Esercito: 907 VFP-1 del 17° RAV “Acqui” di Capua giurano questa sera fedeltà alla Repubblica. Un momento solenne ed emozionante per qualsiasi Soldato

Capua (Caserta) – dal nostro inviato. Il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana è il momento più solenne ed emozionante per qualsiasi Soldato dell’Esercito Italiano.

Le prove del giuramento

E’ un atto importante con il quale il militare promette fedeltà alle Istituzioni e si impegna ad agire, con dedizione ed onore, nel rispetto di tutti i doveri dello Stato.

Ed oggi, alle 18.00, a Capua (Caserta) nella Caserma “Oreste Salomone”, sede del 17° Reggimento Addestramento Volontari (RAV) “Acqui”, 907 Volontari in ferma prefissata di un anno (VFP-1) pronunceranno all’unisono “Lo Giuro”, alla presenza delle massime autorità civili e militari, tra cui il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito.

Numerosa, inoltre, la partecipazione di parenti ed amici giunti a Capua, da ogni parte d’Italia, per condividere con i giovani Volontari questa giornata ricca di valori militari e che racchiude l’essenza di un Soldato.

Un valore espresso da due giovani VFP-1 che abbiamo avuto modo di conoscere, Claudia Napoletano, originaria di Foligno, e del suo collega Giuseppe Li Puma, palermitano.

Hanno superato tutte le prove concorsuali per accedere al 1° blocco 2019, grazie alla costanza e alla determinazione che li caratterizza.

Entrambi laureati, il VFP1, Napoletano in mediazione linguistica con una conoscenza di inglese, spagnolo e francese e qualche base di giapponese, e il suo collega Li Puma in agraria.

Sono ragazzi normali, ma ben consapevoli delle loro aspirazioni di carriera: Claudia con il desiderio di diventare Sottufficiale dell’Esercito Italiano e Giuseppe di accedere all’ambita Accademia Militare.

Ciò che lega Claudia e Giuseppe, e qualsiasi Soldato dell’Esercito, è la passione, fin da piccoli, di questa uniforme che ingloba tutti i valori fondamentali della nostra Repubblica.

Sentir parlare questi ragazzi, poco più che 20enni, utilizzando termini quali “difesa della Patria”, “senso del Dovere”, “spirito di Corpo” potrebbe sembrare, per qualcuno, strano. O anacronistico.

Ma così non è, vi assicuriamo. Ai tempi del servizio militare obbligatorio, questi valori non erano così presenti e sentiti in tutti i ragazzi chiamati a svolgere la leva.

Oggi, tutto è diverso. Alla domanda se consiglierebbero ai loro amici di arruolarsi, la risposta è stata forte e chiara: sì.

Un sì, appunto, convinto. Deciso.

Sentire parlarli, entrambi, di spirito di sacrificio è entusiasmante, perché appartengono ad una generazione che spesso è “coccolata” dalla famiglia e demandano ogni tipo impegno responsabile.

Sono ragazzi normali che, in poche settimane, hanno cambiato le loro abitudini, tipiche di chi vive nella spensieratezza della loro generazione: svegliarsi presto, vestire un’uniforme in maniera impeccabile, iniziare la giornata rendendo onori alla bandiera, marciare in sincronia con il Plotone, addestrarsi per essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione che un Soldato potrà trovarsi di fronte una volta impiegato nei Reparti operativi.

E ieri, a premessa dell’evento, ha assunto particolare rilevanza la consegna del diario “Io sono un Soldato” ai giovani Volontari del 1° blocco 2019.

I volontari VFP1 con il loro Diario “Io sono un Soldato”

In tale occasione, i Comandanti e gli Istruttori, primi formatori nella crescita professionale dei VFP-1 dell’Esercito Italiano, hanno distribuito alle nuove generazioni di Militari questo diario, ricco di valori e di identità militari, affidando simbolicamente la storia, le emozioni e le virtù istituzionali e mostrando loro “chi è un Soldato”.

A breve, i 907 VFP1 del 1° blocco 2019, guidati dai Comandanti e dagli Istruttori che, per primi, hanno accolto un ragazzo e lo hanno reso un Soldato, faranno una promessa solenne di fronte alle massime autorità, ai familiari, ma soprattutto di fronte agli Italiani.

Tra qualche ora saranno Soldati. Auguri!

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