nazionale

Intervista di Giusy Criscuolo

 

Genova: Il colonnello Yuri Grossi, comandante del 9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’ESERCITO, ci racconta che l’attività di demolizione è stata affrontata con il massimo della cura e della professionalità. La consapevolezza che questo, è per i genovesi un giorno di grande importanza, ha fatto emergere un grande lavoro di sinergie tra gli operatori delle Forze Speciali, la ditta appaltatrice e tutti gli Operatori intervenuti per la demolizione del Ponte Morandi. Le Forze Speciali dell’Esercito hanno impiegato una tipologia di esplosivo appositamente sviluppato per il taglio di manufatti in ferro, utilizzando tecniche militari classificate.

Gli Operatori del 9° Rgt d’Assalto Paracadutisti Col Moschin durante i lavori per la demolizione del Ponte Morandi

La presenza degli Incursori è stata richiesta dal Commissario Straordinario per l’emergenza di Genova per garantire il taglio degli stralli vincolanti il Ponte Morandi alla struttura dell’Autostrada A7 non interessata alla demolizione. L’attività preparatoria è iniziata da febbraio con i primi incontri presso la Prefettura di Genova. Al fine di garantire la riuscita della demolizione, sono state effettuate due giornate di prove, con diverse tecniche e tipologie di esplosivi, presso una cava nei pressi di Genova.

Nello specifico di cosa si è occupato il 9° Reggimento di Assalto Paracadutisti Col Moschin?

Alcune delle cariche esplosive le abbiamo sistemate noi. Nello specifico, noi ci siamo occupati di alcuni strati che collegavano il pilone 11 ad un troncone della A7. Nella demolizione del pilone 11 e 10 si doveva assolutamente evitare qualsiasi trauma o effetto collaterale negativo per la A7 stessa. La durata dell’intervento è durata dai 4 ai 6 secondi. Noi siamo intervenuti per operare un taglio sulla componente acciaiosa, con l’impiego di cariche a base plastica che sono state posizionate nella giornata di ieri sulle varie componenti degli stralli. – continua il Colonnello Grossi – Il taglio degli stralli ha avviato la sequenza di detonazione di tutta la parte del Ponte Morandi rimasta in piedi.

Gli Operatori del 9° Rgt d’Assalto Paracadutisti Col Moschin durante il posizionamento delle cariche esplosive

Quando è stato svolto il lavoro per la predisposizione delle cariche?

Il lavoro è stato svolto durante la giornata di ieri, dove si è provveduto alla posa delle visure di irrigazione, la posa dei sacchi di sabbia che sono serviti a creare un muro di 4 metri per circoscrivere l’area di riferimento, alla posa dei sacchi di acqua che hanno limitato la proiezione di schegge e che hanno contenuto gli effetti collaterali per l’aria circostante il ponte stesso. Oggi la detonazione è stata preceduta dall’avvio dell’irrigazione dei manufatti che hanno consentito di limitare la dispersione dei fumi.

Quale tecnica avete utilizzato per il posizionamento delle cariche?

Per garantire la riuscita della demolizione, abbiamo dovuto effettuare delle prove, il tutto si è svolto all’interno di una cava nei pressi di Genova. Abbiamo utilizzato diverse tipologie di esplosivi per appurare la scelta migliore. Ci siamo recati in cava in maniera assolutamente ordinaria. In cava sono state intraprese le misure di coordinamento con il team dell’impresa appaltatrice, e poi si è preceduto, come concordato nei mesi precedenti alla posa delle cariche. Ognuno per i settori di competenza.

Quanti operatori del 9° sono stati coinvolti nelle operazioni di demolizione?

Nel particolare non è stato definito un numero di operatori, ma noi in base al nostro background abbiamo attagliato il team all’esigenza. Il team si componeva di circa 15 operatori. 

Gli Operatori del 9° Rgt d’Assalto Paracadutisti Col Moschin – esperti demolitori- in una delle complicate fasi di lavoro

Vi è stata chiesta qualche consulenza ulteriore oltre al posizionamento delle cariche esplosive?

No, diciamo che abbiamo portato nello sviluppo del piano la nostra specifica esperienza pluridecennale nell’impiego di cariche avanzate e nello specifico di esplosivo a base plastica. Cariche preformate che garantiscono un esperto di taglio e noi abbiamo una grande esperienza nell’impiego e nel maneggio di questo tipo di cariche. Chiaramente riusciamo a recuperarle anche con una tempistica propria delle Forze Armate e dei Reparti Speciali nello specifico.

Come reputa la fine di questo intervento?

Direi che quello di oggi è un grande successo, dovuto a delle sinergie che sono state intraprese e confermate durante il percorso di questa demolizione. Demolizione che ha una dimensione non comparabile in ambito nazionale. Anche 11 anni fa abbiamo collaborato per il disfacimento di un ponte ferroviario di composizione principalmente ferrosa, ma una demolizione di tale dimensione e magnitudine non è mai stata affrontata sul territorio. Un risultato ottimo, quello di oggi, un risultato fondato su sinergie e professionalità messe in piedi 11 anni fa e che oggi si sono migliorate, consolidate e confermate con la demolizione del Ponte Morandi.

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